Trump contro gli immigrati? Obama ne ha espulsi più di tutti

OBAMA HA RISPEDITO A CASA PIÙ PERSONE IN 6 ANNI CHE BUSH IN 8. PER LO PIÙ MESSICANI

La vittoria di Donald Trump ha provocato reazioni molto allarmate. E non solo a causa della sua personalità, esuberante e lontana dalla politica tradizionale, ma anche a causa di alcuni dei punti programmatici sui quali ha condotto la campagna elettorale che l’hanno portato alla Casa Bianca.

CHE COSÀ FARÀ IL NUOVO PRESIDENTE

L’approccio all’immigrazione è stato uno di questi. Trump, in campagna elettorale, ha promesso di costruire un muro al confine con il Messico, pagato dai messicani, per impedire l’immigrazione selvaggia. Di più: ha anche promesso di “deportare” i milioni di immigrati clandestini che spesso da molti anni risiedono negli Usa. Uno degli aspetti su cui i media battono molto è il netto contrasto, non solo politico, con il presidente uscente Obama, che è sempre stato ritenuto molto morbido e aperto nei confronti dell’immigrazione. I dati dicono altro.

Come si vede nel grafico sopra, più di 2 milioni 400 mila persone sono state espulse negli anni in cui Obama è stato alla presidenza, circa 400 mila più di quelli che vennero espulsi da Bush, e, per di più, i dati riguardanti Obama presidente non sono completi perché si fermano al 2014: mancano ancora quelli del 2015 e quelli del 2016.

COSA DICONO I NUMERI UFFICIALI

Il Dipartimento per la Homeland Security, la sicurezza interna, ogni anno rilascia un report dettagliato sui numeri dell’immigrazione degli USA. Mette insieme i dati di diverse agenzie che ad esse fanno capo: U.S. Customs and Border Protection (CBP), che si occupa soprattutto di terrorismo; U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE), più specifica sull’immigrazione e le frontiere; U.S. Citizenship and Immigration Services (USCIS), che esamina le domande di visto, le naturalizzazioni, sono le più importanti. L’ultimo report riguarda proprio il 2014. Ebbene, negli anni fino al 2013 c’è stato un graduale calo del rimpatrio di persone che non avevano i documenti ma c’è anche un aumento progressivo e inarrestabile delle espulsioni vere e proprie, quelle che ci interessano, fino a un massimo di 435.498. Nel 2014 sono state leggermente meno, 414.481, ma comunque maggiori di quelle di quasi tutti gli anni precedenti.

LE ESPULSIONI DAL 2009 A OGGI

Barack Obama ha giurato come presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2009. Nei 6 anni successivi 2 milioni 427 mila immigrati sono stati espulsi. Per fare un confronto negli 8 anni di Bush, dal 2001 al 2008 le espulsioni erano state 2 milioni 12 mila e 539. La differenza di circa 425 mila è quindi destinata ad aumentare quando giungeranno anche i dati completi del 2015 e 2016.
Quello che appare evidente è che negli ultimi anni, a partire dal 2011, le espulsioni hanno superato i rimpatri volontari di clandestini.

Vi è da dire che dal 2000 in poi vi è stato in generale una diminuzione di stranieri fermati per avere violato le leggi sull’immigrazione, che fossero arrestati alla frontiera o all’interno del Paese anche diverso tempo dopo essere entrati. I dati, dal 1986 in poi, sono indicati nel grafico qui sotto.

Allo stesso tempo però l’azione del governo è stata più incisiva rispetto a quelli dichiarati clandestini, anche se in numero minore. Non si è atteso come si faceva prima che uscissero dal Paese da soli, ma si è proceduto molto di più all’espulsione coatta.

I MESSICANI CALANO

Le statistiche della Homeland Security distinguono tra espulsi con precedenti criminali e senza. Ebbene: il 43% circa di coloro che vengono cacciati dal Paese hanno una incriminazione sulle spalle. Di fatto quello che Trump ha intenzione di fare, espellere subito i clandestini che abbiano commesso dei reati, viene già fatto regolarmente.

E’ interessante anche esaminare la nazionalità degli espulsi. Come è facile immaginare la grande maggioranza è composta da messicani, il 66,5%. Nel 2004 però erano il 73,2%. I guatemaltechi invece sono passati dal 4,1% al 13,1% e gli honduregni dal 4% al 9,8%. Del resto l’economia messicana negli ultimi anni è cresciuta, mentre altri Paesi dell’America Centrale, appunto Guatemala, Honduras, San Salvador, sono rimaste in condizioni di forte povertà e deprivazione e probabilmente il motivo del calo del numero di messicani espulsi è proprio questo. Sotto, il numero di stranieri espulsi anno per anno suddivisi per nazionalità.

Nel grafico sotto, invece le persone espulse, per nazionalità e posizione legale, nel solo 2004.

Per quanto riguarda il 2015 abbiamo solo i dati relativi all’ICE, ovvero al U.S. Immigration and Customs Enforcement, che come è stato detto costituisce solo una parte dell’intero sistema di sorveglianza dei confini e dell’immigrazione.
Di conseguenza i dati totali possono divergere da quelli complessivi, ma sono interessanti per quel che riguarda la differenza tra le espulsioni effettuate alla frontiera, o all’interno del Paese. Ebbene, tra la minoranza di persone espulse dalle aree non di frontiera, quelli con precedenti criminali sono la quasi totalità, il 91%, in aumento anzi, rispetto al 82% del 2013. Tra le espulsioni effettuate alla frontiera, quelle di criminali invece sono meno della metà.

E’ possibile che Trump voglia aumentare il numero assoluto di espulsioni, ma di fatto ad oggi anche Obama ha concentrato le espulsioni proprio sui criminali, come anche il presidente eletto dice di voler fare.

I dati si riferiscono al: 1986-2016

Fonte: truenumbers


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+