Talk show o fiction?

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Il Paese è cambiato. I talk show ancora no. Guardate un qualsiasi studio televisivo: da una parte il politico di centrosinistra con giornalista simpatizzante accanto. Dall’altra un berlusconiano con cronista al seguito. Procedono sempre insieme, in simbiosi come l’attinia e il pesce pagliaccio (o, in qualche caso, squalo e pesce pilota).

Ma nessuno sembra essersi accorto di una cosa: non ci sono più maggioranza e opposizione, non esistono più avversari, soltanto alleati. Il grande sogno della politica italiana, il volemose bene diventato regola universale: l’opposizione è abolita. Semplice, geniale, chissà perché non ci si è pensato prima. Però almeno una controindicazione c’è: i talk show.

Già, una volta gli italiani dopo aver passato la giornata a litigare con capi ufficio, mogli e mariti si sedevano stremati davanti alla televisione e con un pizzico di masochismo assistevano all’ennesima lite tra esponenti di centrosinistra e centrodestra. Certo, a volte ti veniva il dubbio che fosse tutta una recita, un po’ come la commedia delle maschere dove bisogna indossare gli abiti di Arlecchino o Brighella. Ma poco importa: in mancanza di una partita di campionato, Champions o perfino promozione, si poteva sfogare il tifo indossando il doppiopetto di Berlusconi o la giacca e cravatta di D’Alema. Un’ora di botte e risposte e potevi cullarti nell’illusione di avere ancora uno straccio di ideale e di appartenenza.

Adesso è tutto finto. Senza quasi che ce ne accorgessimo. Giustizia, ambiente, lavoro. Senti la stessa cosa declinata in dieci modi diversi: come un concerto in cui ogni strumento suona lo stesso spartito, una mostra d’arte dove tutti i pittori ritraggono lo stesso paesaggio. Cambia qualche ombra, una tinta, ma il soggetto è sempre uguale. Insomma, tutti uniti. Un flirt scoppiato ai tempi della legge anticorruzione con i deputati Pdl che facevano scudo per difendere la norma salva-Berlusconi e gli “avversari” del Pd che spiegavano l’utilità della norma (di sicuro per la prescrizione di Filippo Penati). Ma l’outing avviene con il governo Letta. Basta guardare la puntata di Porta a Porta sull’ineleggibilità di Berlusconi. Roba da antologia: se ascolti a occhi chiusi fai fatica a distinguere il rappresentante del Pd da quello del Pdl. E infatti il luciferino Bruno Vespa ha precorso i tempi mettendo tutti dalla stessa parte. Che dire poi delle serate di Omnibus su La7, dove si possono incontrare Fabrizio Cicchitto, David Sassoli e Gianluca Susta di Scelta Civica tutti cinguettanti. “Non commentiamo le sentenze”, questa è la linea. Già, ormai c’è addirittura una linea comune.

E la rabbia, vera o finta che fosse, che una volta gonfiava le vene delle tempie? Sparita, o quasi. C’è un solo obiettivo: il Movimento Cinque Stelle.

Ecco allora il deputato Pd Anna Ascani, che con i suoi 25 anni ti aspetti possa spaccare il mondo da un momento all’altro. Ad Agorà trova davanti Renata Polverini che dopo i casini della Regione Lazio all’estero non comparirebbe più nemmeno alle riunioni di condominio (e invece in Italia è parlamentare). Dai Ascani, facce vede’ chi sei. Invece eccole all’unisono scagliarsi verso il vero nemico: Grillo. Mezz’ora filata di attacchi ad alzo zero contro il grande assente. No, Grillo e i suoi devono andare in televisione. Per pietà, fatevi avanti! Se non per conservare almeno un brandello di opposizione; se non per mettere un argine all’alleanza senza freni che ormai abbraccia partiti, finanza, gerarchie ecclesiastiche e buona parte della stampa; se non per questo almeno per salvare i talk show, per non farci addormentare alle nove di sera con le parole crociate sulle ginocchia. Ma intanto cambiamo i talk show. Non tanto, almeno la disposizione delle poltrone: mettiamole tutte dalla stessa parte. E dall’altra parte… il vuoto.

(Fonte Il Fatto Quotidiano 04 Giugno 2013 – Ferruccio Sansa)


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+