1

Mangiare insetti sarà la nuova tendenza

mangiare insetti

Gli insetti saranno il cibo del futuro? Pochi, nel mondo occidentale e soprattutto in Italia, accettano di considerare questi come potenziale componente della loro dieta. Eppure le ragioni che porterebbero a farlo sono numerose. Di fatto gli insetti sono l’alimento proteico più sostenibile, nutriente, ricco di proteine e amminoacidi essenziali, di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, fibre, di minerali e vitamine, poveri di grassi e di colesterolo. E per il momento sono alimenti non monetizzabili.

A quanto pare, l’‪‎Expo‬ di Milano sarà l’occasione giusta per promuovere, anche in Italia, il consumo di insetti. La ‪Ue‬, dal 2012, ha stanziato un fondo di 3 Milioni di ‪Euro‬ per ogni Paese della comunità europea che incentivi l’‪‎entomofagia‬ (ovvero il consumo di insetti da parte dell’uomo).

L’entomofagia, secondo un rapporto Fao, è praticata in molti paesi del mondo e soprattutto in alcune parti dell’Asia, Africa ed America Latina. Gli insetti integrano la dieta di circa 2 miliardi di persone ed hanno sempre fatto parte dell’alimentazione umana. Tra le specie che già vengono consumate ci sono coleotteri, bruchi, api, vespe e formiche, ma anche cavallette, locuste e grilli. In totale si contano circa 2000 specie commestibili.

Crescita della popolazione, l’urbanizzazione e l’incremento delle classi medie hanno aumentato la domanda globale di cibo, ed in particolare di fonti di proteine animali. Nel 2030 dovranno essere nutrite più di 9 miliardi di persone, assieme ai miliardi di animali allevati annualmente per l’alimentazione o per fini ricreativi come gli animali da compagnia.

Secondo gli esperti della Fao, uno dei modi per affrontare il problema della sicurezza alimentare e dei mangimi passa attraverso l’allevamento di insetti. Gli insetti vivono ovunque e si riproducono velocemente, presentano un alto tasso di crescita e di conversione alimentare e un basso impatto ambientale durante tutto il loro ciclo di vita. Al contrario la produzione di carne contribuisce per il 14-22% alle emissioni annuali di gas con effetto serra, più di industria e trasporti insieme. Una bistecca di 220 g costa, in termini di emissioni di gas serra, quanto fare circa 16 km con un’auto da 11 km/l, mentre gli stessi quantitativi di patata, mela, pollo e maiale costano rispettivamente 280 m, 320 m, 1,2 km e 4 km. Per non parlare dei quantitativi d’acqua necessari alla produzione di carne e dell’immisione di nitrati.

Gli insetti sono nutrienti, con contenuti molto alti di proteine, grassi e minerali. Possono essere allevati su scarti alimentari. Inoltre possono essere consumati interi o ridotti in polveri o paste ed incorporati in altri tipi di cibo. L’uso su larga scala degli insetti come ingredienti per cibi è tecnicamente praticabile e industrie presenti in varie parti del mondo sono già impegnate in questa produzione. Per esempio, l’uso di insetti come mangime per l’acquacoltura e l’alimentazione di pollame diverrà sempre più comune nei prossimi dieci anni.

Ma l’‪‎entomofagia‬  è pericolosa? Non ci sono casi conosciuti di trasmissione all’uomo di malattie o parassiti causati dal consumo di insetti (a condizione che gli insetti siano trattati nelle stesse condizioni sanitarie di qualsiasi altro cibo). Sono state segnalate reazioni allergiche che sono tuttavia comparabili a quelle nei confronti di crostacei, che sono sempre degli Artropodi. In confronto a mammiferi ed uccelli, gli insetti possono presentare meno rischi di trasmettere zoonosi all’uomo e al bestiame, sebbene questo richieda ulteriori ricerche.

La Commissione di 75 tecnici ed esperti istruita per valutare il potenziale degli insetti per la produzione di alimenti e mangimi ha indicato le seguenti aree chiave per sviluppare ed automatizzare:

1) un tipo di allevamento degli insetti vantaggioso, efficiente dal punto di vista energetico e microbiologicamente sicuro;
2) tecnologie per la loro raccolta e trattamento;
3) opportune procedure sanitarie che assicurino la sicurezza degli alimenti e dei mangimi e portino alla produzione di prodotti ad un prezzo ragionevole ed a scala industriale, in confronto alla produzione di carne tradizionale.

La proposta della Fao ha sicuramente una sua utilità ma serve anche a nascondere un fatto ineccepibile: le istituzioni deputate a combattere la fame nel mondo, che esistono da cinquanta o sessant’anni, hanno clamorosamente fallito.

Condividi:

Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.”

One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.