Guardando gli atleti che gareggiano alle Olimpiadi di Londra 2012, viene spontaneo chiedersi quale dieta alimentare seguano per avere fisici così scolpiti e potenti, capaci di prestazioni al limite dell’umano.
La designer Sarah Parker e il fotografo Micheal Bodiam oltre a chiederselo hanno risposto, impiattando a seconda della categoria olimpica una mensa di design ispirata ai dettami del nutrizionista Dan Benardot, specializzato in regimi alimentari per atleti di alto livello .
Ciascun “atletico” ricorda le miniature per le Doll’s House e mette sul piatto l’indubbia varietà degli alimenti presenti in cucina, allargando notevolmente la base della piramide alimentare. Ecco che per chi consuma in media oltre 2000 calorie a pasto il panino a ciambella (bagel) il burro di noccioline ed altre leccornie solitamente bandite dalle diete al di fuori dei 5 cerchi, vengono sdoganate in un corretto regime dietetico.
C’è il piatto per il lanciatore del peso, leggermente iperproteico, quello per la corsa, così come quello per i ginnasti e gli atleti del triathlon, ciascuno con 15-20 porzioni disposte in modo ordinato come in una composizione floreale.
Mi chiedo se l’idea di Sarah Parker e Micheal Bodiam si potrebbe applicare anche al pasto olimpico di Michael Phelps e le sue 10.000 calorie. Forse in quel caso il piatto è riduttivo, meglio allestire un tavolo da 4.
La Cina e’ nell’occhio del ciclone, tutto il mondo olimpico e’ rimasto scioccato dalla performance, con tanto di record del Mondo, nei 400 misti di nuoto dell’atleta cinese Ye Shiwen.
John Leonard, direttore esecutivo della World Swimming Coach Association e della Usa Swimming Coach Association, ha dichiarato al The Guardian, che la performance della 16enne cinese e’ “sospetta” e ha ricordato il caso della nuotatrice irlandese Michelle Smith, che all’Olimpiadi di Atlanta nel 1996 vinse tre medaglie d’oro e una di bronzo, e due anni dopo fu bandita per quattro anni per doping. Smith fu condannata per aver manomesso un campione della sua urina preso durante un test anti-doping di routine. Il campione risultava contaminato con alcol e presentava anche una traccia di androstenedione.
Tornando alla Ye Shiwen la cosa che desta più sospetto sono i 100m finale in cui ha registrato un tempo intermedio di 58.68sec e negli ultimi 50m e’ stata più veloce dello statunitense Ryan Lochte, che ha vinto i 400m misti maschile. John Leonard alza il tiro e adombra la possibilità di manipolazioni genetiche, chiedendo di aprire un’inchiesta “È un risultato che chiede spiegazioni – ha detto al Daily Mail -. La manipolazione genetica ha dato agli animali più forza e ossigeno. Chi dice che non si può fare con gli esseri umani?”. Su questo argomento avevano già parlato Juan Enriquez e Gullans Steve di Excel Venture Management in un editoriale su ‘Nature’. In futuro, avevano dichiarato, ci saranno le Olimpiadi ‘geneticamente potenziate’. Fra alcuni anni – assicurano – gli avanzamenti della terapia genica potrebbero infatti cambiare la faccia delle Olimpiadi: vi e’ gia’ una crescente evidenza scientifica secondo cui gli atleti di alto livello possiedono geni in grado di assicurare prestazioni fisiche al top.
Ma quello che più sconvolge e’ l’ammissione, di “doping di Stato”, rilasciata poco prima di Londra 2012 da Xue Yinxian, un ex responsabile medico della squadra di Pechino. Per anni agli atleti sono stati dati steroidi e ormoni della crescita. L’ex-capo medico della squadra cinese di ginnastica negli anni ’80, infatti, ha rivelato al Sidney Morning che la somministrazione di steroidi e Gh agli atleti di vertice cinesi era pratica corrente negli anni Ottanta e Novanta come versante “scientifico” per la costruzione della potenza sportiva della Cina.”Era dilagante e bisognava accettarlo”. Ricordiamoci che nel 1994, ai campionati mondiali di nuoto, la squadra cinese conquistò a sorpresa 12 medaglie d’oro. Di fronte ai sospetti di doping, Pechino sostenne di aver fatto pulizia, ma poi quello stesso anno, sette nuotatori risultarono positivi agli steroidi ai Giochi asiatici di Hiroshima, decimando così la squadra che alle Olimpiadi di Atlanta 1996 si aggiudicò una sola medaglia d’oro.
