Tutte le società controllate o interamente detenute dallo Stato

Partecipazioni Statali

L’economia italiana è caratterizzata da una presenza diffusa, di dimensioni particolarmente rilevanti anche nel confronto internazionale, di società partecipate da soggetti pubblici. Alle società partecipate da enti pubblici che producono beni e servizi operanti in regime di mercato ed aventi forma e sostanza privatistica, si affiancano, sempre più spesso, soggetti che pur avendo una veste giuridica privatistica, perseguono interessi generali, svolgendo compiti e funzioni di natura pubblicistica tali da configurarli come veri e propri apparati pubblici (enti pubblici in forma societaria) o “organismi di diritto pubblico” soggetti a particolari e penetranti regole di gestione e controllo pubblico. Tali soggetti rientrano dunque in un concetto di pubblica amministrazione flessibile, “a geometrie variabili”. Nell’ultimo decennio il fenomeno si è amplificato anche grazie all’aumento del numero delle società controllate da amministrazioni regionali, provinciali e locali. La proliferazione delle società a partecipazione locale è stata peraltro oggetto di una indagine della Corte dei Conti. Nel giugno 2010, la Sezione autonomie della Corte ne ha pubblicato i risultati in una relazione trasmessa al Parlamento. Dall’analisi sono risultati 5.860 organismi partecipati da 5.928 enti (comuni e province). Si tratta in particolare di 3.787 organismi con forma giuridica societaria (società per azioni, società a responsabilità limitata, società consortili e società cooperative) e 2.073 organismi con forma giuridica diversa (consorzi, fondazioni, istituzioni, azienda speciali). Dal punto di vista dell’attività svolta, il 34,67% degli organismi partecipati si occupa di servizi pubblici locali: Il 65,33% degli organismi partecipati svolge attività riconducibili ad altro: in particolare, attività culturali sportive e di sviluppo turistico, supporto alle imprese, scientifiche e tecniche, agricoltura silvicoltura e pesca, sanità e assistenza sociale, farmacie. Con riferimento ai risultati economici delle società partecipate nel triennio 2005-2007, dall’indagine risulta che 568 società, corrispondenti al 22,35% del totale, sono sempre in perdita. L’area di attività prevalente per le società sempre in perdita è quella dei servizi diversi dai servizi pubblici locali (con il 63,32% delle società sempre in perdita). La Corte afferma che la costituzione e la partecipazione in società da parte degli enti locali risulta essere spesso utilizzata quale strumento per forzare le regole poste a tutela della concorrenza e sovente finalizzato ad eludere i vincoli di finanza pubblica imposti agli enti locali. A tale fenomeno distorsivo il legislatore ha ritenuto di dover porre rimedio attraverso l’adozione di specifici divieti alla costituzione e al mantenimento di società da parte dei Comuni piccoli e medio piccoli, che sono a livello locale i maggiori detentori di partecipazioni azionarie. Per ciò che attiene allo Stato e agli enti pubblici non territoriali, di recente, nell’ottica di un miglioramento dei conti pubblici, sono stati adottati interventi legislativi volti a prevedere in generale l’adozione, entro il 31 dicembre 2013, di uno o più programmi per la dismissione delle partecipazioni azionarie da essi detenute.

Società partecipate dal Ministero dell’economia e finanze

  1. Partecipazioni di maggioranza/controllo
  2. Altre partecipazioni

Società controllate dal Ministero dello sviluppo economico

SIMEST – Società Italiana per le Imprese all’Estero – S.p.A. (76%)
Cooperazione finanza impresa – CFI S.coop.a (98,49%)
Società finanziaria per la cooperazione di produzione e lavoro – SO.FI.COOP (99,64%)

Società controllate dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali

Buonitalia S.p.a (70%)
Istituto Sviluppo Agroalimentare – ISA S.p.a (100%)
Agenzia di Pollenzo S.p.a (3,90%)

Società controllate dal Ministero per i beni e le attività culturali

Ales Arte, Lavoro e Servizi S.p.a (100%)


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+