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Il posto di lavoro del futuro, meno in ufficio più a casa

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Il posto di lavoro del futuro sarà interconnesso, decentralizzato, mobile e avrà dimensioni tali da poter essere trasportato in tasca o in borsetta.

Le conquiste tecnologiche come i macchinari, le macchine da scrivere elettriche e i fax hanno rivoluzionato in passato il mondo del lavoro. Oggi a segnare la strada sono i rapidissimi sviluppi nel campo della comunicazione mobile e dell’elaborazione dei dati. Ma se un tempo erano le aziende a mettere a disposizione dei collaboratori l’attrezzatura necessaria e a indicare la via da seguire, ora a dettare le tendenze sono i collaboratori stessi. Nella vita professionale trovano spazio i dispositivi e le piattaforme di comunicazione utilizzati in privato, e non solo tra i giovani “nativi digitali”. In altre parole, nessuna delle innovazioni della tecnologia mobile proviene dalle aziende: il progresso è alimentato dai lavoratori stessi. Per attirare i migliori cervelli, le imprese all’avanguardia devono chiedere quindi ai propri attuali e potenziali collaboratori quali dispositivi utilizzano a casa e, se ne sono soddisfatti, li invitano a portarli in ufficio per utilizzarli anche lì.

Più potere ai collaboratori. Secondo gli esperti di risorse umane e informatica, la disponibilità di dispositivi mobili rappresenta un’importante carta vincente nell’ambito della selezione del personale e modifica i rapporti di potere a favore del lavoratore, il quale sceglie un’azienda che gli consente di utilizzare il suo Dell Powerbook o il suo Mac Air e gli permette anche di decidere autonomamente se lavorare con il suo iPad occasionalmente dal proprio giardino o anche dalla spiaggia. Rispetto all’obbligo di lavorare dalle nove alle diciassette in un ufficio, a una determinata scrivania e a un computer che in privato non utilizzerebbe mai, il lavoratore del futuro è convinto di poter essere in questo modo più efficiente.

Secondo gli esperti, in futuro la linea di confine tra casa e ufficio sarà molto sottile. Il posto di lavoro coinciderà con il luogo dove capita di soffermarsi. Questo sviluppo è reso possibile dalla moderna tecnologia a banda larga: fino a dieci anni fa era piuttosto difficile o quasi impossibile lavorare in maniera efficiente da un altro luogo. Oggi la maggior parte delle persone dispone nella propria abitazione di collegamenti paragonabili a quelli dell’ufficio in termini di qualità. Inoltre, sul piano tecnologico l’iPad offre le medesime funzionalità di un portatile. L’accesso sicuro a tutti i server back-end e ai servizi attraverso i dispositivi mobili è possibile sempre e ovunque. Occorre sviluppare una strategia di piattaforma che consenta l’interazione di numerosi dispositivi e servizi.

Più produzione, meno consumo. Un aspetto critico è che, secondo gli osservatori dei nuovi sviluppi, gli utenti dei social media tendono a consumare più che a produrre. Nella sfera privata questo è meno rilevante: ci saranno sempre persone che pubblicano qualcosa. In azienda è diverso, in quanto vi è interesse affinché i collaboratori si impegnino con idee, spunti e critiche. Se il comportamento è solo passivo, i talenti restano bloccati, e l’obiettivo del trasferimento del sapere dalla cosiddetta intelligenza collettiva resta irrealizzato. I responsabili del personale devono pertanto promuovere lo scambio di informazioni con programmi di formazione specifici e incoraggiare i collaboratori ad attivarsi e partecipare con creatività.

Infatti, quanto la tecnologia mobile viene utilizzata e applicata in maniera adeguata facilita notevolmente lo scambio e la collaborazione. Anziché seguire uno schema pianificato e strutturato, il lavoro viene svolto in gran parte ad hoc. Proprio come avveniva in passato, quando si condivideva lo stesso ufficio e ci si recava dal collega per chiedergli qualcosa. Negli ultimi 25 anni la tendenza che si è sviluppata all’interno dei team è quella di inviare un’e-mail alla collega della scrivania accanto, inserendo per conoscenza circa altri sei collaboratori. In sintesi, le nuove tecnologie ci permettono di lavorare di nuovo in modo più spontaneo e meno strutturato.

Ma la domanda cruciale che tutti si pongono è: quando inizieremo a lavorare così? Secondo gli esperti, il cambiamento non avverrà a breve né in modo repentino, ma risulterà da uno sviluppo costante che si protrarrà per i prossimi dieci anni. Sempre più ditte offrono già ad esempio la possibilità di lavorare presso la propria abitazione e acquisiscono così preziose esperienze. Il desiderio dei lavoratori di godere di maggiore libertà e flessibilità manterrà elevata la pressione affinché le aziende provvedano a cambiare, anche nel loro stesso interesse: meno uffici, meno auto aziendali, meno spese e meno dispositivi significano una massiccia riduzione dei costi.

(Fonte Credit Suisse)


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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