Ora il dubbio ritorna. Nonostante ufficialmente prima della partenza per Londra 2012, agli atleti cinesi è stato richiesto un giuramento contro l’assunzioni di sostanze dopanti davanti alla bandiera. Proibendo agli atleti a evitare per settimane di andare a mangiare fuori, per il timore di ingerire inavvertitamente sostanze illegali assimilate nella carne di maiale, bovino e agnello, visto l’uso di anabolizzanti in Cina nell’allevamento degli animali.
Malgrado la smentita del Comitato olimpico Internazionale, il sospetto rimane e solo il tempo potra’ negare o confermare questi dubbi.
La vittoria di Marco e il folle sogno del dinosauro: eroi, non estinguetevi. La vittoria di Marco, racconta il perché della Vittoria di Marco Simoncelli in Malesia, anche se il Campione muore. Il trionfo del sorriso, la vittoria della famiglia, della gioventù immortale dell’anima che non si vuole arrendere alla gelida stretta di mano della Morte…La Vittoria segreta che Marco regala a tutti: alle persone che lo amavano e lo amano tutt’ora, quelle che hanno scoperto di amarlo il giorno in cui è morto, e anche quelle che lo ameranno leggendolo in questo libro che gli dedico con infinito amore: “a Marco Simoncelli vivo nei nostri cuori”.
Pindaro (518 – 438 a.C.) visse nel grande periodo di ascesa dello splendore di Atene, vide e cantò le vittorie sui Persiani, assistette alle più gloriose Olimpiadi e morì dieci anni prima dell’infausta morte di Pericle, che segnò l’inizio dei guai per la democrazia ateniese. Della sua immensa produzione ci rimangono quasi soltanto gli epinici, cioè i canti per celebrare una vittoria. I suoi epinici si dividono quindi in Olimpiche, Pitiche, Istmiche e Nemee. Questa è la V Olimpica, una delle più brevi, scritta per celebrare la vittoria, nell’Olimpiade LXXXI (dunque nel 456 a.C.), di Psaumis di Camarina (sulla costa sud della Sicilia, tra Gela e Marina di Ragusa) non si è certi se nella quadriga, gara assai prestigiosa, o nella corsa con il carro trainato da mule.
Fiore dolce d’imprese eccelse e di ghirlande olimpiche accogli con cuore ridente, figlia dell’Oceano: doni di Psaumis e del carro dai piedi instancabili.
Lui, o Camàrina, accrebbe la tua città popolosa, quando i sei duplici altari onorò alla festa suprema dei Numi con sacrifici di armenti e in lotta in gare di cinque giorni:
quadriga e mule e cavallo montato. Ed a te dedicò vincitore una gloria soave e il nome del padre bandì – di Ákron – e della patria or ora risorta.
Viene dall’amabile terra d’Oinòmaos e Pelope, e canta, o Pallade poliade, il tuo bosco puro e il corso dell’Óanos e il lago di questo paese,
e i sacri canali onde l’Hìpparis bagna le genti e veloce salda una selva di tetti robusti, traendo un’intera città dalla penuria alla luce.
Sempre combattono tesi al successo sforzo e denaro, a una meta per sempre velata di rischio. Ma è saggio anche per i concittadini chi riesce.
Zeus salvatore alto tra i nembi, tu che abiti il colle Kronios e onori il maestoso Alfeiòs e l’antro augusto sull’Ida, supplice tuo cantando, al suono di flauti lidî io giungo:
adorna, ti prego, di schiere di forti questa città. E a te, vincitore d’Olimpia, conceda il dio tra i cavalli di Poseidone la gioia d’un’età fino in fondo serena, attorniato
di figli, o Psaumis. Chi irriga una sana fortuna e ai beni, appagato, aggiunge la gloria, non chieda di farsi dio.
