Incidenti stradali, 9 morti al giorno

incidenti stradali

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, gli incidenti stradali sono l’ottava causa di morte nel mondo. Sulle strade muoiono ogni anno un milione e 250mila persone e 15 milioni rimangono ferite. In Italia crescono il numero di morti in città e dei feriti gravi. Circa 18 miliardi il costo sociale dei sinistri. I dati allarmanti dell’ultimo rapporto Aci-Istat.

Nel 2014, in Italia si sono verificati 177.031 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato la morte di 3.381 persone (entro il 30° giorno) e il ferimento di altre 251.147. Rispetto al 2013, il numero di incidenti scende del 2,5%, quello dei feriti del 2,7% mentre per il numero dei morti la flessione è molto contenuta, -0,6%.

Nella Ue28 le vittime di incidenti stradali nel 2014 sono state 25.896 (26.025 nel 2013). Nel confronto fra il 2014 e il 2010 i decessi si riducono del 18,0% a livello europeo, del 17,8% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2014 ci sono stati 51 morti per incidenti stradali nella Ue28 e 55,6 nel nostro Paese. Nella graduatoria europea l’Italia si colloca al 15° posto, dietro Regno Unito, Spagna, Germania e Francia.

Sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, i feriti gravi a seguito di incidente stradale sono stati circa 15 mila, contro i 13 mila del 2013 (+16%).

Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse le autostrade), dove si sono registrati 4,63 decessi ogni 100 incidenti. Le vittime sono state invece 1,13 ogni 100 incidenti sulle strade urbane e 3,14 sulle autostrade. Il numero dei morti diminuisce su autostrade e strade extraurbane (-10,6% e -3,8% sull’anno precedente), aumenta, invece, sulle strade urbane (+5,4%).

Il venerdì è il giorno della settimana in cui si concentra il maggior numero di incidenti (15,4% del totale). La domenica avvengono, però, i sinistri più gravi (3,1 morti ogni 100 incidenti), seguita dal sabato (2,3). Nella fascia oraria notturna (tra le 22 e le 6 del mattino) l’indice è più elevato fuori città.

Nel 2014 si sono registrati 1.491 decessi tra conducenti e passeggeri di autovetture, seguiti dal numero di motociclisti (704), pedoni (578), ciclisti (273), occupanti di mezzi pesanti (159), ciclomotori (112) e altre modalità di trasporto (64). L’indice di mortalità per i pedoni (morti ogni 100 incidenti) è quattro volte superiore rispetto a quello degli occupanti di autovetture (2,75 contro 0,67); per i motociclisti e i ciclisti il valore dell’indice è, invece, rispettivamente, triplo e doppio (1,69 e 1,41).

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Un bambino a settimana muore in un incidente stradale

incidente autostrada-cartello luminoso

Secondo l’Osservatorio ASAPS nel 2013, ogni settimana, un bambino da zero a tredici anni ha perso la vita  sulla strada. Sono state 52 le vittime e 998 i feriti a seguito degli 832 incidenti gravi nei quali sono stati coinvolti dei piccoli.

Nel 2013 ogni settimana un bambino da 0 a 13 anni ha perso la vita sulla strada. Se allarghiamo la circonferenza all’età delle scuole superiori, cioè ai 19 anni, ecco allora che scopriamo che in Italia ogni settimana circa 5 bambini e ragazzi in età scolare perdono la vita sulle strade, da pedoni, ciclisti, motociclisti o su un’auto. 235 le vittime nel 2012 (dati Istat). L’Osservatorio il Centauro – ASAPS ha anche certificato che 8 bambini sono morti ancora prima di nascere in grembo alla loro madre. Dati drammatici. Se rimane vuoto un banco di scuola, con un mazzo di fiori posato sopra, nella stragrande maggioranza dei casi è a causa di un incidente stradale.

Nel 2013 il più penoso degli Osservatori dell’Asaps, quello che raccoglie i dati delle giovani vittime della strada nella fascia cha va da 0 a 13 anni ha registrato 832  incidenti gravi nei quali hanno perso la vita 52  bambini (9  quelli di origine straniera, cioè il 17%) e 998 sono rimasti feriti. Dei 52  bambini deceduti 32 erano maschi e 20 femmine. Le vittime sotto i 13 anni registrate dall’ASAPS nel 2012 erano state 60, la diminuzione è quindi del 13%.

Delle 52 giovanissime vittime ben 29, pari al 55,7%, erano trasportate a bordo dei veicoli  e questo aspetto ripropone drammaticamente il tema del fissaggio dei nostri piccoli sui seggiolini. Non si conosce il dato di quante fra queste 29 vittime fossero regolarmente allacciate, anche  se si  può ritenere che una percentuale significativa non fosse trasportata a norma. In particolare nei casi di espulsione dall’abitacolo del mezzo dopo lo schianto. 4 bambini sono stati travolti con la loro bicicletta. 18 erano a piedi per strada. In un caso il bambino era su un ciclomotore.

Un altro aspetto sul quale l’Asaps richiama sempre la sua attenzione è la tipologia stradale dove sono avvenuti gli incidenti. Sono le strade delle aree urbane quelle più a rischio. 337  degli 832 incidenti, (40,5%) sono avvenuti nei centri abitati dove si sono contati 17 morti e 379 feriti.  Sulle strade statali e provinciali gli incidenti sono stati 319 (38,3 %) e hanno causato 29  morti (55,8%) e 393 feriti (39,4%). Appena 52 gli episodi sulla rete autostradale che hanno causato 6 decessi (11,5%) mentre 70  bambini hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari (7%). Per una parte degli incidenti non è stato possibile accertare il tipo di strada.

Fra le più giovani vittime della strada il maggior numero si conta fra i piccolissimi. Infatti nella fascia d’età cha va da 0 a 5 anni l’Osservatorio ha registrato 27 decessi (51,9%), 10 i lenzuoli bianchi (19,2%) nella fascia che va da 6 a 10 anni,  15  in quella da 11 a 13 anni (28,8%). Sono stati 64 gli incidenti avvenuti nei pressi delle scuole e in 10 casi è rimasto coinvolto uno scuolabus. In 22 incidenti il conducente del veicolo coinvolto è risultato ubriaco o drogato. Sono stati invece 41 gli incidenti causati da pirati della strada.

Le regioni che segnano il più elevato numero di  incidenti con bambini sono la Lombardia con 195 , segue l’Emilia Romagna con 92, la Toscana con 64 e il Veneto con 62. Invece le regioni che contano il più elevato numero di decessi per incidenti ai più piccoli sono la Lombardia e la Sicilia  con 6 vittime, la Calabria e il Piemonte con 5  il Veneto e l’Emilia Romagna  con 4,  il Lazio  e la Campania con 3.

L’ASAPS insiste fino allo sfinimento nel ricordare che ogni volta che un bambino perde la vita sulla strada, la responsabilità è sempre di un adulto che non ha rispettato le regole (velocità, alcol, uso seggiolini) o di un adulto che non lo ha vigilato.

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