Putin, Trump e Merkel sono i leader più potenti al mondo

Vladimir Putin è la persona più potente al mondo nel 2016 per Forbes. Per il leader del Cremlino si tratta di una conferma, visto che anche nella classifica 2015 del magazine Usa era sullo scalino più alto del podio. Forbes sostiene che Putin “ha esteso l’influenza del suo paese in ogni angolo del mondo, dalla Siria alle elezioni americane”. Continue Reading


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I troll di Vladimir Putin

troll-Putin

Lavoratori assoldati per turni di 12 ore l’uno, lavorano due giorni sì, e due no, per animare il dibattito politico in base a determinate parole chiave che rendano post e articoli più facilmente rintracciabili dai motori di ricerca. Lavoratori con una corposa quantità di profili fake che prestano mani e occhi alla propaganda. A raccontare nel dettaglio il funzionamento di questa macchina è Radio Free Europe/Radio Liberty.

Lavorano in un edificio di quattro piani, negli altri uffici, si produce informazione. Una vera e propria organizzazione, dove operano circa seicento persone, e che ha sede in un palazzo, in via Savushkina 55 di San Pietroburgo, di proprietà di un imprenditore vicino a Putin. Nel reparto si è in 20 e la paga segue la logica della quota di produzione: per raggiungere il totale di 45mila rubli mensili (circa 700 euro), i commenti scritti devono essere 135 per turno. Per il potere questo è ben poco denaro. Per fare un paragone: per la propaganda sui giornali in Russia talvolta vanno via milioni di dollari all’anno. Ogni articolo in un noto giornale russo costa da 10.000 a 30.000 dollari. Nei mezzi di informazione di massa occidentali ancora di più. Un simile articolo costa da 100.000 a 300.000 dollari.

Il gruppo lavora in squadre di tre, perché per garantire una sensazione di maggiore autenticità al dibattito, uno fa il cattivo, mentre gli altri due corrono in difesa delle autorità. Ogni reparto ha un suo compito, ce n’è uno specializzato per Facebook, così come ci sono quelli in lingue diverse, quelli che si infiltrano nei forum delle grandi testate straniere.

L’intento è chiaro. La glorificazione generale di Putin e del suo entourage, la respinta di qualsiasi critica. Il metodo di propaganda da troll è l’offesa, i tentativi di mettere in dubbio la competenza e l’adeguatezza della persona che critica il potere. I blogger concordano con la critica al potere e la portano all’assurdo.

Il blogger Marat Burkhard, che ha svolto servizio per due mesi per il programma “Internet Research” racconta: “Ci davamo 5 parole chiave per i motori di ricerca, da usare in ognuno dei commenti, tipo “esercito russo”, “ministro della difesa”, e non è nemmeno facile includerli in 200 caratteri (minimo) di commento; alcuni non sono neppure declinabili”.

L’obiettivo dei troll russi è quello di far apparire la società lettone, o quella degli altri paesi occidentali, in forte disaccordo con le posizioni dei propri governi, e invece aperta ad un sostegno evidente verso il Cremlino. Un’attività che da un parte mira a dividere la società e dall’altra a immettere nei social network, nei commenti dei portali di informazione e nei blog, informazioni false o distorte, per ingannare e riorientare le convinzioni delle persone che accedo a questi siti. L’esercito di trolls sono solo l’ultima parte della massiccia propaganda che la Russia ha scatenato. Queste strategie su Internet riflettono quello che accade per le strade, dove il governo è accusato di pagare i manifestanti.

Anton Nosik, giornalista, noto operatore di Runet.ru: “Ci sono persone che esprimono in quel modo la loro opinione, che sfogano l’animo, ma ci sono anche quelle che vengono pagate per lasciare commenti di un certo tipo. Individuare i segni di un lavoro di brigata è più facile per il proprietario di un blog, di un forum, di un server (per la monotonia delle repliche, per la loro origine dagli stessi indirizzi). Una persona che svolge tali attività per denaro può utilizzare qualsiasi quantità di identità virtuali, non ci sono limiti”.

Ma la guerra dei troll pagati per plasmare l’opinione pubblica non riguarda solo la Russia, anche in Italia questa “moda” si sta diffondendo velocemente.

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Quanto guadagnano i capi di Stato e di governo nel mondo?

trono

Il nostro presidente della Repubblica guadagna poco meno di 240 mila euro all’anno. Quanto guadagnano invece gli altri capi di Stato? Ecco un breve quadro dei principali Paesi:

– Tony Tan, presidente di Singapore: un milione e mezzo di euro all’anno.

– Barack Obama, presidente degli Stati Uniti: 315 mila euro all’anno.

– Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa: 92.448 euro all’anno.

– David Cameron, primo ministro del Regno Unito: 142 mila sterline, pari a 178 mila euro all’anno.

– Stefan Löfven, premier svedese: 190 mila euro all’anno.

– Francois Hollande, presidente francese: 225 mila euro all’anno.

– Angela Merkel, cancelliera della Germania: 290 mila euro all’anno.