Pindaro
Allora le Olimpiadi andavano così. Onore e gloria grandi ai vincitori, Pindaro cantava per loro, tutta la Grecia era in festa, si smetteva di combattere. Allora.
E’ dato per certo che, dopo 13 anni (quattro i mandati) al vertice dello sport italiano, Petrucci, eletto tre mesi fa sindaco di San Felice Circeo (Latina), punti a planare sulla poltrona di presidente della Federazione Italiana Pallacanestro. Incarico che ha già ricoperto per sette anni dal 1992 e il 1999. La scelta, oltre ad apparire vagamente feudale, sembra rassicurare sul fatto che il Coni resta sempre uguale a se stesso. Lampante e’, piuttosto, il groviglio di relazioni, cattive abitudini e ragnatele che fanno dell’ente pubblico Coni e delle 45 federazioni finanziate una formidabile macchina autoreferenziale. Un dettaglio non trascurabile, tanto più nei prossimi mesi quando il consiglio nazionale (dove siedono tutti i presidenti delle federazioni) eleggerà il successore di Petrucci. A correre, salvo sorprese, saranno Raffaele Pagnozzi e Giovanni Malagò.
Il primo e’ segretario generale del Coni da 19 anni, entrato in servizio nel 1973. Il secondo siede già da qualche anno nella giunta presieduta da Petrucci. Sicuramente non sarà una rivoluzione. Ma per vincere la sfida che porta al vertice dello sport italiano e sovrintendere un universo di 95 mila società sportive, 11 milioni di tesserati e un bilancio di 464 milioni di euro servono i voti. A eleggere il nuovo “capo” saranno, oltre ai rappresentanti degli atleti e dei tecnici, proprio i 45 presidenti delle federazioni foraggiate dal Coni.
Presidenti delle federazioni un po’ “pasticcioni”.Sabatino Aracu, per esempio, e’ presidente della Federazione Hockey e Pattinaggio dal 1993. Diciannove anni ininterrotti. Nel frattempo, però Aracu ha collezionato anche altro. Quattro legislature come parlamentare del centrodestra, un rinvio a giudizio nella Sanitopoli abruzzese e un’impareggiabile foto scattata in aula alla Camera in cui, accomodato nel suo scranno, si balocca ai videogame con l’iPad. Come presidente della Federazione Hockey si e’ rifatto meritando una menzione da parte del presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012. “La commissione d’inchiesta nominata ha riscontrato danni erariali per complessivi 380 mila euro”. Tra cui “spese di rappresentanza prive di giustificazione, indebiti rimborsi al presidente e ai consiglieri federali, indebito utilizzo di carte di credito federali”.
Oppure Franco Falcinelli, eletto presidente della boxe 11 anni fa, anche lui sotto la lente di Giampaolino. “Ritardo nella predisposizione di bilanci, uso di cellulari di servizio, illegittime consulenze e altre illiceità”. Ma il peggio e’ il danno erariale per “furti, ammanchi di cassa e spese effettuate senza autorizzazione”. Una funzionaria si e’, infatti, intascata 1,3 milioni di euro drenandoli dai conti Bnl e Bancoposta intestati alla federazione di Falcinelli.
Conti in rosso. Non a caso il collegio dei revisori approvando l’ultimo bilancio del Coni ha prescritto una serie di raccomandazioni. Tutta colpa di un 2011 archiviato con una perdita di 13,8 milioni di euro, in parte dovuta al taglio dei contributi dello Stato passati da 461 a 450. Ai revisori non e’ rimasto che prendere atto che il patrimonio netto e’ sceso di 14 milioni e che le Federazioni devono essere “invitate” a uno scrupoloso e puntuale rispetto delle norme, oltre che al contenimento delle spese.
