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Il piromane è un terrorista criminale

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L’Italia brucia. La gran parte degli incendi italiani sono dolosi (quando si vuole deliberatamente provocare un danno, spesso spinti da motivazioni economiche o dalla ricerca di profitto), o colposi (ovvero attribuibili all’incuria e alla leggerezza, come quando si gettano sigarette da un’auto in marcia o si da’ fuoco a terreni per ripulirli ed eliminare residui vegetali). L’incendio raramente è un fatto naturale, nasce pertanto dalla volontà efferata di distruzione e di speculazione. Il piromane non è pazzo, è un criminale terrorista.

A bruciare l’Italia sono pensionati, operai, disoccupati, imprenditori, impiegati, artigiani, agricoltori, pastori, lavoratori per ditte boschive e per i fuochi pirotecnici. Persone “normali” e perfettamente integrate nella società ma che spesso, dietro il gesto criminale nascondono ben altri interessi: ritorsioni contro la repressione per reati di abusivismo edilizio, bracconaggio, disputa dei territori di caccia o rivolti contro la presenza di un’area protetta. Oppure semplicemente per atto vandalico. A bruciare l’Italia sono i criminali piromani. Una razza di merda figlia della politica, del business e del clientelismo.

Quando si arresta un piromane deve rimanere in carcere. Deve marcire in carcere ed essere colpito anche sul piano più economico: risarcimento dei danni, sequestro dei conti correnti e confisca dei beni. Questi criminali stanno distruggendo il patrimonio naturale di centinaia di anni: la nostra bellezza.

Cominciamo a non chiamarli più “piromani”, ma criminali delle fiamme, incendiari, terroristi.

Quanto tempo occorrerà per rimboscare, per ripristinare l’ habitat naturale, per tentare di ricostituire un patrimonio di per sé irriproducibile?

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Migranti: Svezia il paese migliore dove vivere, Italia solo 19esima

immigrazione paesi dove vivere

Per un immigrato è la Svezia il paese migliore al mondo dove vivere. A seguire Canada, Svizzera, Australia e Germania, Norvegia, mentre gli Stati Uniti occupano il settimo posto e l’Italia solo il 19esimo, subito prima del Giappone, dopo Singapore. Chiude la classifica all’80esimo posto il Kenya, preceduto da Guatemala e Tunisia. Continue Reading →

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Insegnanti italiani meno pagati d’Europa

Insegnanti italiani meno pagati d’Europa

Insegnanti italiani sempre più poveri, sono tra quelli con lo stipendio più basso in Europa. Peggio dell’Italia fa soltanto la Grecia. Da anni ormai l’Italia è tra i Paesi d’Europa in cui gli insegnanti vengono pagati di meno. Ma il guaio è che la situazione non accenna a migliorare. È questa la fotografia scattata dall’ultima ricerca dell’Ocse. Continue Reading →

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La nube dei semi

Poesia di Carlos Nejar

Una poesia di Carlos Nejar, romanziere e critico brasiliano. In Brasile è il traduttore delle opere di Pablo Neruda e Jorge Luis Borges.

Le mie poesie, lo so, saranno erranti,
come me, da vivo
e avranno volto, il certificato
di nascita, la levigata,
avventurosa gioventù
dei miei giorni felici.
E vivranno nella polvere, o fra
i cereali, che la mia gente coltiva,
nel cesto di nocciole, o con il pane
ardente e fresco. Accompagneranno
i solitari nella bisaccia
delle aurore, andranno con quelli
che si amano. Sudate
al lavoro, con il fabbro,
nel riposo della fabbrica,
o con la ragazza stesa
sull’erba, in mezzo
ai cinnamomi. Voglio
le mie poesie, insieme
a coloro che soffrono o tentano
di respirare la nuova vita
dell’uomo. Che siano sale
e non saranno calpestate.
Salvo se vitigni fossero,
uva nel torchio dei paesi.
Ma non voglio frontiere o pedaggi,
per il loro ingresso, fra
coloro che vivono. E portate
dallo spirito, liberate
siano nella parola.
E persino di me, che le ho rese
in scrittura. Poiché si sono
scritte con questo inchiostro
delle cose infinite.
E non entreranno nelle tiepide
biblioteche, se non saranno
vagliate con l’ardore
di chi le legga nel sentiero
segreto della scintilla,
o del pesce nell’acqua.
E parlino della mia intimità
con la nuvola dei semi.
E che mi sopravvivano.

Carlos Nejar, il poeta della “pampa brasiliana” (Traduzione di A nuvem das sementes)

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L’Italia che si sbriciola, due milioni di case a rischio

edifici italiani a rischio crollo

Secondo i dati di Istat e Confartigianato il 6% degli edifici italiani sono a rischio crollo. Più di 2 milioni di case in Italia, dei 31 milioni di abitazioni censite dal catasto, sono in condizioni di pessimo o mediocre stato di conservazione. Questo l’allarme lanciato all’indomani dell’ennesima tragedia annunciata consumatasi a Torre Annunziata. Continue Reading →

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