– Mariano Rajoy, premier spagnolo: 80 mila euro all’anno.

– Charles Michel, primo ministro del Belgio: 247 mila euro lordi all’anno.

– Jacob Zuma, presidente del Sudafrica: 237 mila euro all’anno.

Hifikepunye Pohamba, numero uno della Namibia: 110.604 euro all’anno.

Uhuru Kenyatta, presidente del Kenya: 101.904 euro all’anno.

– Ernest Bai Koroma, presidente della Sierra Leone: 760 euro al mese (9.084 all’anno).

– Paul Biya, presidente del Camerun: 200 euro al mese (2.400 euro all’anno).

– Mulatu Thesome, presidente dell’Etiopia: 246 euro al mese (quasi 3 mila all’anno).

– Xi Jinping, presidente della Cina: 228 mila euro all’anno.

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I massoni al potere in Italia e nel mondo

massoneria

Se non sei massone non hai alcuna chance di arrivare al vero potere.

Le “Ur-Lodges”, sono superlogge massoniche sovranazionali che detengono un ferreo controllo sulle dinamiche di potere del mondo attuale e contemporaneo. Insomma, coloro che hanno in mano il destino del mondo. Vantano l’affiliazione di presidenti, banchieri, industriali e da loro dipendono le associazioni paramassoniche tipo la Trilateral Commission o il Bilderberg Group. Tutti i potenti del mondo, se ancora non lo sapete sono iscritti alla massoneria. Nomi e cognomi che trovate nel nuovo libro del Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, Gioele Magaldi.

Il mondo, e l’Italia è governato dalle segretissime Ur-Lodges massoniche, delle quali farebbero parte:

Barack Obama, Angela Merkel, Vladimir Putin, Xi Jinping, Christine Lagarde, Francois Hollande, Wolfgang Schauble, Jean Claude-Trichet, Bill Clinton, Tony Blair, Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Mario Monti, Fabrizio Saccomanni, Pier Carlo Padoan, Massimo D’Alema, Gianfelice Rocca, Domenico Siniscalco, Giuseppe Recchi, Marta Dassù, Corrado Passera, Ignazio Visco, Enrico Tommaso Cucchiani, Alfredo Ambrosetti, Carlo Secchi, Emma Marcegaglia, Matteo Arpe, Vittorio Grilli, Giampaolo Di Paola, Federica Guidi. Berlusconi, invece, avrebbe creato una Ur-Lodge personale, la Loggia del Drago.

“Per far inghiottire simili riforme idiote e antipopolari alla cittadinanza, la devi spaventare come si fa con i bambini. Altrimenti gli italiani, se non fossero stati dei bambinoni deficienti, non avrebbero accolto con le fanfare i tre commissari dissimulati che abbiamo inviato loro in successione: il fratello Mario Monti, il parafratello Enrico Letta, l’aspirante fratello Matteo Renzi”  questo il racconto di un supermassone delle Ur-Lodges dal libro Massoni di Magaldi.

Gioele MagaldiDalla sconfitta del nazifascismo alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, spiega Magaldi, “dall’edificazione dell’Europa unita al crollo del comunismo, dalla globalizzazione al terrorismo islamico e alla crisi dell’eurozona, viene raccontata una feroce battaglia per l’egemonia planetaria. Una guerra spietata per promuovere o affossare la democrazia. Una competizione tra le Ur-Lodges neo-aristocratiche e quelle progressiste. Tutto questo viene per la prima volta esplicato in modo limpido dinanzi all’opinione pubblica italiana e mondiale grazie allo studio e alla ricognizione rigorosa, comparativa e orientata scientificamente, di migliaia di documenti conservati presso gli archivi privati delle più prestigiose e influenti Ur-Lodges del pianeta. Documenti, peraltro, fotocopiati e depositati dagli autori del libro presso alcuni importanti studi legali e notarili di Parigi, Londra e New York'”.

