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Troika sempre più fuorilegge

Troika-Party

Il caso monta tra Germania e Austria, e potrebbe essere decisivo nella corsa a due, Ppe-Pse, per la maggioranza dei seggi nel prossimo Parlamento europeo e di conseguenza per un possibile cambiamento dirotta politica della Commissione per il quinquennio 2014-2019. Sul voto del 25 maggio piomba il dossier firmato Andreas Fischer Lescano, docente allo Zerp (Centre of european law and politics) dell’Università di Brema, autore di uno studio commissionato da Ces, Etui, Ogb (sindacato austriaco) e Camera federale austriaca del lavoro.

Secondo Fischer Lescano, la partecipazione della Commissione e della Bce alla troika insieme al Fondo monetario internazionale che ha scritto e imposto le misure di austerità a Paesi come Irlanda, Cipro, Portogallo e Grecia, rappresenta una violazione fondamentale del diritto primario dell’Unione europea. Con il Trattato di Lisbona, osserva il docente tedesco, il diritto primario include la Carta dei diritti fondamentali, che sono stati sistematicamente violati nel momento in cui gli Stati membri hanno approvato il protocollo d’accordo del Consiglio Ue sul cosiddetto Meccanismo europeo di stabilità (Esm). Non c’è alcuno stato di urgenza, spiega la consulenza legale di Fischer Lescano (“Human rights in times of austerity policy”, Diritti umani nelle politiche di austerità), che possa giustificare la sospensione del diritto comunitario, come invece è puntualmente avvenuto con le misure volute da Bce, Fmi e Commissione europea, e questo è particolarmente vero per Commissione e Bce, tenute all’obbligo del rispetto delle leggi Ue.

E’ la loro partecipazione al Meccanismo europeo di stabilità, rileva il dossier, “all’origine delle misure che hanno pesantemente indebolito le leggi nazionali sul lavoro e i sistemi sociali, che comprendono il diritto fondamentale alla contrattazione collettiva, il diritto al lavoro, all’alloggio e alla sicurezza sociale, alla sanità e alla proprietà”. Anche le convenzioni Onu relative ai diritti dell’infanzia e ai diritti dei portatori di handicap, si nota, sono stati ignorati o disattesi. Il punto fondamentale sottolineato da Fischer Lescano è sul vero e proprio diktat sull’Esm imposto ai quattro Paesi sotto programma, che non ha di fatto lasciato alternative ai governi nazionali, chiamati a ridurre i salari minimi, tagliare la spesa sanitaria e gli alloggi pubblici, spostare la contrattazione dal livello collettivo a quello aziendale: interventi, guarda caso, che non sono coperti dalla legislazione Ue. In parallelo, il dossier registra il “cortocircuito” del Parlamento europeo, tenuto praticamente a margine della partita Ue-Stati Membri sull’Esm. Cosa fare, allora?

Si può contestare la violazione dei diritti umani menzionati presso la Corte europea di giustizia, ma esistono altre possibilità, spiega Fischer Lescano. Il ricorso alla Corte di giustizia Ue può essere presentato sia contro la violazione dei diritti umani ma anche per il mancato rispetto delle competenze fondamentali dell’Unione europea. L’Ue, come tale, invece non può essere perseguita dalla Corte europea dei diritti umani (Cedh), ma possono essere invece denunciati i singoli Paesi per aver violato i diritti umani per l’adesione all’Esm. Stesso discorso per l’Ilo o l’Onu: impossibile procedere contro l’Ue presso le due organizzazioni, che possono essere chiamate in causa per denunciare singolarmente uno Stato membro, mentre la Corte internazionale di giustizia può essere avocata per le questioni legate al rispetto dei diritti umani.

“L’articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è sistematicamente violata quando istituzioni dell’Ue interferiscono nell’ambito del diritto alla salute e alle cure mediche, e in particolare quando impediscono l’accesso alle infrastrutture sanitarie fornite dagli Stati membri”, afferma Fischer Lescano al termine di un incontro organizzato dall’Ogb. “Il dovere di protezione – continua – costituisce un elemento significativo e sistematico dei diritti fondamentali, ed è quindi una responsabilità che impone il dovere da parte delle istituzioni europee di impedire la violazione dei diritti fondamentali quando esse collaborano con istituzioni terze, com’è avvenuto nel caso del Fondo monetario internazionale“. Sono quindi le stesse istituzioni europee, scandisce Fischer Lescano, “da considerarsi responsabili per non aver creato il quadro legale entro cui il Fmi, insieme a Bce e Commissione, avrebbe potuto e dovuto agire senza danneggiare i diritti fondamentali”.

