Il pane che ti avanza appartiene a chi ha fame. Il mantello che tieni nell’armadio a chi sente freddo, le scarpe che si deteriorano nei tuoi palazzi sono di coloro che vanno scalzi, quel denaro che conservi gelosamente nello scrigno è di chi ne ha bisogno. Ecco che commetti tante ingiustizie quante sono le persone che potresti aiutare; noi riceviamo ma non diamo agli altri; tutti siamo i primi a tessere gli elogi della beneficienza ma priviamo i poveri del necessario schiavi liberati, non abbiamo pietà dei compagni di sventura; affamati diventati sazi, non degniamo di uno sguardo il misero; i nostri granai sono troppo piccoli per gli abbondanti raccolti, eppure non abbiamo compassione di quelli che giacciono nella miseria.
Nel mondo ci sono 15,4 milioni di High Net Worth Individuals ovvero individui con un patrimonio oltre il milione di dollari, esclusi immobile di residenza, oggetti da collezione, beni di consumo durevoli e non. Questi super-ricchi crescono su scala globale (+5% circa nel 2015). In Italia, lo scorso anno, gli Hnwi erano 228.700: il 4,5% in più rispetto al 2014.
L’incremento della ricchezza in Italia è spiegato con la crescita del Pil reale (+0,6%), il miglioramento del risparmio nazionale (del 18,7%) e l’aumento della capitalizzazione di mercato (+12,7%). Fra i fattori penalizzanti gli analisti elencano il mercato immobiliare locale (- 2,4%). È quanto emerge dal ventesimo World Wealth Report 2016 pubblicato dalla società di consulenza Capgemini. Continue Reading →
Nella classifica stilata dalla rivista americana Forbes, Bill Gates si conferma, per il terzo anno consecutivo, con un patrimonio di 75 miliardi di dollari l’uomo più ricco del mondo. Sale al secondo posto Mr Zara: Amancio Ortega, con 67 miliardi, che supera il re delle telecomunicazioni Carlos Slim, strappandogli la medaglia d’argento. Terzo, con 60,8 miliardi, il guru della finanza Warren Buffett. Mark Zuckerberg entra nella top ten balzando in sesta posizione, preceduto da Jeff Bezos, il fondatore di Amazon.
In Italia lo scettro del più ricco tocca ancora alla signora Maria Franca Fissolo, vedova dell’imprenditore Ferrero di Alba che ha costruito l’impero del cioccolato e inventato la Nutella, che si posiziona al 30esimo posto, con un patrimonio di 22,1 miliardi di dollari. In ascesa anche Del Vecchio, il fondatore di Luxottica risulta 37esimo con un patrimonio di 18,7 miliardi di dollari. Stefano Pessina, tra i protagonisti del settore farmaceutico in veste di ceo di Walgreens Boots Alliance, si piazza 62esimo con 13,4 miliardi di dollari. Al 121esimo posto, Massimiliana Landini Aleotti, a capo del colosso farmaceutico Menarini con un patrimonio di 10,1 miliardi di dollari. Rispettivamente al 188esimo e al 196esimo posto, Silvio Berlusconi (con 6,2 miliardi di partimonio) e Giorgio Armani (con 6,1). Chiudono la classifica italiana Miuccia Prada, moglie dell’aretino Patrizio Bertelli armatore di Luna Rossa, che è 405esima con 4,1 miliardi di dollari, Diego Della Valle che è 1.105esimo con 1,8 miliardi di dollari, mentre Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono al 1.173esimo posto con 1,7 miliardi di dollari.
Curiosità. Nella lista fanno parte 20 proprietari della NBA, 19 della NFL, 10 della NHL e 8 della MLB. Gli USA restano sempre il Paese con il più alto numero di miliardari, segue la Cina, in aumento anche la ricchezza dell’Asia-Pacifico. La trentesima classifica annuale di Forbes include 1.820 miliardari. I Paperoni mondiali contano su una fortuna complessiva di 6.480 miliardi di dollari, 570 miliardi di dollari in meno rispetto al 2015.
