Dieselgate Fiat, il governo ha voluto coprire la truffa

Negli Stati Uniti hanno beccato prima la Volkswagen e ora la Fiat. L’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale, accusa il gruppo Fca di aver violato, grazie all’ausilio di un software, le norme sul controllo delle emissioni. Sarebbero 104.000 i veicoli diesel a marchio Chrysler con installati software che, come spiega l’Epa, sono capaci di “influenzare il modo in cui operano i sistemi di controllo di ossidi di azoto (NOx) con il risultato che questi veicoli hanno emissioni di NOx più alte rispetto ai veicoli con sistemi funzionanti correttamente”.

Sulle emissioni delle auto Fca, e sui relativi controlli, avevano già avanzato dei sospetti nei mesi scorsi l’associazione Cittadini per l’aria (che fa parte della rete ambientalista europea Transport & Environment) e gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, dopo l’analisi di un report del ministero dei Trasporti, datato 27 luglio 2016, realizzato proprio in seguito al dieselgate, per indagare sulle emissioni dei veicoli in circolazione in Europa. Continue Reading


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I marchi più potenti e ricchi del mondo nel 2016

Brand Finance Global
Da 10 anni, Brand Finance, società leader di consulenza e valutazione dei brand, analizza migliaia di marchi per realizzare la “Brand Finance Global 500 2016”, la classifica dei principali marchi del mondo ordinati per valore economico di questo importante asset intangibile. I marchi sono anche classificati in relazione alla forza, al ritorno di immagine presso tutti gli stakeholder (consumatori, dipendenti , analisti finanziari, ecc) e al ritorno di business (crescita, margine, quota di mercato ecc).

La mela morsicata della Apple si conferma il marchio di maggior valore al mondo, con un valore pari a US$145,9 miliardi grazie ad un incremento del 14%, seguito da Google (94.184 miliardi) e da Samsung (83.185 miliardi).

Solo nove i marchi italiani presenti in graduatoria: Generali (la prima tricolore al 120mo posto), Eni, Enel, Telecom Italia, Gucci, Fiat, Ferrari, Unicredit e Prada. Precipita il marchio Volkswagen, reduce dallo scandalo delle emissioni, che scende dal 57mo al 18mo posto.

La società di consulenza stila poi anche la classifica dei marchi più “potenti”, quelli con la tripla A: in questo caso a svettare è la Disney, che emerge soprattutto grazie alle acquisizioni di ESPN, Pixar, Muppets, Marvel, Lucasfilm e al grande successo di Star Wars VII “Il risveglio della forza”. Lo scorso anno, Lego aveva strappato la prima posizione a Ferrari soprattutto grazie ritorno di immagine, e di business, di Lego Movie. Terzo L’Oréal, leader mondiale nella bellezza.

Complessivamente i marchi presenti nel rapporto, rispetto al 2016, hanno avuto un incremento di valore pari al 6%. I marchi italiani presenti in classifica perdono complessivamente il 10% in valore, che corrisponde esattamente alla riduzione del 10% del valore dell’euro, dell’ultimo anno nei confronti del dollaro.

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Emissioni truccate: Le Case automobilistiche ingannano i loro clienti

Mind-the-gap

In Europa, secondo i dati dello studio condotto dall’European Federation for Transport and Environment AISBL, più della metà delle nuove auto sono a diesel. Sui 10 milioni di auto diesel vendute complessivamente lo scorso anno, 7,5 milioni sono stati acquistati in Europa. Dal 2009, anno in cui secondo l’accusa Volkswagen iniziò a manipolari i suoi test, sono stati venduti in Europa oltre 40 milioni di auto diesel, un sesto di tutte le auto attualmente in circolazione. La questione delle emissioni truccate non è solo una faccenda che riguarda la Volkswagen ma quasi tutte le marche, da Bmw a Mercedes, da Toyota a Peugeot, passando per Renault.

Nello studio si sottolineano le enormi differenze tra i dati dei test e quelli del mondo reale. Il gap è diventato un abisso: in termini numerici, si è passati da una distanza dell’8% nel 2001 a una del 31% nel 2012, fino ad arrivare al 40% nel 2014. E questo divario, senza lo scandalo Volkswagen, sarebbe arrivato a quasi il 50% entro il 2020. Qualche esempio? L’Audi A8 TDI testata in europa emette ossido di azoto 21.9 volte superiori al dichiarato su strada; la BMW X3 td 9.9 volte tanto, la Opel Zafira Tourer, 9.5 volte tanto, la Citroen C4 Picasso 5.1 volte il dichiarato.

Il trucco dei test sui rulli

I responsabili di questo studio, proprio per fare chiarezza, affermano: “Il nostro rapporto mostra definitivamente che gli attuali sistemi di prova del veicolo non funzionano e che è necessario arrivare a nuovi test, molto più severi e, soprattutto, realistici, sulla strada e non solo nei laboratori”.

Il sistema di test in Europa infatti è molto meno indipendente rispetto a quello degli Stati Uniti, dove il 10-15% dei nuovi modelli è testato e riprovato dalle stesse autorità americane in laboratori propri. In Europa le Case automobilistiche pagano organizzazioni che effettuano test certificati sui banchi e laboratori delle stesse Case automobilistiche. I test sono poi supervisionati dalle autorità di omologazione nazionale, ma le case automobilistiche “negoziano” per il miglior prezzo con le agenzie di certificazione in tutta Europa e pagano direttamente per i loro servizi. Dal risultato del lavoro dell’ingegnere responsabile della prova dipende il rinnovo del prossimo contratto. Un rapporto quantomeno ambiguo quello dunque che si viene a creare.

Così Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente: “Lo scandalo dei test truccati dalla Volkswagen su alcuni suoi motori diesel apre scenari non soltanto economici. L’impatto sulla salute delle emissioni prodotte dai motori diesel è noto e, da tempo, sotto osservazione. Altre case automobilistiche potrebbero aver manipolato i propri test o sottostimato le emissioni dei veicoli, come già riportato da Transport & Environment negli anni scorsi. E se queste manipolazioni, perpetrate nel tempo, interessassero non solo gli Stati Uniti ma anche altri mercati, come l’Europa, dove il numero delle auto diesel vendute negli ultimi anni è nettamente superiore, le ripercussioni sulla salute e sull’ambiente potrebbero essere ben maggiori di quanto stimato finora”.

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