Scuola, risparmi per lo Stato e salasso per le famiglie

Carta, finalmente addio. Il nuovo anno scolastico, ormai ai blocchi di partenza, inizia sotto il segno della digitalizzazione e dematerializzazione dei processi e delle procedure amministrative. Obiettivo, liberare aule e segreterie scolastiche da faldoni e fotocopie e ridurre, fino ad eliminarle del tutto, le spese sostenute dalle scuole per l’acquisto di documenti cartacei per la gestione amministrativa e la didattica. Spesa che – come illustrato nel corso della conferenza stampa di oggi al Ministero dal ministro Profumo – nel caso di un istituto secondario di II grado con 1.000 alunni e 45 classi può arrivare fino a 6.262 euro per pagelle, registri, carta per documenti e libretti per studenti. Il risparmio complessivo per il sistema scolastico che il piano di digitalizzazione può garantire è di circa 30 milioni di euro, così articolato: 4 milioni di euro nella Primaria (circa 2 euro a studente), 10 milioni nella Secondaria di I grado (circa 6 euro a studente) e 16 milioni nella Secondaria di II grado (circa 6 euro a studente).

Iscrizioni on line, registri elettronici, rilevazione automatica delle presenze. Ma anche nuove tecnologie per abbattere le spese telefoniche, risparmio energetico e banda larga. Sono queste le principali iniziative presentate, in linea con il Piano avviato dal Miur per la dematerializzazione delle procedure amministrative e dei rapporti con le comunità dei docenti e del personale, di studenti e famiglie, anche attraverso i portali “Scuola in Chiaro” e “UniversItaly”. Piano sviluppato in coerenza con quanto previsto dal decreto sulla revisione della spesa che prevede, tra l’altro, iscrizioni on line per le scuole di ogni ordine e grado a partire dall’anno scolastico 2012/2013 e registri in formato elettronico.
Per realizzare questi obiettivi il Ministero ha messo in campo una serie di iniziative, tra le quali l’assegnazione di un computer ad ogni classe di tutte le scuole medie e superiori del Paese. Grazie ad un finanziamento complessivo di 24 milioni di euro, infatti, da quest’anno tutte le 34.558 classi delle scuole medie e le 62.600 classi delle scuole superiori potranno contare su un computer da utilizzare nelle lezioni quotidiane, innovando la didattica e i processi di apprendimento. Nello specifico, dei 24 milioni di euro, 8.647 milioni sono stati impiegati per la fornitura di computer alle classi delle scuole medie. I restanti 15.650 milioni per le classi delle superiori.

Al Sud un tablet per ogni insegnante. Per le quattro Regioni della Convergenza (Puglia, Campania, Sicilia e Calabria) l’intervento è ancora più capillare e prevede, finora, il coinvolgimento di 2.128 scuole (il 64,5% del totale) nelle quali sarà assegnato untablet ad ogni insegnante. Il finanziamento complessivo è 31.836.574 milioni di euro. Nello specifico, 712 scuole in Campania (59.9%), 599 in Puglia (85.3%), 233 in Calabria (57.2%) e 584 in Sicilia (58.3%). Tuttavia – come ricordato dall’Assessore Caligiuri – in Calabria si sta lavorando per assegnare un tablet ad ogni insegnante di tutte le scuole della Regione (il 100%).

Ma mentre lo Stato risparmia, le famiglie devono affrontare spese per il corredo scolastico ed i libri.  Spesa che aumenta del 3,2% rispetto al 2011. Per ogni ragazzo si spenderanno in media 995 Euro. Una spesa che incide notevolmente sui bilanci delle famiglie, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale.

Come già calcolato dall’O.N.F., Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la spesa media per i libri ed il materiale scolastico sarà, per un ragazzo di prima media, di 940 Euro (488 Euro per il corredo + 452 Euro per libri e dizionari) ed addirittura di 1.233 Euro (488 corredo + 745 per libri e dizionari) per un ragazzo che frequenterà il 1 liceo, con un aumento medio del 3,2% rispetto allo scorso anno.

Ma questi non sono gli unici costi a cui le famiglie dovranno far fronte. Per i ragazzi più piccoli, se i genitori lavorano, è necessario provvedere alle spese per una baby sitter o, qualora la scuola lo preveda, per il servizio di pre-post scuola.

Rispettivamente, tali servizi possono costare mediamente:

– 370 Euro al mese, nel caso di una baby sitter che stia con i bambini 2 ore al giorno,

– 53,50 Euro nel caso si scelga il servizio di pre-post scuola.

Ma non è finita qui, i ragazzi rimasti indietro in qualche materia hanno spesso bisogno di lezioni di ripetizione: queste possono costare (effettuando 2 lezioni a settimana) da un minimo di 80 Euro al mese ad un massimo di 224 Euro al mese.

Risparmiare, anche su questi versanti, è possibile, basta organizzarsi: per esempio un genitore a turno, una volta a settimana, può badare a diversi bambini. Per quanto riguarda le ripetizioni, invece, se i genitori non hanno tempo di cimentarsi con equazioni e analisi grammaticali, possono sempre organizzare dei gruppi di studio con il più bravo della classe, offrendo un’ottima merenda in cambio di un aiuto per il proprio figlio.

Ecco di seguito i costi in dettaglio, facendo il confronto anche con gli anni passati:

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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+