L’unione è l’unica forza dei più deboli, la storia di César Chávez

Lavoratore americano di origine messicana, sindacalista e attivista dei diritti civili, César Chávez creò tramite le sue azioni delle condizioni migliori per i lavoratori agricoli. Obama ha tradotto in inglese e fatto suo lo slogan “Si, se puede”, lanciato da Dolores Huerta nel 1972 durante il digiuno di protesta di César Chávez, allora a capo della lotta contadina degli ispanici della California. “Si, se puede” è anche il motto del sindacato fondato da Chavez e Huerta, lo United Farm Workers: “Una volta cominciato, il cambiamento della società non può essere rovesciato. Non puoi disistruire le persone che hanno imparato a leggere. Non puoi umiliare una persona fiera di sé. Non puoi opprimere la gente che non ha più paura”. Continue Reading


Condividi:

La presunzione dell’uomo bianco

Tiziano Terzani espone il grande problema della civiltà  occidentale, la presunzione dell’uomo bianco che crede di essere superiore a tutti gli altri abitanti della Terra. Tratto dal documentario Anam il senza nome.

Tutta la nostra società è fatta per dare spago alla violenza, e allora violenza produce violenza, non c’è niente da fare. Il mondo non è più quello che conoscevamo, le nostre vite sono definitivamente cambiate. Forse questa è l’occasione per pensare diversamente da come abbiamo fatto finora, l’occasione per reinventarci il futuro e non rifare il cammino che ci ha portato all’oggi e potrebbe domani portarci al nulla. Mai come ora la sopravvivenza dell’umanità è stata in gioco. Se alla violenza noi risponderemo con una ancor più terribile violenza, ora a Bruxelles, ieri a Parigi, poi chi sa dove, alla nostra ne seguirà necessariamente una loro ancora più orribile e poi un’altra nostra e così via. Continue Reading

Condividi:
0

No alla violenza

No alla violenza

Ogni 5 minuti, da qualche parte nel mondo, un bambino muore a causa di un atto di violenza. Ciò significa che senza un’azione dei governi, 345 bambini e ragazzi sotto i 20 anni potrebbero morire ogni giorno a causa di violenze. Il rapporto UNICEF “Children in Danger. Act to End Violence against children rileva che la maggior parte dei bambini sono stati uccisi lontano da zone di guerra e che gli abusi fisici, sessuali e psicologici sono diffusi tra milioni di bambini, che non sono al sicuro nelle loro case, scuole o comunità.

Ma quasi 230 milioni di bambini restano intrappolati in zone di conflitto, la maggior parte delle quali dimenticate dai media. Milioni i bambini uccisi mentre erano in classe e mentre dormivano nei loro letti. Quasi la metà delle persone uccise in guerra durante gli anni ’90 erano bambini. Si calcola che nel mondo siano almeno 300.000 i ragazzi al di sotto dei 18 anni attualmente ingaggiati in ostilità. La maggior parte dei bambini soldato ha tra i 15 e i 18 anni. Molti però, vengono reclutati all’età di 10 anni o anche prima.

I ragazzi iracheni con meno di 18 anni, soprattutto con disabilità mentali, vengono usati sempre più spesso dallo Stato Islamico per compiere attacchi suicidi e fare da scudi umani agli edifici presi di mira dagli attacchi aerei statunitensi. Ma l’Isis non è la sola fazione in guerra a violare i trattati internazionali in termini di diritti umani, anche dei minori. Lo stesso vale per l’Esercito Libero Siriano, il gruppo di ribelli considerato tra i più moderati che combatte contro il regime del presidente Bashar al Assad in Siria. Accusati anche loro di violenze nei confronti di giovani donne, vittime di matrimoni forzati, violenze sessuali e schiavismo.

No a tutte le ingiustizie. Ogni bambino ha il diritto di vivere nel migliore dei modi…

NO… alla pedofilia da parte del Clero.
NO… al turismo del sesso.
NO… ai bambini uccisi in Siria.
NO… al traffico di organi.
NO… alle armi libere in USA.
NO… Alle multinazionali pronte a dir si all’obesità infantile.

No a tutti i fenomeni di violenza, compresi quelli fondati su intolleranza di razza, di religione o di genere!

Condividi: