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I servizi segreti tedeschi spiano 196 stati e regioni

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I servizi segreti tedeschi spiano la Grecia, e questo potrebbe essere “normale”, ma il bello è che pare che sia il paese più spiato da Berlino. La questione ha qualche aspetto imbarazzante, anche perché proprio la cancelliera Angela Merkel quando uscì che Usa e Gran Bretagna collaboravano per spiare altri paesi europei (e il suo cellulare personale) disse proprio che “tra amici queste cose non si fanno”. E la Grecia, pur con tutti i suoi guai, è certamente un amico, iscritto poi allo stesso club dell’Unione europea. Il servizio segreto tedesco BND, denuncia la stampa greca, ha monitorato l’attività internet in vari paesi, controllando e-mail e altre comunicazioni via internet, secondo il quotidiano Ta Nea. La questione è esplosa durante una controversia legale tra un avvocato tedesco e BND. Da alcune carte è emerso che BND controlla l’attività Internet al fine di monitorare l’attività terroristica internazionale, tuttavia l’entità del monitoraggio di soggetti stranieri non è stata chiarita.

Oltre alla Grecia, ci sono altri 195 paesi e regioni che fanno parte della lista dei monitoraggi fatti dalla Germania a partire, dicono queste carte, dall’aprile 2010. Tre società di telecomunicazioni greche, rivela il settimanale tedesco Spiegel, stanno attualmente collaborando con DE-CIX, il più grande provider di telecomunicazioni in Germania: OTEGlobe, Forthnet e CYTA Cipro. Il settimanale afferma che collaborazione all’attività di spionaggio sarebbero arrivate anche da colossi di Internet come Facebook, Twitter, Microsoft, Amazon, Yahoo, Ebay e LinkedIn.

(Fonte eunews)

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Le 100 donne più potenti del Mondo

Angela Merkel

Angela Merkel si conferma per il 4° anno consecutivo la donna più potente al mondo, nove volte prima su undici edizioni. A stilare la classifica delle 100 donne più potenti è Forbes. Nella classifica sono presenti nove capi di Stato che rappresentano 641 milioni di cittadini e un Pil di 11 miliardi di dollari, 28 sono amministratori delegati e controllano 1.700 miliardi dollari di entrate annuali. Poco più del 10% dei più ricchi del mondo sono donne.

Al 2° posto della classifica il presidente della Fed Janet Yellen. La medaglia di bronzo Forbes la concede a Melinda Gates, la moglie di Bill Gates. Al 4° posto, invece, il presidente del Brasile Dilma Rousseff. L’ex segretario di stato Usa, Hillary Clinton per ora si ferma al 6° posto, risulta più potente della First Lady Michelle Obama 8a, superata anche dall’amministratore delegato di General Motors, Mary Barra. L’unica italiana presente in classifica è Miuccia Prada, 75a. Gli Stati Uniti sono i più rappresentati, occupando 58 posizioni su 100, segue l’Asia con 23 posizioni. Le europee sono 4o: oltre a Merkel e Prada, in classifica ci sono il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) Christine Lagarde in 5a posizione ed Elvira Nabiullina, la governatrice della banca centrale russa al suo esordio in classifica.

Le 20 donne più potenti del mondo

  1. Angela Merkel
  2. Janet Yellen
  3. Melinda Gates
  4. Dilma Rousseff
  5. Christine Lagarde
  6. Hillary Clinton
  7. Mary Barra
  8. Michelle Obama
  9. Sheryl Sandberg
  10. Virginia Rometty
  11. Geun-hye Park
  12. Susan Wojcicki
  13. Indra Nooyi
  14. Oprah Winfrey
  15. Irene Rosenfeld
  16. Maria das Graças Silva Foster
  17. Beyonce Knowles
  18. Marissa Mayer
  19. Cristina Fernandez de Kirchner
  20. Meg Whitman

Qui la classifica completa.

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Euro 2012: E se la Grecia vincesse di “Rigore”?

 

Davide contro Golia, questa e’ Grecia-Germania quarti di finale del campionato europeo di calcio. Una partita che mescola insieme calcio e politica, lo sport diventa specchio della realtà. Da una parte la Grecia, nazionale arrivata a sorpresa ai quarti di finale 1 campionato europeo vinto (2004) e 15° nel ranking Fifa. Dall’altra la nazionale tedesca, 3 campionati europei vinti (1972, 1980, 1996), 3 coppe del Mondo (1954, 1974, 1990) e 3° nel ranking Fifa, data ancora una volta tra le favorite del torneo e accreditata della vittoria finale. Differenze abissali sportive, ma anche enormi differenze economiche/politiche.

Prodotto Interno lordo (Pil) 2011

Grecia: 299 miliardi di dollari, -6,9% rispetto al 2010. Previsioni 2012 254 milioni di dollari -7.1%

Germania: tra +0,6% e un +1%. Previsioni 2012 + 1,6%

Debito Pubblico

Grecia: 400 miliardi di euro. Esattamente il 161,70% del Pil. Previsioni 2012 157,5% del Pil che, però, scenderà anch’esso

Germania: 2080 miliardi di euro tra i più alti dell’eurozona. Ma l’economia tedesca, essendo molto forte, riesce a farvi fronte

Pil pro-capite

Grecia: 26.376 dollari. Previsione 2012 intorno ai 25.034 dollari

Germania: 39.810 dollari tra i più alti tra i Paesi europei

Disoccupati

Grecia: 2010 il 12,5%, 2011 il 17,3%, 2012 21,7%

Germania: 2011 il 6%, 2012 il 5,70, 2013 6,40%

Lo scontro sul campo si trasferirà inevitabilmente nel tifo di tutto un Paese. Battere l’odiata Germania nel calcio domani sera si trasformerebbe nella rivincita di un’intera nazione. Che in Angela Merkel vede colei che vuole spingere la Grecia ai margini dell’Europa. La Cancelliera con la sua politica del rigore e austerità sta bloccando la Grecia e tutta l’Europa.