(Fonte conquistedellavoro)

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Una catastrofe annunciata

In questo mio contributo dedicato ai coraggiosi esponenti della Modern Money Theory in Italia, intendo enfatizzare la straordinaria natura della crisi dell’eurozona.
Siamo al termine di un modo di produrre, del capitalismo dinamico inteso in termini Marxiani. È la regressione verso un sistema parassitario e decadente, un’economia di puri rentier che si alimentano attraverso le banche e le altre istituzioni finanziarie che [estraggono risorse, ndt] dall’economia reale grazie alle permanenti politiche di deflazione [applicate, ndt] dagli Stati.
Una regressione simile appare ovvia nel momento in cui si osservano i livelli di disoccupazione in Europa, in particolare in Francia, Belgio e Olanda. Per esempio, in Olanda, la disoccupazione effettiva eccede il 50, 60% della forza lavoro! Questo condurrà al drammatico collasso dei redditi anche per chi ancora gode di un normale lavoro dato che il settore privato ha solo una regola: sbarazzarsi del lavoro mentre lo Stato si è trasformato nel disoccupatore di ultima istanza. Nel frattempo, l’inflazione effettiva è ben oltre il controllo della BCE (7 o 8%).

Questi risultati gemelli contengono il collasso della quota lavoro nel settore della distribuzione: l’Europa ha la quota più alta di profitti tra i Paesi OECD. L’investimento privato sta crollando verso lo zero, i consumi diminuiscono e la crescita reale è negativa da cinque o sei anni.
La catastrofe è il risultato del sistema Euro. Esso incarnava il sogno di un Nuovo Ordine sociale, un profondo concetto religioso generante instabilità nella società, che, favorendo lo sbarazzarsi della moneta come fattore reale di produzione, avrebbe ripristinato la scarsità, come legge suprema in quanto i risparmi preesistenti dovranno essere la sola fonte di crescita come in una rinata società agraria.
Come è stato imposto questo Nuovo Ordine? L’astuta visione di coloro che avevano preparato l’Unione europea era integrata con la completa liberalizzazione e smantellamento dello Stato. Richiedeva che esso abdicasse dalla sovranità della moneta. In questo modo lo Stato sarebbe, d’ora in poi, trattato come un’azienda privata soggetta alla bancarotta e allo spreco di risorse reali. Tutti i trattati europei racchiudono questa radicale ideologia anti-Stato. Il risultato finale è il nuovo patto per la stabilità che impone, in maniera permanente, sia il pareggio di bilancio sia il trasferimento delle politiche fiscali ad una autorità tecnocratica suprema indipendente come in Francia, soprattutto in Francia, contrariamente alle bugie dei governanti.  Appena scopre i deficit, [l’autorità tecnocratica, ndt] taglia la spesa immediatamente.

Il regime Hollande è il figlio-perfetto della contro-riforma del Nuovo Ordine. D’ora in avanti, anche la democrazia formale è morta: i Parlamenti sono inutili, le elezioni sono inutili, è la fine della politica.

