Tecnologicamente arretrati

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Le società moderne sono in profonda trasformazione (demografia, cultura, modalità relazionali) e le tecnologie, a partire da quelle della comunicazione e dell’informazione (ICT), accelerano il passaggio “storico” dalle società del XX (“industriali”) a quelle del XXI secolo (“digitali”). Le istanze espresse dalla società avanzate sono cambiate: i bisogni di “base” (biologici e fisiologici, di sicurezza, di appartenenza e di stima) sono dati per acquisiti; i “nuovi” bisogni da soddisfare attengono alla dimensione delle esigenze cognitive, estetiche e all’autorealizzazione. L’organizzazione delle istituzioni deve tenere conto dei “nuovi” bisogni: occorre innovare gli obiettivi di sistema e le strutture amministrative attraverso cui gli Stati funzionano, ottimizzando le risorse dedicate al soddisfacimento dei bisogni primari perché i Paesi si strutturino per soddisfare i bisogni “alti”. L’offerta dei servizi moderni per l’amministrazione del Paese deve adeguarsi a nuovi standard attesi di costo, efficienza e qualità, traguardando nuovi modelli di offerta con servizi multi-canale, personalizzati, partecipativi, aggregati, intuitivi e di facile utilizzo. I servizi digitali e l’e-Government sono uno strumento chiave di modernizzazione per raggiungere obiettivi strategici di importanza crescente: semplificare la vita dei cittadini e delle imprese; soddisfare i bisogni delle società avanzate in aree sensibili; facilitare l’innovazione dei sistemi istituzionali e di governo. Nei processi di transizione digitale di successo nel mondo esistono degli elementi ricorrenti: visione strategica e capacità realizzativa; efficace governance centrale; interoperabilità delle piattaforme e sicurezza (cyber security); coinvolgimento del settore privato nell’implementazione; attivazione di nuovi settori economici dalla modernizzazione dei servizi; ingaggio proattivo dei cittadini.

L’Italia dal 2000 promuove iniziative di modernizzazione, ma la transizione digitale è ad oggi largamente incompiuta. Solo il 17% dei cittadini interagisce con la PA via internet (è il 40-50% nei principali Paesi europei); il commercio elettronico è marginale (terz’ultimi in EU-27); i sistemi di pagamento on-line sono poco diffusi: abbiamo un quarto delle transazioni per abitante di Francia e Germania; le infrastrutture avanzate per le comunicazioni sono arretrate: ad esempio le connessioni a 30Mbps raggiungono solo il 14% delle abitazioni contro una media UE-27 del 52%; l’Agenda Digitale Italiana è in ritardo.

L’arretratezza dei servizi frena il sistema-Italia, rende meno efficiente il sistema di governo del Paese; brucia tempo “utile” che recuperato potrebbe valere fino a 40 miliardi di Euro; penalizza la qualità della vita e l’attrattività del Paese; non promuove la trasparenza e la fiducia nelle istituzioni. Gli elementi che frenano la transizione digitale sono: il governo inefficace dei processi e la sovra-burocratizzazione; le scarse competenze tecnologico-operative nelle PA; il divario di infrastrutture e cyber security; gli interessi diffusi a mantenere la situazione attuale e la resistenza alla trasparenza; il mancato ingaggio dei cittadini, anche culturale.

Le società moderne sono sempre più strutturalmente legate alla tecnologie, ormai parte integrante della vita quotidiana. Anche l’Italia è interessata in prima linea da queste dinamiche. Nel 2020 il Paese sarà sostanzialmente diverso da quello attuale e significativamente polarizzato su estremi opposti, anche generazionali: 1 persona su 4 sarà over-65 (oggi è 1 su 5), mente i nativi digitali saranno 1/4 della popolazione. Oltre l’11% dei residenti sarà costituito da stranieri (nel 2010 era il 7%). L’educazione tecnologica migliorerà, anche se rimarrà inferiore ai livelli delle realtà internazionali più avanzate. Un cambio di paradigma nazionale è urgente e potrebbe consentire benefici diffusi: efficienza dell’apparato burocratico-amministrativo; stimolo all’attività produttiva e promozione di nuovi settori economici e filiere industriali; attrattività del sistema Paese verso capitali, talenti e risorse. Un modello di regressione stima un aumento di produttività per l’Italia del 2% a fronte di miglioramento del 10% del sistema dei servizi per l’amministrazione del Paese.

ESEMPI DI SERVIZI ALL’AVANGUARDIA NEL MONDO

Sanità (Singapore). Le informazioni sui pazienti sono integrate e digitalizzate all’interno del sistema sanitario nazionale, con la raccolta e l’aggiornamento in tempo reale ad ogni punto di contatto (medico, ospedale, abitazione) e vi è piena disponibilità ad ogni occorrenza. Recentemente è stato messo a punto un sistema avanzato di telemedicina (TeliHealth) per il monotoraggio, l’assistenza a distanza e la consegna dei medicinali (fatta dall’operatore postale) a domicilio.

Citizen Connect (Singapore). A Singapore nel 2005 è stata avviata l’iniziativa Citizen Connect, che prevede la costituzione di una rete di postazioni internet, a cui i cittadini hanno libero accesso e in cui degli operatori si rendono disponibili a supportare e istruire le persone “inesperte” nelle interazioni elettroniche. Citizen Connect è stata inizialmente promossa tramite un progetto pilota della durata di un anno in cinque postazioni; visto il successo riscontrato, a partire dal 2006 l’iniziativa è stata estesa a 27 centri strategicamente dislocati nei vari punti del territorio.

E-Procurement (Danimarca). Il Portale EasyTrade per le imprese è un’infrastruttura di fatturazione elettronica (e-invoicing) sviluppata dallo Stato danese nel 2007 in partnership con operatori privati. Consente lo scambio di fatture B2G e B2B con forti risparmi di tempo e costi. La piattaforma è open source e open standard.

Servizi doganali e logistici digitali (Corea del Sud). Il sistema delle dogane è stato completamente integrato. Ciò ha permesso di ridurre i tempi delle pratiche di esportazione da 1 giorno a 1,5 minuti e quelle di importazione da 2 giorni a 2,5 minuti, con un risparmio di 2,6 miliardi di Euro per operatori e PA. Le informazioni (big data) rilevate in tempo reale dalle dogane sono utilizzate per formulare le politiche nazionali sul commercio. Il sistema tecnologico viene venduto anche all’estero.

Partecipazione elettorale digitale (Estonia). L’Estonia, 1°Paese al mondo, ha lanciato il voto via internet nel 2005. I votanti “digitali” sono aumentati dall’1,9% nel 2005 al 24,3% nel 2011. L’apertura della possibilità di voto via dispositivi mobili (tablet, smart phone, ecc.) alle ultime elezioni ha ulteriormente aumentato la partecipazione della base elettorale. Il voto elettronico prevede la possibilità di votare nei 7 giorni precedenti le elezioni e la propria scelta è modificabile in via definitiva dal voto cartaceo. Il sistema è integrato e basato sull’identità digitale.

Help corner (Regno Unito). Nel Regno Unito, è stata lanciata un’iniziativa pilota che prevede l’installazione negli uffici postali di chioschi dove i cittadini digitalmente o socialmente esclusi possono accedere ai servizi pubblici aiutati dal personale delle Poste. La sperimentazione è partita a settembre 2012 nell’area di Central London per una durata di 12 settimane; in questo periodo si sono contate 10.000 interazioni, il 14% delle quali sono state effettuate da cittadini che utilizzavano internet per la prima volta. Dato il successo del test, l’implementazione dell’iniziativa su scala nazionale è in fase di valutazione.

Corsi di informatica di base (Corea del Sud). In Corea del Sud è attiva l’iniziativa “Korea IT volunteers”, che si rivolge, con obiettivi strategici differenti, verso l’esterno. Il programma prevede la costituzione di team di volontari, composti da giovani tecnici coreani, che per quattro settimane offrono corsi di informatica di base, nonché di insegnamento della lingua e della cultura coreana, in Paesi partner (Asia, Africa, Europa dell’Est e Paesi CIS). Tra il 2001 e il 2010 circa 3.400 volontari hanno offerto corsi di formazione IT a 100.000 persone residenti in 68 Paesi del mondo. La stima indica che annualmente circa 400 volontari supportano l’apprendimento di 15.000 persone.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+