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CISPA ennesimo attacco alla libertà della Rete

In queste ore il Congresso degli Stati Uniti sta cercando di far passare segretamente una nuova legge che gli darebbe il potere di spiare Internet come un enorme Grande Fratello. Abbiamo contribuito a fermare il suo attacco alla Rete già una volta: fermiamoli di nuovo.

Oltre 100 Membri del Congresso stanno promuovendo una legge (CISPA) che darebbe alle aziende e al governo statunitensi il diritto di spiare chiunque di noi, in qualsiasi momento, senza limiti di tempo e senza la necessità di un mandato da parte di un giudice. È la terza volta che il Congresso USA cerca di minare la libertà di Internet, ma insieme abbiamo contribuito a sconfiggere SOPA e PIPA: ora possiamo battere questa nuova legge orwelliana.

La nostra protesta mondiale ha avuto un ruolo fondamentale nel proteggere Internet dal tentativo dei governi di controllare la nostra vita online. Mobilitiamoci di nuovo insieme per batterli una volta per tutte. Firma la petizione e inoltrala a tutti gli utenti di Internet:

http://www.avaaz.org/it/stop_cispa/?vl

Con il Cyber Intelligence Sharing and Protection Act (CISPA) basterà solo il sospetto di una minaccia informatica, e le compagnie che usiamo per accedere a internet avranno il diritto di raccogliere informazioni sulle nostre attività, condividerle con il governo, rifiutarsi di notificarci che ci stanno sorvegliando e persino utilizzare una clausola di immunità per proteggersi da denunce per violazione della privacy o altre azioni illegali. Si tratta di un attacco folle a quella privacy su cui tutti noi facciamo sempre affidamento nelle email che scriviamo, su Skype, nelle chat, sui motori di ricerca e in tutto quello che facciamo in Rete.

Sappiamo però che il Congresso americano ha paura della reazione che questa legge potrà scatenare in tutto il mondo. È la terza volta che cercano di cambiare nome al loro tentativo di attaccare la nostra libertà in Rete, e cambiando il nome della legge sperano che i cittadini non se ne accorgano. Organizzazioni per i diritti digitali come la Electronic Frontier Foundation hanno condannato la legge per la sua violazione del diritto fondamentale alla privacy: è arrivato il momento di farci sentire.

Firma la petizione al Congresso, opponendoti al CISPA. Non appena raggiungeremo i 250.000 firmatari, la nostra richiesta sarà consegnata ad ognuno dei 100 membri del Congresso degli Stati Uniti che sostengono la legge:

http://www.avaaz.org/it/stop_cispa/?vl

La libertà in Rete è quotidianamente sotto attacco da parte dei governi di tutto il mondo ma gli USA sono la minaccia maggiore: lì si trova gran parte dell’infrastruttura di Internet. Il nostro movimento ha dimostrato ormai innumerevoli volte che l’opinione pubblica mondiale può aiutare a sconfiggere l’ attacco degli USA ad Internet. Battiamoli ancora.

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Salviamo Internet e la libertà della rete, STOP ACTA!


I politici europei si contendono un potere sempre più evanescente rispetto ai mercati sempre più forti. E in tutto il mondo si osserva la tendenza dei mercati a creare, sotto il loro controllo, le istituzioni necessarie al rispetto del solo diritto che gli interessa: il diritto di proprietà.

E’ il caso dell’Acta (Anti-counterfeiting trade agreement), un accordo commerciale negoziato con discrezione dall’ottobre 2007 tra alcuni governi dei paesi ricchi. Rifiutato dai cinesi, brasiliani e indiani, la sua applicazione in Europa potrà essere bloccata solo da un voto del parlamento europeo, che dovrà essere confermato dai parlamenti nazionali. Con il pretesto di organizzare la lotta mondiale alla contraffazione e di proteggere il diritto d’autore, l’Acta crea un sistema di sorveglianza generalizzata dei consumatori, trasformando gli stati in poliziotti al servizio delle grandi imprese. In particolare l’Acta, applicando al mondo i principi delle leggi statunitensi Sopa e Pipa, considera qualsiasi scambio di file su internet come una minaccia paragonabile a una contraffazione. L’accordo obbliga gli stati firmatari a punire i provider e i fornitori di tecnologia che rifiutassero di sorvegliare e censurare le comunicazioni online. L’articolo 27 autorizza a prendere “misure per prevenire le infrazioni” senza il parere di un giudice e affida ai privati dei compiti di polizia (sorveglianza) e giudiziari (sanzioni). Lo stesso articolo permetterebbe anche di vietare le piattaforme dei blog, le reti peer to peer e i software liberi.

Cosa ancora più incredibile, l’articolo 23 autorizza un paese firmatario a punire attività gratuite esercitate “su scala commerciale”. Così si potrebbe esigere di far pagare l’invio di un’email o la condivisione di file tra privati. Il resto dell’accordo va nella stessa direzione e potrebbe perfino far considerare i farmaci generici come contraffazione e vietarne l’uso.

Bisogna quindi opporsi alla firma dell’Acta,per far in modo che la frettolosa adozione di una regola di diritto mondiale non sia la dichiarazione di morte della democrazia, ma ne organizzi invece lo sviluppo su scala mondiale.

(fonte Jaches Attali – L’Express – trad. l’Internazionale)

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