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In Italia una famiglia su tre non ha accesso a internet da casa

“Quasi un terzo delle famiglie non dispone ancora di un accesso a Internet da casa”. Lo comunica l’Istat nel rapporto Cittadini, imprese e Ict anno 2016. A livello europeo, l’Italia si colloca al 19° posto per la diffusione della banda larga con un valore pari al 77%, con un gap di 6 punti percentuali rispetto alla media europea (83%). Le regioni con il minor tasso di diffusione della banda larga tra le famiglie sono Calabria e Sicilia. Continue Reading

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L’85% degli italiani si “cura” su internet

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Secondo quanto rivelato dal report Philips “Future Health Study 2016” condotto su 2 mila pazienti di 13 Paesi tra i 18 e gli 80 anni, l’85% degli italiani cerca risposte mediche sul web, più del 50% parla via Internet col proprio dottore, il 72% preferisce avere consulti online, e circa una persona su due controlla la propria salute tramite un dispositivo. Continue Reading

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Terremoto e false donazioni, arrestato lo sciacallo del web

La Polizia postale ha identificato uno sciacallo sul web. L’uomo aveva indicato un conto corrente per donazioni in favore della ricostruzione post terremoto ma il conto era il suo. A darne notizia è la stessa Polizia di Stato sul suo profilo twitter.

Non pochi avevano abboccato disponendo bonifici che ora non sarà facile recuperare anche se il conto corrente è stato bloccato e sequestrato. Gli scorsi giorni non sono mancati i casi di sciacallaggio “in carne e ossa” ma questo li ha superati tutti. Continue Reading

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Ecco come procurarsi facilmente documenti falsi, denaro e armi sul web

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Dopo gli attentati di Parigi del tredici novembre, vicino ad uno dei cadaveri degli attentatori presso lo Stade de France è stato ritrovato un passaporto Siriano.

Una fotografia dello stesso passaporto è stata scovata dal quotidiano serbo Blic, il quale inoltre afferma che il possessore, Ahmad Almohammad, sarebbe entrato in Serbia dalla Macedonia per poi proseguire il suo viaggio verso il nord.

Quasi contemporaneamente una fonte dei servizi segreti americani della rete Cbs ha affermato che il documento potrebbe essere un falso, dato che “non contiene I corretti numeri per un passaporto siriano legittimo e la fotografia non corrisponde al nome”.

La dichiarazione ha alimentato i sospetti che l’ISIS stia utilizzando i flussi migratori per infiltrare cellule terroristiche in territorio europeo e del resto a semplicità disarmante con cui è possibile ottenere documenti siriani falsi certo non aiuta.

Il 27 novembre tre uomini con passaporto siriano falso sono stati fermati e arrestati dalla Polfer alla stazione  ferroviaria di Ancona. Erano in procinto di salire sul treno  delle 2,45 per Milano quando gli agenti li hanno notati e  controllati.

I passaporti che hanno esibito non hanno convinto  gli occhi dei poliziotti che hanno deciso di approfondire i  controlli all’interno dei propri Uffici. Qui i tre,  inizialmente reticenti, hanno ammesso la falsità dei documenti  precisando di aver acquistato i passaporti in Turchia per una  somma totale di 1000 euro.

“Dai primi riscontri – sostiene la  Polfer Ancona – sembra che i tre stranieri siano introdotti  illegalmente in Italia attraversando la frontiera marittima di  Bari nascosti in un container”. Tutti sono stati arrestati e  questa mattina processati con rito direttissimo, e condannati ad 1 anno di reclusione (pena sospesa). Sono ora in corso le  procedure per la loro espulsione dall’Italia. Dopo i fatti di Parigi gli uomini della Polfer di Ancona hanno intensificato i controlli in ambito ferroviario.

Le zone dove il transito di migranti è più intenso hanno conosciuto un boom del mercato dei documenti contraffatti. Poiché è molto più semplice ottenere asilo o lo status di rifugiato politico con documenti che attestino la fuga da una zona di guerra, molti migranti che non necessariamente si stanno allontanando da una situazione di questo tipo preferiscono munirsi di documenti siriani per “semplificare” il loro viaggio, involontariamente facendo la fortuna dei trafficanti di esseri umani.

La qualità dei documenti è altalenante, variando da copie malfatte con tanto di fotografia incollata con lo stick, a veri documenti siriani a cui sono stati aggiunti dati ed immagine (a quanto pare trafugati ancora vergini in un edificio governativo ad Aleppo), indistinguibili da un passaporto di un vero siriano. Così anche i prezzi variano, ad poche centinaia di dollari a qualche migliaio.
Un reporter olandese in Turchia il 15 novembre è riuscito a farsi stampare un set completo di documenti siriani con la foto del primo ministro del proprio paese, il tutto, a quanto sostiene, senza particolari difficoltà.

Un altro reporter, questa volta del britannico Telegraph, ha sfruttato il gruppo privato dei migranti su facebook Karajat Al Munshuntiteen.

Il controllo degli individui in viaggio verso l’Europa e l’identificazione di possibili terroristi si presentano quindi molto difficili ma la situazione potrebbe essere ancora più complessa.

Il “deep web” è zeppo di individui e organizzazioni disposti a fare quasi qualsiasi cosa per qualche bitcoin. Accedendo al dominio .onion con un browser Mozilla leggermente modificato, o usando un browser Tor si può entrare nel famigerato deep web. Continue Reading

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