Settantenni in pista. Tanti i settantenni che restano in sella alle Federazioni. Riccardo Agabio 77 anni vicepresidente del Coni e da 12 anni numero uno della Federazione di Ginnastica. Un altro over seventy e’ Giancarlo Bolognini, ex consigliere regionale della Dc in Trentino-Alto Adige con all’attivo cinque mandati e 15 anni alla presidenza della Federazione Sport del ghiaccio.
Pasticci Federali. Lo scorso mese di giugno, in piena euforia che prelude i giochi olimpici, un deputato dell’Idv, Felice Bellisario, se l’è presa con la Federazione Tennis, dove il presidente Angelo Binaghi, dopo aver costituito la controllata Sportcast srl per la gestione del canale televisivo Super Tennis, ci ha piazzato come presidente suo zio Ignazio Fantola. La federazione ha erogato in un quinquennio 14 milioni di euro alla Sportcast presiediuta dal suddetto zio. Qualche pasticcio parentale e’ emerso anche nella prestigiosa Federazione Nuoto, disciplina che a fronte di medaglie e vittorie si accaparra quasi il 4% dei fondi erogati dal Coni, seconda solo al calcio. A capo del nuoto c’è un acerrimo nemico di Malagò: il senatore Pdl Paolo Barelli. Ex nuotatore olimpico, da oltre 12 anni comanda la federazione dove e’ ricordato anche per l’accusa di aver utilizzato i suoi uffici per la campagna eletterola di Forza Italia. In occasione dei Mondiali di nuoto del 2009, e’ puntualmente finito in mezzo al polverone dell’inchiesta sulle piscine romane. Niente di illecito, ma tra gli impianti sportivi autorizzati in deroga e con tempi di record dal commissario straordinario, Claudio Rinaldi, ce ne sono stati alcuni riconducibili ai fratelli e a ex soci di Barelli. Intanto, però, lo scorso 12 luglio Malago e’ stato prosciolto dall’accusa di abusi edilizi e ora si candida per il dopo Petrucci.
La lista prosegue: Franco Arese dal 2004 presidente della Federazione Atletica Leggera accusato di conflitto di interessi in quanto presidente di Asics Italia, azienda di abbigliamento sportivo che veste gli atleti azzurri; Giovanni Morzenti ex presidente Federsci, ora affidata all’inossidabile Franco Carraro, condannato per concussione aggravata condannato a sei anni di pena per aver richiesto una mazzetta da 50 mila euro…
Questo e’ il Coni….
(Fonte Il Mondo)
Olimpiadi. Due settimane e mezzo di sport, 12 000 atleti, 29 discipline, 206 comitati nazionali, 300 medaglie d’oro in palio. Ogni quattro anni il mondo si ferma per assistere a uno spettacolo grandioso ed emozionante. Il trionfo dell’agonismo e della passione: le Olimpiadi. Per non arrivare impreparati all’appuntamento, gli autori di questo libro hanno realizzato una guida completa e originale sull’argomento. Un “programma di educazione alle Olimpiadi” che vi spiegherà: perché guardare un particolare sport, la sua storia. I fondamentali, le finezze e le vicissitudini olimpiche. Senza tralasciare statistiche, aneddoti, curiosità. Insomma: tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere.
Domani con la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Londra 2012, parte il più grande evento sportivo mondiale. La spedizione azzurra alle Olimpiadi e’ composta da 290 atleti, 164 sono uomini e 126 donne. Dalla provenienza geografica vediamo che sono 24 gli azzurri nati all’estero, mentre tra i 266 nati in territorio italiano spicca la Lombardia, che manderà a Londra 49 atleti. Regioni assenti la Valle d’Aosta, il Molise e la Basilicata. . Questa la composizione per sport: atletica 38, badminton 1, beach volley 4, canoa 8, canottaggio 22,ciclismo 14, ginnastica 18, judo 9, lotta 1, nuoto 33, nuotodifondo 2, nuotosincronizzato 2, pallanuoto 26, pallavolo 24, pentathlonmoderno 4, pesi 1, pugilato 7, scherma 19, sportequestri 3, taekwondo 2, tennis 7, tennistavolo 2, tiroasegno 7, tiroavolo 8, tiroconl’arco 6, triathlon 3, tuffi 8, vela 11.
