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Libero, quotidiano razzismo di informazione spazzatura

Libero, razzismo e informazione spazzatura

La prima pagina del quotidiano Libero è sempre un incitamento al razzismo, alla xenofobia e semina volutamente allarmi infondati e istigazione all’odio.

Il giornaletto diretto da Vittorio Feltri e da Pietro Senaldi questa mattina titola così: “Dopo la miseria portano le malattie“. Pure Il Tempo non è da meno e titola in un modo simile: “Ecco la malaria degli immigrati“. Continue Reading


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Gli immigrati non salveranno l’Italia

immigrati

“Viene da tempo quasi ossessivamente ripetuto un mantra. L’Italia, si dice, sarebbe un paese in via di progressivo invecchiamento, nel quale un numero sempre più piccolo di persone in età lavorativa dovrà farsi carico di una quantità crescente di anziani in pensione e bisognosi di costose cure sanitarie. Per questo motivo, ogni anno dovremmo importare centinaia di migliaia di uomini e donne dal resto del mondo, possibilmente giovani e ben istruiti. Spetterebbe a queste masse di stranieri il gravoso compito di compensare il collasso demografico determinato dall’affermazione dei valori del femminismo nella nostra società, garantendo con il loro lavoro e i loro contributi la sostenibilità a lungo termine del nostro sistema di welfare. Senza cogliere l’implicito sottile pregiudizio razziale nei confronti di chi arriva, sembriamo desiderare una situazione in cui noi italiani, distrutto lo stato e affossata la famiglia, prendiamo atto del nostro declino e affidiamo ai nostri ospiti il compito di mantenerci al posto dei nostri figli, che abbiamo rinunciato a generare per vivere più comodamente e con meno vincoli. Continue Reading

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Mario Giordano e Maurizio Belpietro sanzionati per articolo sui rom

Belpietro-Giordano

Associazione 21 luglio e Naga presentano un esposto contro Mario Giordano e Maurizio Belpietro per un articolo riferito ai rom. L’Ordine dei giornalisti sanziona entrambi con la censura.

Il Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, riunito nella seduta del 18 aprile 2016 in riferimento alla posizione del direttore di “Libero” Maurizio Belpietro e del giornalista Mario Giordano, ha sanzionato entrambi con la censura, misura disciplinare utilizzata quando un giornalista si rende autore di abusi o mancanze di grave entità. Continue Reading

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Il seme dell’odio genera solo violenza

odio-razziale-Salvini

L’appello di Pietro Suber, vicepresidente Carta di Roma, contro la disinformazione che genera xenofobia.

“L’odio può generare solo violenza! c’era scritto su alcune magliette di migranti che contestavano in questi giorni il leader leghista Matteo Salvini. Gli esempi non mancano, un lungo elenco quotidiano frutto della paura e dell’ignoranza che domina in molta parte del Paese. Uno degli ultimi episodi in provincia di Mantova dove un immigrato africano ha avvicinato (solo avvicinato) una donna e sui social network sono immediatamente comparsi migliaia di commenti. Il più gentile era «questi qua bisogna bruciarli».

Negli ultimi mesi abbiamo assistito al lancio a livello nazionale – e il clima elettorale in vista delle regionali di maggio certamente ha contribuito – di una nuova campagna di odio verso il diverso, immigrato, rom o sinti che sia. Il tutto grazie ad un profluvio di talk e trasmissioni televisive che rilanciano messaggi espliciti: «Questi qua vivono sulle nostre spalle, sono violenti, portano disordine e malattie e rubano il lavoro agli italiani!». Messaggi che vengono accompagnati dall’utilizzo sapiente di trucchi del mestiere: gli immigrati vengono ripresi in atteggiamenti furtivi, spesso da lontano, con una finta candid camera, mentre passeggiano o chiacchierano tra di loro con il sottofondo il più delle volte di una musica da thriller.

In studio gli ospiti prescelti dagli autori delle trasmissioni non fanno altro che alimentare una lettura xenofoba delle vicende, trasformando singoli episodi in paradigmi generali senza offrire allo spettatore dati, cifre, statistiche che consentano di avere una visione generale dei problemi.

Ora è arrivato il momento di reagire, di affermare con forza che l’odio e l’ignoranza non possono far altro che generare altro odio e violenza. Che – solo per fare un esempio – quello che è successo nel maggio del 2008 nel quartiere napoletano di Ponticelli, quando fu messa in atto una sorta di operazione di pulizia etnica ai danni di un gruppo di rom e sinti e il loro accampamento fu dato alle fiamme da un comitato locale di protesta,  potrebbe ripetersi. La scintilla scoppiò dopo che una ragazza rom venne accusata del tentato sequestro di una bambina. All’epoca tutti i media sposarono subito  la tesi del tentato rapimento per poi, solo molti giorni dopo,  fare una invisibile marcia indietro quando si scoprì che all’origine della vicenda c’era una montatura, un pretesto finalizzato a «risolvere una volte per tutte il problema del campo nomadi».

