Solo il 55% delle scuole ha una connessione internet

Negli istituti italiani solamente il 55% ha una connessione internet DSL in tutte le classi: se il 75% degli istituti ha digitalizzato i servizi primari (ovvero gestione delle classi, iscrizioni, diplomi, comunicazioni scuola–famiglia) solo il 18% risulta aver applicato il digitale alla didattica. Metà delle classi non ha mai usato l’e-book. Appena il 29% ha una connessione in fibra ottica, mentre il 6% naviga ancora con il Modem tradizionale a 56Kbps.

Nel complesso il 61% delle scuole italiane non ha ancora raggiunto l’obiettivo “Fully Digital”, la completa digitalizzazione. Continue Reading

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In Italia una famiglia su tre non ha accesso a internet da casa

“Quasi un terzo delle famiglie non dispone ancora di un accesso a Internet da casa”. Lo comunica l’Istat nel rapporto Cittadini, imprese e Ict anno 2016. A livello europeo, l’Italia si colloca al 19° posto per la diffusione della banda larga con un valore pari al 77%, con un gap di 6 punti percentuali rispetto alla media europea (83%). Le regioni con il minor tasso di diffusione della banda larga tra le famiglie sono Calabria e Sicilia. Continue Reading

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L’ha detto la Rete! Allora ci credo

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Il Washington Post ha intervistato un uomo che ha fatto della bufale su web e sui social un’impresa fiorente. Lui è Paul Horner, ha 38 anni, e oltre a guadagnare, grazie ad AdSense (servizio di banner pubblicitari offerto da Google), circa 9.000 euro al mese creando “falsità”, è convinto di aver dato un contributo significativo all’elezione di Trump: Continue Reading

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Il futuro del denaro: Le criptovalute

 

Le monete comunemente intese potrebbero diventare molto presto uno strumento obsoleto. In un momento storico come quello attuale, in cui il costo del denaro e la tempistica e complessità delle procedure associate ai movimenti pecuniari sono spesso poco sostenibili dall’utilizzatore, è della massima importanza approfondire il fenomeno delle cosiddette “valute digitali” o criptovalute (ad esempio, Bitcoin, Onecoin, Litecoin, Ripple, ecc.), che permettono ad imprese e privati di beneficiare di mezzi di scambio e pagamento alternativi rispetto alla moneta tradizionale. Le criptovalute non hanno una banca centrale o un ente che fa da intermediario fra le persone: è tutto basato su una rete “peer-to-peer” che sfrutta un database distribuito tra i nodi della rete (internet), ossia tra i computer degli utenti. Cosa succede quando il modo in cui compriamo, vendiamo e paghiamo cambia, rimuovendo perfino il bisogno di banche o uffici di cambio? La ricercatrice sulla moneta virtuale Neha Narula, in questa conferenza tenuta durante il Technology Entertainment Design (TED), descrive la storia collettiva del denaro, e dà un quadro di un futuro molto diverso dall’attuale. Continue Reading

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