Quali sono le previsioni e le speranze dei nostri 290 atleti italiani? Il Coni, per nome del suo presidente Gianni Petrucci, ha fissato l’obiettivo delle 25 medaglie (in Cina furono 27) e del mantenimento di un posto nelle prime dieci nel medagliere mondiale.
Fonte La Stampa
A Londra, sulla carta, ci sono più di cinquanta gare candidate a portare il tricolore a medaglia. Le medaglie più probabili potrebbero arrivare dai nostri atleti più conosciuti: Valentina Vezzali e il resto della scherma, Federica Pellegrini, Alex Schwazer, Settebello e Setterosa, le Nazionali del volley, i cecchini del tiro a volo. A decidere i Giochi azzurri, però, saranno anche, se non soprattutto, i volti nuovi, come accadde quattro anni fa con il lottatore Minguzzi o la judoka Quintavalle. Atleti che hanno già vinto tutto ma non un’Olimpiade. Come Niccolò Campriani, 24enne ingegnere fiorentino laureatosi negli States, numero 1 nella carabina. Gli esperti del tiro a segno lo vedono in pole addirittura in due gare. O come Daniele Molmenti, un fenomeno a slalomeggiare con il kayak.
Per la prima volta, le donne potrebbero vincere più degli uomini. Ad esempio Jessica Rossi ventenne, da tre anni regina dei piattelli. Fa tutt’altro Valentina Truppa, 26 anni, amazzone terza nel ranking mondiale che ci farà scoprire con il suo Eremo del Castegno l’eleganza del dressage, una delle discipline più di nicchia a casa nostra. Tutti, invece, conosciamo il beach volley. Fresco, giovane, estivo, con il valore aggiunto dei fisici da urlo dei suoi campioni e dei lati B inquadrati dalle tv. Sulla sabbia non è più solo un duello Usa-Brasile. Contiamo anche noi, finalmente. Con i giovani Nicolai- Lupo, ma soprattutto con le aviere scelte Cicolari e Menegatti, elette a sorpresa da un campione di manager italiani atlete più sexy del nostro sport davanti a Pellegrini, Piccinini, Pennetta e Cagnotto. Loro preferiscono altre vittorie. Tipo quelle già colte nelle ultime due stagioni contro le coppie che le precedono ancora nella classifica mondiale. Ne restano quattro. Ripetersi a Londra non è impresa impossibile.
Staremo a vedere e a tifare, sperando di raggiungere lo storico traguardo dei 200 titoli olimpici, partendo per Londra da quota 191.
Forza ragazzi e, come dice il motto olimpico ufficiale “Citius!, Altius!, Fortius!” (“Più veloce!, più in alto!, più forte!”).
Oro, argento e birra. Le Olimpiadi di Londra. I giochi di ieri e di oggi nel Paese che ha inventato lo sport. Per ben tre volte – da quando, nel 1896, si svolsero le prime Olimpiadi dell’età moderna – Londra è stata scelta come sede dei Giochi. E non a caso, sostiene l’anglofilo autore di questo libro. Infatti, se si scorre un elenco delle discipline più popolari e praticate al mondo, si scoprirà, per la maggior parte di esse, una inconfutabile genealogia inglese: baseball e calcio, tennis e ippica nascono nell’Isola; hockey, boxe e polo devono le loro regole ai sudditi di Sua Maestà. Per non parlare dello spirito che contraddistingue la più pura condotta agonistica e che, in tutto il mondo, si definisce con una tipica espressione anglosassone: fair play. Raccontare le edizioni londinesi dei Giochi Olimpici diventa così l’occasione per indagare la storia e le curiosità di questa passione nazionale e per rivivere le emozioni di sfide epocali
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Ciao sono Claudio e questo è il mio blog nato nel 2011. Sono un blogger libero e indipendente, scrivo articoli per cambiare questo Mondo alla Rovescia. Utopia? Vedremo…
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