A festeggiare il 1° maggio saranno circa 22 milioni e 500 mila italiani (lavoratori dipendenti più autonomi) e sebbene gli ultimi dati presentati ieri sulla disoccupazione dall’Istat ci dicono che le cose stanno migliorando, il nostro paese continua a registrare dei ritardi occupazionali molto preoccupanti. Tra i 28 paesi dell’Unione europea solo la Croazia (55,8%) e la Grecia (50,8%) presentano un tasso di occupazione più basso del nostro (56,3%). Continue Reading →
L’Italia si conferma uno dei peggiori paesi per opportunità lavorative rivolte agli under 30, con “uno specifico problema di disoccupazione giovanile, in aggiunta a uno più generale, a causa di condizioni sfavorevoli e debolezze nel mercato del lavoro, e nelle istituzione sociali ed educative”. I dati che emergono dal rapporto sullo stato dell’occupazione dei giovani in Italia dell’Ocse sono sconfortanti.
Nello specifico abbiamo un tasso di occupazione per i giovani tra i 25 e i 29 anni di appena il 52,8%, dal 2007 precipitata di quasi 12 punti, il secondo peggior dato tra i Paesi Ocse dopo quello della Grecia (48,5%). In generale il nostro Paese è al di sotto della media per le competenze dei giovani, i metodi di sviluppo di queste competenze negli studenti e la promozione del loro utilizzo sul posto di lavoro.
Nella classifica si posizionano, appena sopra il Belpaese, come penultima e terzultima Spagna (58,1%) e Slovacchia (66,9%), mentre il Paese con la maggior percentuale di giovani occupati è l’Olanda (81,7%), seguita da Austria (81,4%) e Giappone (81,2%). Peggio dell’Italia soltanto la Grecia, ma che non è inclusa nelle classifica Ocse. La media dell’area Ocse è di un tasso di occupazione pari al 73,7%.
Per quanto riguarda la quota dei lavori temporanei sul totale, considerando la fascia d’età tra i 16 e 29 anni, l’Italia si colloca al di sopra della media dell’area (38,4%) con un tasso del 52,5%, meglio tuttavia del 52,9% della Germania.
Mentre i giovani Neet, ossia non occupati né iscritti a scuola o in apprendistato, sono il 26,09% degli under 30, quarto dato più elevato tra i Paesi Ocse. All’inizio della crisi, nel 2008, erano il 19,15%, quasi 7 punti percentuali in meno. Nell’insieme dei Paesi Ocse, i giovani Neet erano oltre 39 milioni a fine 2013, più del doppio rispetto a prima della crisi.
Record sulla dispersione scolastica: i giovani sotto i 25 anni che abbandonano gli studi sono il 17,75%, seguiti dalla sola Spagna. Stiamo parlando di circa 750 mila ragazzi: un esercito. La crisi ha quindi alimentato il senso di rinuncia e scoraggiamento, e oggi raccogliamo pessimi frutti.
L’Italia, infine, è quartultima tra i Paesi Ocse per il tasso di occupazione nella fascia d’età 30-54, sceso dal 74,98% del 2007 al 70,98% del 2013. Continue Reading →
In Italia il tasso di lavoratori attivi, cioè la percentuale di persone in età da lavoro che hanno un impiego, è del 48,7%, circa otto punti in meno della media europea, al penultimo posto nell’Eurozona, superiore solo a quello della Grecia, dove però il tasso di disoccupazione supera il 25%. Meno di un italiano su due in età da lavoro ha un impiego. La causa, secondo uno studio dell’Associazione Bruno Trentin, risiede nell’altissima percentuale di popolazione inattiva, che nel nostro Paese supera il 44%, a fronte di una media europea del 36%. Sono 20 milioni le persone (studenti, pensionati, casalinghe) che non lavorano, tra cui 3,2 milioni che invece vorrebbero lavorare e che non sono comprese nelle rilevazioni sulla disoccupazione. Queste, infatti, conteggiano solo coloro che ricercano attivamente un’occupazione e che sono disponibili a lavorare entro due settimane.
L’Associazione Bruno Trentin, elaborando i dati ISTAT tratti dalla “Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro” pubblica uno studio sull’anomalia del tasso di occupazione italiano, uno dei più bassi dell’Eurozona (solo la Grecia sta attualmente peggio di noi). Il fenomeno esiste da molti anni, anche quando il nostro tasso di disoccupazione era più basso della media europea. Nel 2007, infatti, il tasso di occupazione italiano era del 51,4% nella fascia di età 15-74 anni (inferiore di – 6,6 punti percentuali a quello dell’Eurozona); nel 2013 il nostro tasso di occupazione scende e lo scarto rispetto alla stessa area arriva a -7,5 punti percentuali. Sempre nel 2013, nella fascia 15-64 anni utilizzata come riferimento prevalente in Italia, il tasso di occupazione italiano (55,6%) è quasi 8 punti in meno della media dell’Eurozona. Contemporaneamente la disoccupazione italiana passa dal 2007 al 2013 dal 6,1% al 12,2% (+6,1%), quella dell’Eurozona dal 7,5% all’11,9% (+4,4%). La disoccupazione è dunque fortemente cresciuta e questo ha inciso sul tasso di occupazione, ma un divario così ampio con l’Europa non è neanche così giustificabile.
La peculiarità italiana appare ancora più chiara osservando alcuni dei Paesi europei più colpiti dalla crisi. In Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda il tasso di disoccupazione è nel 2013 superiore al nostro (se si eccettua l’Irlanda, nettamente); ma in Italia il tasso di occupazione è leggermente inferiore a quello della Spagna, inferiore a quello del Portogallo e dell’Irlanda e superiore solo a quello della Grecia, dove però la disoccupazione è oltre il 25%. Se la situazione per il complesso del mercato del lavoro italiano è negativa, pessimo è il quadro per quanto riguarda i più giovani in Italia, decisamente indietro rispetto alla media dell’Eurozona.
La vera differenza fra l’Italia e le altre realtà europee risiede nel nostro anomalo tasso di inattività: nel 2013, nella fascia di età 15-74 anni lo scarto dell’Italia (44,5%) rispetto alla media europea (36,2%) è di poco più di 8 punti percentuali. Nella più ristretta fascia 15-64 il tasso di inattività italiano è del 36,5% contro il 27,8% dell’Eurozona, con una differenza quindi ancora più ampia. Molto elevato è anche lo scarto per quanto riguarda i più giovani. E’ una platea di circa 20 milioni di persone nella fascia di età 15-74 anni, con all’interno condizioni molto diverse. Di questi circa 3,2 milioni in media nel 2013, sono gli inattivi che vorrebbero lavorare catalogati nelle Forze di lavoro potenziali.
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Ciao sono Claudio e questo è il mio blog nato nel 2011. Sono un blogger libero e indipendente, scrivo articoli per cambiare questo Mondo alla Rovescia. Utopia? Vedremo…
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