Il Real Madrid si conferma, per l’undicesimo anno consecutivo, il club con il fatturato più alto al mondo con 577 milioni di entrate nel 2014/15. Una manciata di milioni dietro il Real, secondo la classifica dei club calcistici con i maggiori ricavi a cura di Deloitte, ecco il Barcellona, forti del trionfo in Champions League, con ricavi oltre quota 560 milioni. A chiudere il podio troviamo il Manchester United con 519.5M. E’ la prima volta che i primi tre club in classifica hanno tutti superato i 500 milioni di fatturato.
Delle prime dieci società, la metà gioca nella Premier League. Secondo la ricerca di Deloitte, i 20 club più ricchi del mondo hanno generato introiti superiori ai 6,6 miliardi di euro con un aumento dell’8% rispetto alla stagione precedente. Continue Reading →
Da qui al 2020 il numero dei milionari nel mondo aumenterà del 46%, stima il Credit Suisse Research Institute nel “Global Wealth Report“. La classe media cinese ha superato per la prima volta quella statunitense, diventando la più numerosa del mondo. L’Italia ha perso 378.000 milionari quest’anno rispetto al 2014 e 491 super ricchi con un patrimonio superiore ai 50 milioni di dollari. Complessivamente nel mondo sono circa 123.800 gli individui con patrimoni superiori ai 50 milioni di dollari. In Europa il numero di appartenenti alla classe media è diminuito di 11,7 milioni di individui dall’inizio della crisi, tra il 2007 e il 2015. Insomma ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più morti di fame.
Nel 2015 la ricchezza mondiale ha raggiunto i 250’000 miliardi di dollari, una cifra leggermente inferiore a quella dell’anno precedente a causa del cambio sfavorevole. Tra la metà del 2014 e la metà del 2015 l’incremento della ricchezza delle famiglie è stato particolarmente pronunciato negli USA e in Cina. “La ricchezza si concentra (però) ancora prevalentemente in Europa e negli Stati Uniti. Tuttavia, l’aumento più deciso del benessere si è registrato nei mercati emergenti, soprattutto in Cina, dove, rispetto all’inizio del secolo, è addirittura quintuplicato”, ha affermato Tidjane Thiam, CEO di Credit Suisse. Attualmente la Cina rappresenta un quinto della popolazione mondiale, detenendo al contempo quasi il 10 per cento della ricchezza globale. La classe media cinese è ora, per la prima volta, la più grande del mondo.
Ruolo centrale della classe media in espansione
In questo secolo la ricchezza della classe media ha evidenziato una forte crescita in tutte le regioni e in quasi tutti i paesi. In tutto il mondo, la dimensione, lo stato di salute e le risorse della classe media sono considerati fattori chiave che determinano la velocità e la sostenibilità dello sviluppo economico. Questa fascia della popolazione è spesso al centro dei movimenti politici e delle nuove tendenze di consumo, e rappresenta un importante bacino per uomini d’affari e imprenditori che puntano a soddisfare nuove esigenze. Per una serie di motivi la middle class statunitense è diventata il ceto medio per antonomasia, ma quest’anno, per la prima volta, la classe media cinese l’ha superata da un punto di vista numerico. La classe media cinese ora conta 109 milioni di adulti, in forte vantaggio rispetto ai 92 milioni del ceto medio americano. A livello globale, nel 2015 il 14 per cento della popolazione adulta apparteneva alla classe media – pari a 664 milioni di adulti in totale. (Cfr. grafico) Quest’anno la ricchezza della classe media, tuttavia, è cresciuta a un ritmo più lento rispetto a quella della classe più elevata. “La classe media continuerà ancora a espandersi nelle economie emergenti in generale, e gran parte di tale crescita dovrebbe verificarsi in Asia. Di conseguenza assisteremo a cambiamenti delle abitudini di consumo e a mutamenti sociali poiché, storicamente, la classe media ha avuto un ruolo di garante di stabilità e prosperità”, ha sottolineato Thiam. Il Global Wealth Report definisce la classe media in termini di fascia di ricchezza piuttosto che di reddito, in modo da escludere fasi temporanee di recessione, causate per es. da un periodo di disoccupazione.
