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Il piromane è un terrorista criminale

piromane, terrorista criminale

L’Italia brucia. La gran parte degli incendi italiani sono dolosi (quando si vuole deliberatamente provocare un danno, spesso spinti da motivazioni economiche o dalla ricerca di profitto), o colposi (ovvero attribuibili all’incuria e alla leggerezza, come quando si gettano sigarette da un’auto in marcia o si da’ fuoco a terreni per ripulirli ed eliminare residui vegetali). L’incendio raramente è un fatto naturale, nasce pertanto dalla volontà efferata di distruzione e di speculazione. Il piromane non è pazzo, è un criminale terrorista.

A bruciare l’Italia sono pensionati, operai, disoccupati, imprenditori, impiegati, artigiani, agricoltori, pastori, lavoratori per ditte boschive e per i fuochi pirotecnici. Persone “normali” e perfettamente integrate nella società ma che spesso, dietro il gesto criminale nascondono ben altri interessi: ritorsioni contro la repressione per reati di abusivismo edilizio, bracconaggio, disputa dei territori di caccia o rivolti contro la presenza di un’area protetta. Oppure semplicemente per atto vandalico. A bruciare l’Italia sono i criminali piromani. Una razza di merda figlia della politica, del business e del clientelismo.

Quando si arresta un piromane deve rimanere in carcere. Deve marcire in carcere ed essere colpito anche sul piano più economico: risarcimento dei danni, sequestro dei conti correnti e confisca dei beni. Questi criminali stanno distruggendo il patrimonio naturale di centinaia di anni: la nostra bellezza.

Cominciamo a non chiamarli più “piromani”, ma criminali delle fiamme, incendiari, terroristi.

Quanto tempo occorrerà per rimboscare, per ripristinare l’ habitat naturale, per tentare di ricostituire un patrimonio di per sé irriproducibile?

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Ecco perchè in Italia non abbiamo ancora avuto attentati terroristici

attentati terroristici in Italia

L’Italia, contrariamente agli altri paesi europei, negli ultimi anni non ha subìto attacchi terroristici di massa legati al radicalismo musulmano. Un articolo di The Guardian analizza le possibili cause: l’abilità e l’esperienza acquisita da polizia e intelligence italiane negli anni di lotta a terrorismo e mafie, certo. Ma anche il fatto che in Italia non è presente un’ampia popolazione di immigrati di seconda generazione, dotati di cittadinanza e passibili di radicalizzarsi. Né enormi periferie di tipo parigino, territori difficili da controllare. I soggetti a rischio di terrorismo sono meno, per lo più non italiani, e quindi più facili da tenere sotto sorveglianza. Un articolo che spinge a riflettere sulla direzione che vogliamo prendere e sulle sue potenziali conseguenze. Continue Reading

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Jihadisti e bombardieri americani, qual è la differenza?

Mosul ovest morti

Sono 439 i civili finora morti sotto i bombardamenti americani impegnati in un’offensiva per strappare all’Isis la parte ovest di Mosul. Un massacro che non indigna l’Occidente dei due pesi e due misure, attento a piangere i propri morti dimenticando quelli che provoca.

“Pochi giorni prima che Khalid Masood, probabilmente un mezzo squilibrato su cui però l’Isis, come sempre fa, ha messo il cappello di “soldato del Califfato”, uccideva quattro persone sul ponte di Westminster, i bombardieri americani, in un sol colpo, ne avevano fatti fuori 200, quasi tutti civili, a Mosul ovest (la notizia è trapelata in ritardo, è stata rivelata dalla Tv curdo-irachena Rudaw e quasi ignorata dai giornali occidentali). Continue Reading

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