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Il terrorismo e la politica della paura

terrorismo e paura

C’è qualcosa che ho sempre trovato affascinante nel guardare gli animali in natura. Hanno gli istinti più incredibili e sono il frutto di innumerevoli generazioni di sopravvivenza che hanno vissuto contro minacce costanti.

Gli animali hanno un forte senso del pericolo. Percepiscono immediatamente quando c’è qualcosa che non va bene e reagiscono senza esitazioni.

Ne ho visto un esempio incredibile l’anno scorso, mentre visitavo una riserva di fauna selvatica in Zimbabwe. Era un tardo pomeriggio di una calda giornata estiva ed i miei amici e io stavamo aspettando gli animali in un bunker di osservazione nascosto sul bordo di una pozzanghera d’acqua.

Gli animali cominciarono ad arrivare, una specie alla volta, per rinfrescarsi prima che scendesse la notte. Prima gli elefanti. Poi i rinoceronti, le zebre, le giraffe e poi i babbuini. Era una cosa giocosa; Tutti gli animali sembravano godersi l’acqua, quando, all’improvviso, tutto tacque. Le gazelle sembravano diventate di ghiaccio e le zebre muovevano solo le orecchie.

C’era qualcosa che non andava. Un odore. Un suono. Qualcosa.

Poi, all’improvviso, è successo un inferno. Solo dopo abbiamo scoperto che nelle vicinanze erano passate un paio di iene affamate, per questo l’istinto degli animali era scattato.

In fondo in fondo, gli esseri umani hanno degli istinti, altrettanto altamente raffinati.

I nostri primi antenati dovettero lottare a lungo contro ogni pericolo immaginabile. E quelle lezioni sono codificate nel nostro DNA. Percepiamo minacce e possiamo sentire se qualcosa è sbagliato.

La differenza tra la nostra specie e gli animali selvaggi, però, è che noi umani subiamo troppe influenze esterne che possono sporcare e attenuare tutto.

Un Caso particolare: la settimana scorsa è stata particolarmente dura per chiunque abbia un senso dell’umanità.

Gli atti di terrorismo impauriscono. E sentire di gente assolutamente innocente che se ne va a passeggio in una zona pedonale che viene abbattuta, come birilli al bowling, da un pazzo qualsiasi è assolutamente una cosa che ci far sentire a disagio.

Almeno qui in America Latina, c’è stata una copertura mediatica con notizie a tutta pagina per vari giorni dopo l’attentato, come non vedevamo più dall’11 settembre.

Tutto quel che abbiamo visto era: Terrorismo. Terrorismo. Terrorismo.

Questo atteggiamento aumenta notevolmente l’effetto del fattore paura per qualcosa che è già difficile da digerire. Quindi è facile capire perché continuiamo a sentire gente che dice cose come: “Stiamo vivendo uno dei momenti più pericolosi della storia umana”.

È facile perdere la prospettiva. Ma più o meno siamo nella media.

  • Gli europei del XIII secolo si trovarono ad affrontare una minaccia molto più grande quando si stava avvicinando l’orda dei mongoli.
  • Un secolo dopo affrontarono un destino ancora più terribile quando arrivò la Peste Bubbonica, che in ultima analisi, cancellò dalla faccia della terra circa il 30% della popolazione europea.
  • Anche in tempi più recenti, la minaccia dell’annientamento nucleare tra Oriente e Occidente ha costituito una minaccia costante.

Si, gli atti di terrorismo sono sconvolgenti. Ma nel contesto storico e matematico il pericolo in questo momento è piuttosto basso.

Il Cato Institute recentemente ha pubblicato alcuni dati i quali mostrano che il rischio di morire in un attacco terroristico è di circa uno su 3 milioni.

Parlando in termini statistici, ci sarebbero maggiori possibilità di morire schiacciati da un distributore automatico di caramelle.

Ma nessuno di noi si immagina di chiedere al suo governo di spendere centinaia di milioni di dollari, chi paga le tasse non si può permettersi di spendere tanto, per proteggersi dai distributori automatici di caramelle.

Questo perché nel profondo del nostro intimo noi ci rendiamo conto, percepiamo, che un distributore automatico, non è una vera minaccia.

Ma con il terrorismo i nostri sensi sono stati pesantemente manipolati fino al punto che noi crediamo che la minaccia sia estremamente più grande di quello che tutte le statistiche possono dimostrarci.

La vera ironia della sorte è che la manipolazione funziona in un senso e nell’altro.

Proprio come noi veniamo manipolati fino ad essere terrificati da certi rischi che non costituiscono una vera minaccia statistica, siamo anche manipolati per ignorare certi altri rischi che sono ben più pericolosi.

Prenderei i mercati finanziari come un esempio evidente.

Il mercato azionario negli USA ha toccato dei picchi estremamente alti, con una scala di valutazione che raramente è arrivata a certi livelli degli ultimi 100 anni di rilevamento dati.

I mercati obbligazionari in tutto il mondo non sono mai stati tanto – letteralmente – CARI – .

Per tornare a livelli più in linea con le medie storiche di lungo termine, questi due mercati dovrebbero subire delle forti perdite.

Ma invece di incoraggiare gli investitori a valutare con la propria testa, quali e quanti sono i rischi finanziari che stanno correndo, i media mainstream spesso si scagliano contro chiunque si permetta di fare certe affermazioni e li chiamano “gufi”.

Oppure un altro evidente rischio che corriamo a lungo termine è che finiscano i soldi per pagare le spese della Previdenza Sociale.

Su questo argomento ho scritto spesso e anche chi amministra le spese per la previdenza sociale, incluso il segretario al Tesoro degli Usa, ha dichiarato molto chiaramente nella sua relazione annuale che la maggior parte dei fondi per la previdenza “saranno esauriti nel 2034”.

Eppure la gente viene manipolata in modo che non veda questi rischi, malgrado che gli effetti che essi produrranno siano assolutamente prevedibili ed inevitabili e che ricadranno su quella che è la fonte primaria di redditi da pensione degli americani.

Invece della verità, continuiamo a sentire il solito spossante mantra: “La Previdenza Sociale va bene” malgrado che tutti i sintomi e le prove obiettive dimostrino il contrario.

Ci dicono anche di credere a certi assiomi ridicoli come “Il debito del governo USA non ha importanza” anche se abbiamo più di 20 trilioni di dollari di debiti e se continuiamo a spendere come marinai ubriachi.

Ma no. Gli esperti ci dicono che questo non è un rischio e che non ci riguarda. Si tratta solo dell’Uomo-Nero che vuole ucciderci tutti.

Pensiamo a questo piuttosto:

Gli esseri umani hanno una possibilità su 3 milioni di essere colpiti in un attacco terroristico.

Già esiste oggi il 100% di chance che il Social Security USA finisca i soldi entro il 2034.

Ma solo di uno di questi rischi trova spazio tra le notizie .

Nemmeno a dirlo, se fossero correttamente informate, le persone in realtà potrebbero fare qualche cosa almeno per il secondo punto. Ci sarebbe abbastanza tempo per gente con una intelligenza media per prepararsi.

(Fonte SovereignMan – Simon Black)


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo
che governano con l’inganno.
Non si rendono conto
della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono,
gli inganni non funzionano più.”
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