Il seme dell’odio è stato lanciato. Una parte dell’informazione, televisiva e non solo, sta fornendo in maniera consapevole il suo contributo. Inutile dire che i problemi sono tanti e devono essere affrontati rapidamente: il dramma umanitario al largo delle nostre coste è davanti agli occhi di tutti, come pure le carenze sull’accoglienza oppure l’annosa questione sicurezza nelle nostre periferie. Detto ciò l’incitamento all’odio non risolve nulla anzi non fa che amplificare le ingiustizie. La ricerca del nemico ad ogni costo, per avere un utile capro espiatorio sul quale riversare le tante inefficienze e problemi non solo non aiuta a risolverli ma ci allontana irrimediabilmente dalle soluzioni”.
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Contagiati sarete voi

discriminazione-xenofobia

“Prima viene la leggenda delle malattie, elencate come in paurosi racconti ottocenteschi, che precedono i vaccini di Pasteur, la penicillina di Pauling e la produzione di massa degli antibiotici. E fingendo di non sapere che quasi tutte le misteriose infezioni senza cura che per certi periodi hanno terrorizzato il mondo, (dalla “mucca pazza” alla “aviaria”) sono tutte esplose (e per fortuna finite, ma non capite) nella parte industriale e ricca del mondo. Poi c’è la persuasione xenofoba che “vengono qui perché siamo noi a invitarli con l’accoglienza”. Nei giorni in cui a Pozzallo non ci sono celle frigorifere per i 30 morti finora trovati in mare radio e tv radunano esperti. Radio3, la mattina del 1° luglio aveva frai suoi “esperti” un giornalista che ha detto: “Gli sciacalli sono sempre più sciacalli e calcolano la convenienza del trasporto in mezzo al mare, calcolano che c’è l’operazione Mare Nostrum che provvederà a portare tutti in salvo e i viaggi si moltiplicano”.

La frase significa non sapere che non hanno una casa, ignorare cosa succede in Siria, Iraq, Libia, Sud Sudan, nella Repubblica Centrafricana, nel Rwanda, nel Congo, nel Mali, in Etiopia, Eritrea, Somalia, per fare un elenco parziale. Non è ignoranza. È una posizione politica radicata nel molle e disorientato terreno dell’informazione dal tenace governo Berlusconi-Bossi fondato su xenofobia, razzismo, superstizione e invenzione. È la credenza di una setta sorda e cieca ma attivissima (la stessa che, all’inaugurazione del Parlamento europeo, ha voltato le spalle a Beethoven e all’Inno alla Gioia) che pensa all’immigrazione come a un viaggio-premio per scansafatiche che poi diventeranno pericolosi se non li nutri e non gli dai una casa. Ma è la cultura del respingimento, inventata in Italia, da italiani, in questi anni, è un pensiero di indifferenza che si esprimeva nel vecchio e tradizionale “lasciar fare” e si è trasformato adesso in un tranquillo “lasciar morire”.

Sentite. Primo,aiutiamoli a casa loro”. È difficile che una persona mediamente informata possa credere in buona fede che siamo di fronte a popoli che resterebbero a casa, invece di rischiare la morte sul fondo del mare, se gli mandassimo un pacco regalo. Ma la frase circola, ed è quasi una parola d’ordine. Secondo, i diritti (di asilo, accoglienza, ricongiunzione familiare, dello stato di rifugiato) devono essere accertati nei Paesi d’origine di chi intende emigrare. Qui si aggirano tre fantasie. Una è che la burocrazia locale, invece di far scomparire il capo famiglia che vuole emigrare, gli darà carte e riconoscimenti necessari per presentarsi al Consolato a cui chiedere il visto. Un’altra che ci sia un Consolato. Infine, come vuole la Bossi-Fini, approvata senza vergogna a grande maggioranza, bisogna procurarsi il contratto di lavoro prima di partire. Terzo, un’operazione come Mare Nostrum incentiva il viaggio, invita i profughi, aumenta gli sbarchi. La frase è due volte una bestemmia contro l’umanità. Infatti Mare Nostrum non è altro che salvataggio in mare. E la differenza fra gli sbarchi di prima e gli sbarchi di adesso è data dalla differenza fra coloro che prima morivano e coloro che, adesso, non muoiono più.

La superstizione della malattia è di gran lunga la più falsa e ripetuta. Era stato Maroni a inventare le mascherine bianche della polizia, in modo che noi tutti, sani spettatori di razza superiore, percepissimo il rischio del contagio. Infatti la mascherina non era per i morti, ma per giovani vivi e felici di essere vivi che in altri sbarchi, ho visto spinti come bestiame di qua e di là senza ordini e senza luoghi di accoglienza, per poi rinchiuderli in luoghi lerci e con i gabinetti otturati. L’Italia continua ad accettare superstizioni della sottocultura che ha dominato il Paese (troppo fragile l’opposizione, e adesso unita) per vent’anni. Nessuno dei nuovi giovani al governo ha provato pena o solo interesse di fronte alla folla di gente giovane che noi lasciamo nelle chiese e sulle banchine, uomini, donne e bambini di secondo livello. Siamo tutti troppo presi dalla celebrazione del semestre italiano.” Furio Colombo

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