Un 2013 orribile per l’editoria, -14% il fatturato. Si “legge” solo online

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E’ un bilancio amaro quello del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo in occasione della presentazione del Rapporto AIE sullo stato dell’editoria in Italia alla 65ma edizione della Buchmesse. In due anni il fatturato è calato del 14%, l’intera filiera soffre. Ogni giorno abbiamo notizie di librerie che chiudono. La crisi di liquidità si aggrava. Colpisce in primis le librerie ma a catena la distribuzione e le case editrici. L’accesso al credito è diventato un dramma. Anche l’export cala, dopo anni: un -10% preoccupante

Annus horribilis per il settore, questo 2012, che registra una chiusura apparentemente più contenuta rispetto al pesante segno meno fornito da Nielsen per le vendite dei canali trade (quelli rivolti al pubblico, -7,8%), attestandosi su un -6,3% complessivo. Un dato in verità ben più negativo e che raggiunge quota – 8,4% se dal perimetro complessivo del mercato del libro si esclude – come ormai è necessario – il non book (fatto sempre meno da prodotti di cartoleria e sempre più da gadget) e il remainders. Raddoppia inoltre il mercato dell’ebook, cominciano a cambiare le gerarchie dei canali di vendita – con un boom delle vendite online e la perdita di terreno delle librerie fisiche -, riacquista terreno (anche se di poco) la lettura in Italia, va male l’export.

Il mercato del libro scende a quota 3,1 miliardi. Si attesta infatti sui 3,1 miliardi di euro (2,86 miliardi di euro se si tolgono dal perimetro di consolidamento il non-book e l’usato), con una flessione complessiva del -6,3%, il giro d’affari del libro in Italia (a prezzo di copertina). Sono i cosiddetti canali trade (librerie, Grande distribuzione organizzata, online), pur perdendo terreno (-7,8% nel 2012), a calmierare la chiusura complessiva 2012: gli altri canali infatti (rateale, collezionabili in edicola, club, export, vendite alle biblioteche) crollano complessivamente al – 16,8%. Nei canali trade perde la fiction, ma con una flessione “contenuta” del -1,1% (media di un +2% per la narrativa straniera e un -5,8% per quella di autore italiano), perde tanto la non fiction con un -9,2%, perde anche il segmento bambini e ragazzi (che rappresenta comunque oggi il 14,1% del mercato) con il -6%. Perde anche l’editoria professionale con un -7,1%.

La produzione: 61mila i titoli in Italia, 220 milioni le copie stampate. Diminuisce il prezzo medio. Raddoppiano i titoli digitali: Si conferma stabile (+0,6%) la media annua della produzione italiana, ma calano quasi del 20% (-19% per la precisione) le tirature. Aumenta e si diversifica l’offerta, pur diminuendo del 3% il prezzo medio di copertina dei libri: i titoli pubblicati per mille abitanti oggi sono infatti 0,92 (nel 2000 – per un confronto – erano 0,86). Oggi le novità rappresentano il 57% delle copie e il 64,5% dei titoli. Nel 2012 sono stati pubblicati 21.300 (+73% sul 2011) titoli di e-book (il 35% dei complessivi titoli di varia adulti e ragazzi pubblicati). Oggi rappresentano il 6% dei titoli in commercio. Nel 2010 erano l’1%. Il 66% degli e-book pubblicati nel 2012 sono usciti in libreria assieme all’edizione cartacea.

In calo l’export del libro fisico: -10%. L’editoria italiana sempre meno dipendente dall’estero. Diminuiscono infatti i titoli pubblicati che sono traduzioni da altre lingue: erano il 25% nel 1995, il 23% nel 2000, sono oggi il 20%. Le lingue delle storiche editorie mondiali restano largamente maggioritarie (87%), ma solo nel 2005 erano il 91%. Cala quest’anno del 7,5% la vendita di diritti all’estero (con una minore accentuazione per il settore bambini e ragazzi). L’export di libri fisici registra nel 2012 un sostanziale -10%.

Dove si compra il libro nel 2012? Sempre meno in libreria, sempre più online. I canali di vendita subiscono una non meno importante trasformazione. Innanzitutto nella quota di mercato che ricoprono, poi nelle stesse formule commerciali attraverso le quali si propongono ai loro clienti (si pensi al food come servizio e come merceologia). Si assiste infatti a una perdita di quota di mercato della libreria fisica (solo varia, escluso scolastico di adozione) che passa dal 79% del 2008 all’attuale 73%. Cresce invece la quota dei canali on line per la vendita di libri fisici: valevano il 3% nel 2008, arrivano oggi all’11% che salirebbe fino al 13% se considerassimo anche l’e-book. Ci si avvicina così alla Grande distribuzione Organizzata, che si conferma al 16%.

E-book e digitale: raddoppia il mercato dei libri digitali. Si stima (anche se i player internazionali non conferiscono i loro dati di vendita) che il mercato e-book nel 2012 abbia raggiunto una quota di mercato (trade) compresa tra l’1,8% e il 2%. Su alcuni titoli di fiction però il valore inizia a risultare compreso tra il 4 e il 5%. Valori in assoluto ancora modesti, ma che delineano un processo a crescita rapida, molto più rapida rispetto allo stesso e-commerce. Alla fine del primo semestre 2011 il valore era inferiore allo 0,5% e raggiungeva lo 0,9% a fine 2011. A fine 2012 era raddoppiato. Non è difficile ipotizzare un avvicinamento a quota 4%-5% a fine 2013. Tutto il mercato digitale (e-book + banche dati) ha funzionato nel 2012: escludendo i prodotti ibridi (carta + cd-rom / Dvd rom) ha raggiunto una quota di mercato del 6,4%. In tre anni la crescita è stata del 44,3%.

Segno più per la lettura in Italia. Boom della lettura di ebook. La lettura cresce (di poco) in Italia, anche se riguarda appena il 46% della popolazione (con più di 6 anni) con una sostanziale stabilità nel breve e medio periodo. Il 30% del mercato è fatto da medi e forti lettori (che leggono più di 7 libri all’anno), che da soli generano tra il 39% e il 43% dei volumi di vendita di libri italiani. Se la lettura di libri, tra 2010 e 2012, è diminuita dell’1,5%, nuove speranze vengono dai libri digitali. Nel 2012 la lettura di e-book ha riguardato infatti il 3% della popolazione (con più di 14 anni): complessivamente interessa 1,6milioni di italiani. Rispetto al solo anno precedente è cresciuta del 45%. Dal 2010, i lettori sono quasi triplicati (+136%).

Sempre di più le case editrici in Italia. Crescono le case editrici in Italia che pubblicano almeno un titolo. E raggiungono quota 5074 nel 2012 (dati agenzia Isbn), +3% sull’anno precedente. Quelle con una (sia pur minima) presenza sul mercato e nei canali di vendita, visto che dichiarano di pubblicare almeno 10 titoli all’anno, sono però 1.326, in crescita del 4,5% sul 2011.

E i primi mesi del 2013? Nel 2013 si sono pienamente confermati gli elementi di crisi strutturale della situazione economica italiana. I segnali che arrivano dalla prima parte dell’anno non fanno che confermare gli andamenti negativi: -4% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. In tre anni, nella prima parte dell’anno si è perso il 13% a valore e 2,8 milioni di copie in meno (-9%). Vero è, che per la crescita dell’offerta di edizioni super economiche l’andamento a volumi (cioè gli acquisti fatti dai clienti dei canali trade) registra solo un -0,7% rispetto a un -4% della riduzione del valore delle vendite.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+