In Italia interventi antisismici solo dopo un terremoto grave

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“Purtroppo in Italia si costruisce bene, con criteri antisismici, solo dopo un terremoto grave. La prova è Norcia. Lì dopo il terremoto del 1979 si è proceduto con interventi antisismici sugli edifici e i danni provocati dal sisma sono quasi irrilevanti. Eppure l’area colpita oggi dal grave sisma è una zona in cui la Terra si sta come “lacerando”, un’area che è nota per essere ad alto rischio sismico. Quando nel 2003 è stata pubblicata la Mappa del rischio sismico in Italia, bisognava intervenire con lavori di prevenzione sugli edifici nelle zone più vulnerabili, ma non in tutte le zone è stato fatto. Invece le maggiori vittime il terremoto le provoca proprio con i crolli di case ed edifici. Il terremoto che ha colpito l’Italia centrale ricade in una zona già inserita nella mappa sismica italiana. Questa zona appenninica era già stata classificata come ad alta pericolosità sismica. Bisogna fare grande attenzione nelle prossime ore e giorni perché in queste zone spesso avvengono forti “scosse a coppie”, cioè si ripete una seconda scossa forte nella stessa zona e uguale alla prima. A fronte di questo alto rischio, non bisogna entrare negli edifici che sono rimasti in piedi oggi prima di un attento controllo di tecnici e esperti della Protezione Civile. Nel terremoto dell’Emilia Romagna si ebbe, a distanza di pochi giorni, una forte scossa uguale alla prima e molte vittime si ebbero proprio a causa della seconda perché molte persone entrarono negli edifici ancora in piedi, senza preventivi controlli sulle strutture”. Enzo Boschi, sismologo ed ex presidente dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), intervistato dall’AdnKronos


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Profughi nelle tendopoli, alberghi agli sfollati

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“Avviso per chi la continua a menare con i 35 euro degli immigrati: farvi fare la terza media è costato alla collettività 63.900 euro, sempre che non vi abbiano bocciato perché allora siete costati altri 8.500 euro all’anno. Fanno circa 38 euro per ogni giorno di scuola, li rivorremmo indietro”. Pierpaolo Ascari

Paragonare la situazione degli sfollati con quella dei migranti chiedendo che negli hotel nei quali sono ospitati i profughi vadano gli abitanti delle zone terremotate che sono rimasti senza casa, oppure che i 35 euro che spettano agli immigrati (che poi 32,5 euro se li “mangiano” gli italiani) vangano dati ai terremotati è un immensa stronzata coglionista! L’unica cosa che dobbiamo fare è aiutare, non dividere, tutti coloro che hanno bisogno.

“A nessun amatriciano sentirete dire che bisogna cacciare gli immigrati dagli alberghi per metterci i terremotati. Primo perché per chi ha vissuto un dramma così, la solidarietà è un sentimento molto forte. E uno che scappa dalla guerra lo senti un po’ un tuo simile. Secondo, perché a Amatrice era ospitato un gruppo di richiedenti asilo, a cui tutti si erano affezionati. E perché l’altra notte erano anche loro a scavare, e perché anche qualcuno di loro sta sotto le macerie. Quindi grazie lo stesso, e accoglienza per tutti quelli che ne hanno bisogno, senza noi e loro”. Francesca Spada, ragazza di Amatrice rimasta senza casa

P.s. che non fa notizia: Diversi immigrati stanno rinunciando al “poket money” (la loro somma garantita di 2,5 euro al giorno) per fare una donazione agli sfollati di Accumoli, Amatrice e Pescara del Tronto. Continue Reading

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Cosa fare in caso di terremoto

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Cosa fare in caso di scosse di terremoto? Ecco il vademecum stilato dalla Croce Rossa Italiana con una serie di consigli da seguire prima, durante e dopo un terremoto.

Se ci si trova in un luogo chiuso:

  • Cercare riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante o sotto una trave che può proteggere da eventuali crolli. Altrimenti occorre ripararsi sotto un tavolo perchè è pericoloso stare vicino a mobili, oggetti e vetri che potrebbero cadere”.
  • Non precipitarsi verso le scale o l’ascensore perchè talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore potrebbe bloccarsi. Utile tenere una cassetta di primo soccorso e assicurarsi che ogni componente della famiglia sappia dov’è riposta.

Se ci si trova in un luogo aperto:

  • Allontanarsi da costruzioni e linee elettriche, stare lontano da impianti industriali.
  • Tenersi a distanza dai margini dei laghi e delle spiagge marine perchè si possono verificare onde di tsunami.
  • Raggiungere le aree di attesa individuate dal piano d’emergenza comunale.
  • Evitare di usare il telefono e l’automobile perchè è necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi. Se si è in auto, non bisogna sostare in prossimità di ponti, terreni franosi o spiagge.

>> Per sostenere le popolazioni colpite dal devastante terremoto del 24 agosto, che nella notte ha devastato il Centro Italia, la Croce Rossa Italiana ha attivato una raccolta fondi dedicata. È possibile donare attraverso l’IBAN:

IT40F0623003204000030631681 utilizzando la causale “Terremoto Centro Italia”

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