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Nel 2017 uccise 87mila donne, più della metà assassinate da partner o familiari

violenza sulle donne mondo

Copertina del libro “Io sono Una“, prima graphic novel autobiografica della scrittrice e artista inglese Una

Migliaia di donne ogni giorno subiscono violenza. È una vera e propria strage. Nel mondo una donna su tre è vittima di maltrattamenti. Continue Reading


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Stupri, gli immigrati commettono più violenze sessuali?

Stupri, immigrati autori di più violenze sessuali?

È stata un’estate drammatica segnata da un escalation di violenze sessuali sulle donne. La propaganda anti-immigrazione dipinge marocchini, romeni ed egiziani come i principali autori di stupro. Secondo la superficialità razzista lo stupro, reato prima ignorato, sarebbe opera soltanto di immigrati.

Niente di più falso, perché secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, non più del 40% degli stupri commessi in Italia sono attribuibili a stranieri.

Violenza sessuale: in sei casi su dieci lo stupratore è italiano

È vero che gli stranieri in Italia compiono più stupri degli italiani?

Dai dati aggiornati al 2017, forniti dal ministero dell’Interno risulta, che sono in aumento le violenze sessuali che sarebbero state commesse dagli italiani, mentre diminuiscono di poco quelle che vedono responsabili gli stranieri. Se si fa un rapido calcolo il rapporto indica che questi ultimi sono responsabili dei 3/5 degli stupri. Continue Reading

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Appello ai leader del G7: Stop alla povertà

#aprileorecchie

La Coalizione Italiana contro la Povertà si rivolge direttamente ai Leader del G7 per chiedere di “aprire le orecchie” ai problemi che affliggono l’umanità e il pianeta e di adottare politiche concrete per risolverli.

Il 26 e il 27 maggio prossimi, i capi di Stato e di Governo dei Paesi appartenenti al G7 (Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Giappone), insieme all’Unione Europea, si riuniranno a Taormina sotto la Presidenza italiana per discutere delle principali questioni globali. Continue Reading

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Ritira la denuncia: “Mi picchiava ma non era in sé, lo perdono”

La testimonianza, riportata dalla Provincia pavese, è di una giovane madre di 30 anni, resa lunedì nell’aula del tribunale di Pavia durante il processo a carico dell’ex marito nei confronti del quale ha ritirato la denuncia. L’uomo, un 33enne originario di Villaricca, in provincia di Napoli, era imputato per maltrattamenti, sottrazione di minore e lesioni personali. Una testimonianza piena di sensi di colpa. Continue Reading

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Il 2015 anno nero per i diritti umani nel mondo

diritti umani

Il 2015 è stato un anno nero sul fronte del rispetto dei diritti umani nel mondo. Amnesty International, ha presentato il suo rapporto annuale che documenta la situazione dei diritti umani in 160 paesi e territori durante il 2015. Secondo l’ong l’Onu ha fallito nel suo ruolo vitale.

In molte parti del mondo, un notevole numero di rifugiati si è messo in cammino per sfuggire a conflitti e repressione. La tortura e altri maltrattamenti da un lato e la mancata tutela dei diritti sessuali e riproduttivi dall’altro sono stati due grandi fonti di preoccupazione. La sorveglianza da parte dei governi e la cultura dell’impunità hanno continuato a negare a molte persone i loro diritti.

Oltre 122 Stati hanno praticato maltrattamenti o torture, 30 Paesi hanno rimandato illegalmente indietro rifugiati e 19 tra Paesi, governi e gruppi armati hanno commesso crimini e altre violazioni.

Per l’Italia dieci sfide ancora aperte. Dall’immigrazione, alla violenza sulle donne, al sovraffollamento delle carceri, passando per il riconoscimento delle famiglie di persone dello stesso sesso fino all’esportazione delle armi. Amnesty auspica la chiusura degli ultimi quattro ospedali psichiatrici giudiziari ancora operativi nel nostro Paese.

Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International: “Milioni di persone stanno patendo enormi sofferenze nelle mani degli stati e dei gruppi armati, mentre i governi non si vergognano di descrivere la protezione dei diritti umani come una minaccia alla sicurezza, alla legge, all’ordine e ai valori nazionali, la protezione internazionale dei diritti umani rischia di essere compromessa da interessi egoistici nazionali di corto respiro e dell’adozione di misure draconiane di sicurezza che hanno portato a un assalto complessivo ai diritti e alle libertà fondamentali”.

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