Ma il calcio tante volte sa essere beffardo, e, se spesso e’ una metafora della vita, domani sera aspettiamoci una rivincita del popolo Greco sulla Germania dell’austerità. Magari come nei più bei sogni immagino una vittoria ai calci di “rigore” della Grecia. Metafora più bella non potrebbe avverarsi…

 

 

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La politica contromano della Germania

Dove mi siedo?
Presseurop – Vignetta Nicolas Vadot

 

Mentre la stampa e i politici tedeschi, a cominciare da Angela Merkel, ripetono con insistenza che tutto il mondo vuole il loro denaro, è giunto il momento che la Germania si renda conto che questo discorso è non solo falso, ma pericoloso per l’Europa e la democrazia.

Un automobilista si sbaglia e imbocca l’autostrada contromano. La cosa viene segnalata alla radio. “Una macchina contromano?”, si dice l’interessato, “ma se ce ne sono centinaia!” Questo automobilista è Angela Merkel, e la macchina che conduce è la Germania. Stiamo andando contromano rispetto alla ragione politica ed economica e ne siamo anche orgogliosi. Diciamo che tutti vogliono il “nostro” denaro, ma non è vero, è qualcosa di molto di più importante del nostro denaro a essere in gioco.

Angela Merkel lavora a un progetto pericoloso, indebolire l’impegno europeo dei tedeschi. La cancelliera cerca di farci credere che l’Europa consiste in quello che la Germania vuole accettare o meno, a seconda dei suoi interessi a breve termine. In questo modo l’Europa diventa res publica amissa, una “cosa pubblica abbandonata”. Abbiamo già conosciuto questa situazione e sappiamo cosa ha prodotto. L’Europa è come la repubblica di Weimar. E quando il popolo tedesco ha abbandonato Weimar, ha abbandonato anche la democrazia.

Tutti i discorsi sul “nostro denaro” – che tutti ci invidierebbero – sono solo chiacchiere disgustose. La cancelliera non lo dice apertamente ma affida questo compito al quotidiano popolare Bild. Né Merkel né quest’ultimo si preoccupano veramente dell’Europa. Il loro cuore e la loro testa sono per la Nato. Tuttavia l’America ha perso parte della sua superbia e non è più un partner affidabile. La cancelliera e la Bild commettono un grave sbaglio seppellendo la grande idea del dopoguerra della Germania come potenza media destinata ad avere un futuro solo nell’ambito della comunità europea. Si comportano come se potessimo scegliere fra la via tedesca e quella europea. Con la differenza che non esiste la via tedesca. Che cosa farà Merkel quando l’euro sarà scomparso, così come lo spazio Schengen e tutti i vantaggi comunitari, frutto di sessant’anni di integrazione europea? Punterà sulla Cina?

Subito dopo l’arrivo al potere di Hitler, [lo scrittore e storico antinazista] Sebastian Haffner scriveva: “Non vi sono altre parole per dirlo: molti tedeschi si sentono sollevati e liberati dalla democrazia”. Quale sentimento si impadronirebbe dell’Europa se l’euro dovesse scomparire e con lui la stessa Unione? Sarebbe ora che i tedeschi cominciassero a considerare in questi termini la crisi attuale.

La grande incerta. Ma cerchiamo di rimanere calmi. Nessuno in Germania vuole seriamente che i tedeschi paghino i debiti dell’Europa. L’epoca del cambio su base aurea – quando la compensazione dei pagamenti fra banche centrali si faceva a Fort Knox [dove sono conservate le riserve auree degli Stati Uniti] e i lingotti d’oro transitavano da una camera blindata all’altra – è finita. Un’unione bancaria e l’emissione di euro-bond dovrebbero far entrare la Germania in un sistema di garanzie reciproche. È l’unico mezzo per evitare la dissoluzione dell’Europa.

Dal punto di vista storico è triste vedere che a capo di questa crisi si trovi una cancelliera che non sembra tenere all’Europa. Anche nei momenti che possiamo definire storici, è importante riconoscere la realtà politica. Ma solo per cambiarla in meglio. È quindi utile chiedersi che cosa sarebbe potuto succedere in altre circostanze. “La questione ‘che cosa sarebbe successo se questa o quella cosa non si fosse verificata’ è quasi sempre rifiutata, eppure è proprio qui il punto essenziale”, scriveva Nietzsche. Spesso attribuiamo alle grandi istituzioni (stati, imperi e così via) l’evoluzione della storia, ma nei momenti decisivi è l’individuo a essere al centro della storia. Se Federico III non fosse morto per un tumore della laringe dopo solo 99 giorni di regno e se Bismarck fosse rimasto più a lungo al suo fianco, si sarebbe forse potuta evitare la prima guerra mondiale.

Si può quindi ipotizzare che fin dall’inizio della crisi un cancelliere socialdemocratico non si sarebbe comportato come Merkel, la grande incerta. E si può sperare che un nuovo cancelliere – uomo o donna che sia – si comporterà diversamente dopo le prossime elezioni. Un piccolo indizio lascia ben sperare: la socialdemocratica Hannelore Kraft ha preso il posto di Merkel come politica preferita dai tedeschi. L’Europa potrebbe ben presto vedere la fine delle sue pene.

(Fonte DER SPIEGEL-traduzione Andrea De Ritis/presseurop)

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