La classe media per paese (in milioni di adulti) Fonte: James Davies, Rodrigo Lluberas e Anthony Shorrocks, Credit Suisse Global Wealth Databook 2015
La diseguaglianza economica continua ad aumentare
La diseguaglianza economica si è accentuata sull’onda della crisi finanziaria e quest’anno non ha fatto eccezione. L’aumento dei prezzi delle azioni e dell’entità degli investimenti finanziari nei paesi più ricchi registrato quest’anno ha spinto verso l’alto la ricchezza di alcuni dei paesi e delle persone più abbienti, causando un aumento della disparità. Il quantile superiore della popolazione facoltosa possiede ora poco più della metà del patrimonio mondiale e il decile più abbiente detiene l’87,7 per cento. “Anche se la distribuzione della ricchezza è sbilanciata verso la classe abbiente, non dovrebbe essere trascurata la notevole importanza economica della base e del centro (della piramide della ricchezza), che unite rappresentano 39’000 miliardi di dollari e determinano una parte significativa della domanda di una vasta gamma di beni di consumo e servizi finanziari”, ha sottolineato Thiam. Per far parte della metà più ricca della popolazione adulta mondiale occorrono 3210 dollari, al netto dei debiti. (Cfr. grafico) Per rientrare nel 10 per cento più facoltoso a livello mondiale si devono detenere 68’800 dollari, contro i 759’900 dollari necessari per essere annoverati nel quantile dei più benestanti.
I livelli di ricchezza mondiale nel 2015 Fonte: James Davies, Rodrigo Lluberas e Anthony Shorrocks, Credit Suisse Global Wealth Databook 2015
È probabile che emergano milioni di nuovi milionari poiché si prevede un’ulteriore crescita della ricchezza mondiale
È verosimile che la ricchezza globale continui a crescere a un tasso annuo del 6,5 per cento nei prossimi anni, salendo a 345’000 miliardi di dollari nel 2020, pari al 38 per cento in più rispetto agli attuali livelli. Gli USA resteranno il leader incontrastato in termini di ricchezza, detenendo circa un terzo del totale globale. I principali fattori alla base del continuo aumento della ricchezza, tuttavia, sono situati nelle economie emergenti. (Cfr. grafico) La loro quota di ricchezza globale potrebbe salire al 19 per cento entro il 2020, dal 17 per cento di oggi. Cina e India sono destinate a registrare tassi di crescita annuale superiori al 9 per cento nei prossimi cinque anni. Insieme sono riuscite a raddoppiare la loro quota di ricchezza globale portandola al 10,5 per cento nel corso degli ultimi 15 anni. La crescita della ricchezza cinese è stata particolarmente marcata: nel 2000 la ricchezza cinese era simile a quella degli USA nel 1939. Quindici anni più tardi, ha raggiunto il livello di quella degli Stati Uniti nel 1972 (ovvero, 33 anni più tardi!) e la ricchezza delle famiglie rurali potrebbe continuare a superare i tassi di crescita delle economie sviluppate. Di conseguenza, il numero di milionari cinesi dovrebbe raggiungere quota 2,3 milioni entro il 2020, con un aumento del 74 per cento rispetto a oggi. A livello globale il numero di milionari in dollari è destinato a crescere del 46 per cento nei prossimi cinque anni, raggiungendo un totale di 49,3 milioni di adulti, di cui 22 milioni residenti in Nord America, 15,5 milioni in Europa e 8 milioni in Asia Pacifico (a esclusione di Cina e India): 15,5 milioni di milionari in dollari in più nel giro di 5 anni. Per contestualizzare questa cifra, basti pensare che tale gruppo di ricchissimi rappresenterà appena lo 0,7 per cento della popolazione adulta mondiale.
Evoluzione della quota di ricchezza dei mercati emergenti Fonte: Credit Suisse
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Ciao sono Claudio e questo è il mio blog nato nel 2011. Sono un blogger libero e indipendente, scrivo articoli per cambiare questo Mondo alla Rovescia. Utopia? Vedremo…
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