Altri massoni storici: John Locke (1632-1704), Isaac Newton (1642-1727), Jean «John» Theo¬philus Desaguliers (1683-1744), Montesquieu (1689-1755), Voltaire (1694-1778), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Giacomo Casa¬nova (1725-1798), Cagliostro (1743-1795), Cesare Beccaria (1738-1794), Benjamin Franklin (1706-1790), George Washington (1732-1799), Thomas Jefferson (1743-1826), Thomas Paine (1737-1809), Nicolas de Condorcet (1743-1794), Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau (1749-1791), Philippe Egalité (1747-1793), Jacques Brissot (1754-1793), Camille Desmoulins (1760-1794), Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829), Gilbert du Motier de La Fayette (1757-1834), Jacques Laffitte (1767-1844), Francisco de Miranda (1750-1816), Napoleone Bonaparte (1769-1821), nella sua fase filorepubblicana, Rafael del Riego (1784-1823), George Gordon Byron (1788-1824), Alessandro Ypsilanti (1792-1828), José de San Martin (1778-1850), Simón Bolívar (1783-1830), Aleksandr Sergeevic Puskin (1799-1837), Samuel Gridley Howe (1801-1876), William Lloyd Garrison (1805-1879), Ralph Waldo Emerson (1803-1882), Thaddeus Stevens (1792-1868), Charles Sumner (1811-1874), Benjamin Wade (1800-1878), William Cullen Bryant (1794-1878), Carl Schurz (1829-1906), Aleksandr Ivanovic Herzen (1812-1870), Giuseppe Mazzini (1805-1872), John Stuart Mill (1806-1873), Giuseppe Garibaldi (1807-1882), Jules Michelet (1798¬1874), il Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865) della maturità, Louis Blanc (1811-1882), Victor Hugo (1802-1885), Lajos Kossuth (1802-1894), Charles Darwin (1809-1882), José Martí (1853-1895), Lev Nicolàevic Tolstòj (1828-1910), Giosuè Carducci (1835-1907), Max Weber (1864-1920), John Dewey (1859-1952), Leonard Hobhouse (1864-1929), Sigmund Freud (1856-1939), Theodore Roosevelt (1858-1919), Thomas Woodrow Wilson (1856-1924), Eduard Bernstein (1850-1932), George Bernard Shaw (1856-1950), Mustafa Kemal Ataturk (1881-1938), Gerard Swope (1872-1957), John Maynard Keynes (1883-1946), Franklin Delano Roosevelt (1882-1945), Mohandas Karamchand Gandhi detto «il Mahatma» (1869-1948), Aleksandr Fédorovic Kerenskij (1881-1970), George Orwell (1903-1950), Carl Gustav Jung (1875-1961), Albert Einstein (1879-1955), George Marshall (1880-1959), Clement Attlee (1883-1967), Harry Truman (1884-1972), William Beveridge (1879-1963), Charlie Chaplin (1889-1977), Angelo Giuseppe Roncalli divenuto Giovanni XXIII (1881-1963), Antonio de Curtis detto Totò (1898-1967), Martin Luther King (1929-1968), Meuccio Ruini (1877-1970), Federico Caffé (1914-1987), Karl Popper (1902-1994), Altiero Spinelli (1907-1986), Gunnar Myrdal (1898-1987), Paul Feyerabend (1924-1994), Harold Wilson (1916-1995), Thomas Kuhn (1922-1996), Robert William Komer (1922-2000), John Rawls (1921-2002), John Kenneth Galbraith (1908-2006), James Hillman (1926-2011), Arthur Schlesinger Jr. (1917-2007), Giuseppe «Pino» Abramo (1933-2014), Ivan Mosca (1915-2005), Franco Cuomo (1938-2007), Ted Kennedy (1932-2009), Antonio Giolitti (1915- 2010), Michele Raffi (1968-2013), Rosario «Rino» Morbegno (1930-2013), Carlo Maria Martini (1927-2012), Ernest Borgnine (1917-2012), Rita Levi Montalcini (1909-2012), Hugo Chavez (1954-2013), Nelson Mandela (1918-2013), Arnoldo Foà (1916-2014), Gabriel Garda Marquez (1927-2014).

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I più potenti del mondo nel 2014

Classifica-uomini più potenti

Per il secondo anno di fila, il presidente russo Vladimir Putin riesce ad avere la meglio su Barak Obama, conquistando il primo posto nella classifica redatta dalla rivista americana Forbes sugli uomini più potenti al mondo. Queste le motivazioni: “Si è annesso la Crimea, ha scatenato un conflitto in Ucraina, ha le fornti energetiche, ha il nucleare, nessuno può dire che sia debole”.

Per il 2014, resta invariata, rispetto l’anno scorso la Top 5. Al terzo posto Jinping, colui che dovrebbe governare la Cina per i prossimi 10 anni, Papa Francesco si è classificato quarto mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata quinta.

Sono 12 nuovi ingressi: il primo ministro indiano Narendra Modi (15esimo), il fondatore di Alibaba, nonché l’uomo più ricco della Cina Jack Ma (30esimo) e Abu Bakr Al-Baghdadi, colui che si è auto-proclamato califfo dello Stato Islamico (54esimo).

“Al Baghdadi” si legge nelle motivazioni “può sembrare il più debole dei nuovi potenti della nostra classifica, specialmente se si considera la sua probabile aspettativa di vita. Ma in un periodo notevolmente breve, i combattenti dell’Isis hanno conquistato significative parti della Siria orientale dell’Iraq occidentale, hanno attirato l’attenzione del mondo con una serie di barbariche decapitazioni e hanno ottenuto una quantità di denaro non trascurabile”.

L’elenco include 72 personalità mondiali (uno ogni 100 milioni di persone sul pianeta) e prende in considerazione fortuna economica, impatto delle decisioni e area d’influenza. La lista di quest’anno comprende 17 capi di stato, 39 amministratori delegati e 14 imprenditori.

Il più anziano della classifica è il re Abdullah d’Arabia Saudita con 90 anni, mentre i più giovani sono il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (30 anni) e il presidente della Corea del Nord, Kim Jong-un (di 31 anni). In totale, dieci dei 72 sono di età inferiore ai 50. Mario Draghi è il solo italiano presente.

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