Perché un simile colpo di Stato nascosto? Semplicemente per domare i cosiddetti mercati finanziari e fornire loro, alle banche, redditi a bizzeffe. Mentre i governi s’impegnavano a austerità permanenti per cancellare i deficit, il settore privato smetteva di prestare soldi e cominciava ad allontanarsi dalla produzione. Le banche non avevano alternative: o assorbivano i titoli di Stato, oppure sarebbero state a corto di attivi. Nel nuovo sistema, lo Stato, avendo perso la sovranità, era obbligato a non perseguire i deficit i quali erano contabilizzati ex-post e essi riflettevano l’accumulazione delle dichiarazioni delle banche contro lo Stato. Tutti i collegamenti tra Stato e Banca centrale sono stati tagliati.
Con ciò le banche avevano da risolvere una contraddizione: come riconciliare la loro accumulazione forzata di attività deteriorate intese come debiti pubblici, con la loro sete di aumentare sempre il patrimonio netto.
Ora, essi possono imporre il tasso di interesse che desiderano. La BCE non ha più il controllo finale sui tassi d’interesse dei debiti pubblici i quali sono diventati la “cornucopia” dei mercati finanziari, la loro maggiore fonte di reddito. Era abbastanza, perché come potrebbe uno Stato privatizzato che deve tagliare incessantemente la spesa essere in grado contemporaneamente di pagare gli interessi e di rimborsare il loro debito nei termini prestabiliti?  I banchieri e le agenzie di rating inventarono una nuova legge del valore: il valore di mercato per i debiti pubblici aumentava quando i Governi imponevano rigide politiche di deflazione. Più l’economia reale veniva distrutta, maggiore era la certezza di essere ricompensati attraverso un aumento degli interessi e dei rimborsi. Nel bilancio delle banche, la deflazione reale  generava plusvalenze crescenti. Con il crescente ottimismo delle banche. Rimane una domanda: come le plusvalenze potrebbero essere monetizzate e essere nuova fonte di reddito? Questo richiedeva un piano-Draghi, cioè l’acquisizione delle attività dei debiti pubblici da parte della Banca centrale ai prezzi di mercato.
Infine, che cosa spiega il nuovo patto che provoca il totale asservimento della società ai cosiddetti mercati finanziari? La necessità di mantenere questa assurda legge del valore che genera dividendi crescenti come puro reddito da rentier agli azionisti delle banche che includono le maggiori corporations.
Fondamentalmente, i “mercati” ricompensano il decadente sistema facendo sì che l’Euro abbia un cambio favorevole rispetto al dollaro, mentre è ampiamente sopravvalutato in termini reali.

Sforziamoci, in conclusione, di spiegare nei dettagli la seguente diagnosi:

  1. Avrebbe potuto essere altrimenti, ma gli architetti del Nuovo Ordine crearono una moneta che invece di favorire la creazione di ricchezza, ne promuoveva la distruzione;
  2. con ciò, tutti coloro che sono stati avvertiti dovrebbero diventare dei militanti per rifiutare questa camicia di forza peggiore degli strumenti di tortura dell’Inquisizione. Qualcuno argomenta che questo porterebbe al disastro? La mia risposta è no! Come la situazione potrebbe essere peggiore? Il nuovo patto conseguirà la distruzione dell’economia reale e accadrà quando la speculazione sui patrimoni netti crescenti genererà un totale collasso dei parassiti, cioè dell’attuale euro-sistema bancario;
  3. le persone devono essere consapevoli che il moltiplicatore del pareggio di bilancio è negativo;
  4. uno deve sperare che gli Stati, aventi ancora la loro sovranità monetaria, gli ex Stati-membri, tutti loro, pianificheranno la ricostruzione dell’economia e della società incrementando gli investimenti pubblici attraverso un aumento dei deficit, e che proibiscano qualsiasi speranza futura di convergere verso il pareggio di bilancio. Questo richiede una cooperazione circuitismo-MMT per raggiungere una certa armonia;
  5. il successo dipenderà dalla conversione dell’elite, dal rinnegamento di questa economia neo-medievale reazionaria e potrebbe essere possibile solo rompendo la cospirazione del silenzio. Per esempio, in Francia nessuno è a conoscenza dei contenuti del nuovo patto e la totale mancanza di dibattito alimenta la folle e totalitaria ideologia del Nuovo Ordine, una polizia di Stato della mente e della disinformazione, il KGB del fascismo finanziario!
  6. O ci sarà una vera Unione europea orientata al benessere senza il peso di una moneta trans-nazionale (uscire dall’euro), oppure una nuova unione monetaria che dia carta bianca agli Stati membri per ricostruire l’economia e la società. Io devo confessare che dubito della seconda opzione perché richiederebbe una sorta di MMT tarata per una federazione.

Alain Parguez, famoso economista, è uno dei relatori del Summit MMT “NON ERAVAMO I PIIGS. TORNEREMO ITALIA” che avranno luogo a Rimini, il 20-21 ottobre 2012 e a Cagliari, il 27-28 ottobre 2012.

(Fonte democraziammt)

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