
Chi consuma più pesce nel mondo, e quale pesce mangia? Vediamo insieme il consumo di prodotti ittici nel mondo.
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Chi consuma più pesce nel mondo, e quale pesce mangia? Vediamo insieme il consumo di prodotti ittici nel mondo.
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L’Italia consuma più pesce di quanto ne cattura. Dal 30 aprile, di fatto, ha esaurito le risorse ittiche e dipenderà dal mercato estero. A fotografare la situazione è il dossier “Fish Dependence Day” di New Economics Foundation realizzato nell’ambito del progetto Fish Forward dell’Ue.
Il consumo pro capite da noi tocca i 25 chili l’anno, soltanto sei provengono dalla produzione locale. L’Italia è al settimo posto della top ten dei paesi con la più alta dipendenza da prodotti di pesce da acque estere. Continue Reading

Mareblu continua a comportarsi in modo irresponsabile. Aveva promesso il 100% di tonno sostenibile entro il 2016, ma ad oggi solo lo 0,2% del tonno confezionato viene pescato in modo sostenibile. Mareblu tradisce la fiducia dei consumatori. La denuncia di Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace: “nella maggior parte delle sue scatolette finisce tonno pescato con reti a circuizione usate con sistemi di aggregazione per pesci (FAD), che svuotano i nostri mari uccidendo ogni anno migliaia di giovani esemplari di tonno (“baby-tuna”) e numerosi animali marini, tra cui squali e tartarughe, spesso di specie in pericolo”. Il tipo di pesca che usa svuota i mari e uccide a migliaia squali e altri animali marini! Continue Reading

Il diametro medio delle vongole che popolano il mare Adriatico è di 22 millimetri poi si bloccano e spesso muoiono. Ma l’Europa vieta di commercializzare il mollusco se di dimensione inferiore a 25 millimetri. Il regolamento comunitario 1967 del 2006, quindi non è una novità, sta mettendo in ginocchio l’intero settore. L’Europa ha istituito un reato penale per chi raccoglie anche un singolo esemplare sottomisura, con ingenti sanzioni per gli operatori (4mila euro). E questo vale anche per i ristoranti e le pescherie.
Pochi millimetri che costano un’intera vita di lavoro e sacrifici, che costringono gli addetti del settore a chiudere: 1.500 famiglie di vongolari italiani sono sul lastrico.
Chi ci guadagna? L’estero, che continua ad aumentare la propria quota di mercato. Il pescato italiano che le loro norme mettono fuori legge viene così sostituito sulle tavole dei consumatori italiani ed europei da quello di Paesi terzi, primo fra tutti la Turchia.
Sono tre i punti contestati. Una taglia minima di 2,5 cm, non giustificata dal raggiungimento della maturità sessuale; la totale mancanza di flessibilità per percentuali anche molto basse di prodotto fuori norma; le pesanti sanzioni che, in caso di molluschi fuori regola, colpiscono anche supermercati e negozi.
Denuncia Coldiretti: “Con trucchi ed inganni l’Unione europea apparecchia le tavole degli italiani, a partire dal primo giugno 2010 sono entrate in vigore le nuove norme sulla pesca della Ue che di fatto hanno fatto sparire dalle tavole degli italiani specialità della tradizione gastronomica regionale con il divieto di pesca-raccolta dei molluschi a distanza inferiore di 0,3 miglia marine dalla battigia dove si concentra il 70% delle vongole ed il 100% delle telline e dei cannolicchi. Le norme comunitaria stanno portando al totale blocco dell’attività di pesca delle vongole Made in Italy. Per tutelare il settore serve anche il contenimento del numero delle vongolare autorizzate ad operare con il sistema della draga idraulica, che oggi superano di poco le settecento unità, e il riconoscimento del ruolo da parte della Commissione Pesca di Bruxelles del ruolo dei consorzi di gestione molluschi”.

Dieci fatti importanti riguardo gli ecosistemi marini europei: