Le applicazioni più usate dagli italiani

applicazioni più usate

Sono 27 milioni gli italiani, su 37,5 milioni connessi alla rete, che hanno usato almeno un’applicazione per navigare, con una crescita del 19% rispetto a gennaio 2015, ciò significa che le app sono fondamentali per la crescita di internet in Italia.

L’app più amata è WhatsApp con 18,4 milioni di utenti sempre più inclini a sostituire gli SMS con l’instant messaging (+19% durante gli ultimi 12 mesi). Al secondo posto i servizi di Google, apprezzate da 15,5 milioni di persone.

Tra i servizi di messaggistica si conferma un’affezione ancora alta per Skype, proprietà di Microsoft, che cresce del 17%, conquistando 5,3 milioni di persone. In forte ascesa (+12%) anche l’app di Facebook, scelta da 14,2 milioni di utenti. Sempre più apprezzata Instagram con una crescita del 200%, Twitter del 110% e Facebook dell’80%.

L’app più usata per gli acquisti è quella di Amazon, scelta da 4 milioni di persone (+37%). La sorpresa è sicuramente Libero.it, portale scelto da 3,2 milioni di italiani con un’impennata secca del 43% su base annua.


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Le app di messaggistica più difficili da spiare

encrypted chat

Dopo lo scandalo della Nsa sono nate le chat criptate: utilizzano un sistema end to end che non conserva i messaggi scambiati fra gli utenti. L’ideale per chi deve o vuole nascondersi.

È probabile che le chat criptate vengano usate per attività illecite ma è anche vero che molti utenti le utilizzano per parlare con amici o colleghi perché sono stufi di essere spiati ingiustamente dalle varie organizzazioni oppure perchè non sono liberi di esprimersi a causa delle varie censure.

L’Electronic Frontier Foundation (EFF), un’organizzazione no-profit che difende le libertà civili nel mondo digitale, ha stilato una classifica delle app di messaggistica più difficili da spiare, in base a sette requisiti, che vanno dalla crittografia in tutte le fasi della comunicazione fino alla possibilità di verificare con chi si sta comunicando.

SECURE MESSAGING SCORECARD1. I dati vengono criptati in transit?
2. I dati vengono criptati in modo tale che il service provider non possa leggerli?
3. È possibile identificare la vera identità dei contatti?
4. Il provider mette in pratica quello che è conosciuto come perfect forward secrecy, in italiano “segretezza in avanti” (il che significa che le crypto-chiavi sono temporanee e una chiave rubata non decritterà le comunicazioni esistenti)?
5. Il codice del service provider è open-source e disponibile ad un’analisi pubblica?
6. Le procedure di implementazione crittografiche ed i processi sono documentati?
7. È stato sottoposto ad un audit indipendente negli ultimi 12 mesi?

Oltre a Telegram e Signal, a soddisfare tutti i requisiti ci sono altre chat come CryptoCat, Silent Phone, RedPhone e TextSecure. App come BlackBerry Messenger, Skype o WhatsApp ne soddisfano al massimo due.

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