0

Il terrorismo e la politica della paura

terrorismo e paura

C’è qualcosa che ho sempre trovato affascinante nel guardare gli animali in natura. Hanno gli istinti più incredibili e sono il frutto di innumerevoli generazioni di sopravvivenza che hanno vissuto contro minacce costanti.

Gli animali hanno un forte senso del pericolo. Percepiscono immediatamente quando c’è qualcosa che non va bene e reagiscono senza esitazioni.

Ne ho visto un esempio incredibile l’anno scorso, mentre visitavo una riserva di fauna selvatica in Zimbabwe. Era un tardo pomeriggio di una calda giornata estiva ed i miei amici e io stavamo aspettando gli animali in un bunker di osservazione nascosto sul bordo di una pozzanghera d’acqua.

Gli animali cominciarono ad arrivare, una specie alla volta, per rinfrescarsi prima che scendesse la notte. Prima gli elefanti. Poi i rinoceronti, le zebre, le giraffe e poi i babbuini. Era una cosa giocosa; Tutti gli animali sembravano godersi l’acqua, quando, all’improvviso, tutto tacque. Le gazelle sembravano diventate di ghiaccio e le zebre muovevano solo le orecchie. Continue Reading


Condividi:
1

Nasciamo senza portare

Nasciamo senza portare

Luca Russo, il 22enne di Bassano del Grappa, è uno dei tre italiani morti a Barcellona. Solo un mese prima dell’attentato in Spagna, scriveva su Facebook questo pensiero riguardo alla morte: un vero e proprio inno alla vita.

Oggi la consueta Poesia della domenica è dedica alle 14 vittime, alle 120 rimaste ferite e a tutte le persone di ogni nazionalità e colore che giornalmente rimangono coinvolte, innocentemente, in questa guerra senza senso.

Nasciamo senza portare
nulla, moriamo senza poter
portare nulla, ed in mezzo,
nell’eterno che si
ricongiunge nel breve
battito delle
ciglia, litighiamo per
possedere qualcosa.

N.Nur-ad-Din

Condividi:
1

Il piromane è un terrorista criminale

piromane, terrorista criminale

L’Italia brucia. La gran parte degli incendi italiani sono dolosi (quando si vuole deliberatamente provocare un danno, spesso spinti da motivazioni economiche o dalla ricerca di profitto), o colposi (ovvero attribuibili all’incuria e alla leggerezza, come quando si gettano sigarette da un’auto in marcia o si da’ fuoco a terreni per ripulirli ed eliminare residui vegetali). L’incendio raramente è un fatto naturale, nasce pertanto dalla volontà efferata di distruzione e di speculazione. Il piromane non è pazzo, è un criminale terrorista.

A bruciare l’Italia sono pensionati, operai, disoccupati, imprenditori, impiegati, artigiani, agricoltori, pastori, lavoratori per ditte boschive e per i fuochi pirotecnici. Persone “normali” e perfettamente integrate nella società ma che spesso, dietro il gesto criminale nascondono ben altri interessi: ritorsioni contro la repressione per reati di abusivismo edilizio, bracconaggio, disputa dei territori di caccia o rivolti contro la presenza di un’area protetta. Oppure semplicemente per atto vandalico. A bruciare l’Italia sono i criminali piromani. Una razza di merda figlia della politica, del business e del clientelismo.

Quando si arresta un piromane deve rimanere in carcere. Deve marcire in carcere ed essere colpito anche sul piano più economico: risarcimento dei danni, sequestro dei conti correnti e confisca dei beni. Questi criminali stanno distruggendo il patrimonio naturale di centinaia di anni: la nostra bellezza.

Cominciamo a non chiamarli più “piromani”, ma criminali delle fiamme, incendiari, terroristi.

Quanto tempo occorrerà per rimboscare, per ripristinare l’ habitat naturale, per tentare di ricostituire un patrimonio di per sé irriproducibile?

Condividi:

Ecco perchè in Italia non abbiamo ancora avuto attentati terroristici

attentati terroristici in Italia

L’Italia, contrariamente agli altri paesi europei, negli ultimi anni non ha subìto attacchi terroristici di massa legati al radicalismo musulmano. Un articolo di The Guardian analizza le possibili cause: l’abilità e l’esperienza acquisita da polizia e intelligence italiane negli anni di lotta a terrorismo e mafie, certo. Ma anche il fatto che in Italia non è presente un’ampia popolazione di immigrati di seconda generazione, dotati di cittadinanza e passibili di radicalizzarsi. Né enormi periferie di tipo parigino, territori difficili da controllare. I soggetti a rischio di terrorismo sono meno, per lo più non italiani, e quindi più facili da tenere sotto sorveglianza. Un articolo che spinge a riflettere sulla direzione che vogliamo prendere e sulle sue potenziali conseguenze. Continue Reading

Condividi: