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L’Italia chiamò

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro questo stabilisce l’articolo 1 della Costituzione, legge fondamentale dello Stato italiano; proprio nella mancata applicazione di questo principio si possono trovare le cause del declino dello stesso.

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In Italia crolla il salario, tutta colpa del Jobs Act

crollo salario

Secondo i dati sul costo del lavoro diffusi dal rapporto Eurostat la retribuzione oraria in Italia nel primo trimestre 2016 è diminuita dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2015, segnando l’unico calo in Europa per un grande Paese.

Stando al calcolo di Eurostat il salario orario nell’Ue a 28 è aumentato in media dell’1,7% con differenze significative nei vari Paese e con cali solo in Italia (-1,5%) e a Cipro (-0,3%). Gli aumenti salariali più consistenti si registrano nei Paesi dell’Est (+10,4% in Romania, +7,6% in Bulgaria), paesi nei quali però il costo del lavoro orario complessivo è molto più basso della media (nel 2015 4,1 euro l’ora in Bulgaria, 5 in Romania a fronte dei 25 euro medi in Ue e 43,1 euro in Danimarca). Continue Reading

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È più economico comprare un robot che assumere un dipendente

robots working mcdonalds

“Non vorrei vi fosse sfuggita la notizia:  il capo supremo della nota multinazionale McDonald,  Steve Easterbrook, ha dichiarato : “La ditta avrà sempre un importante elemento umano”. Con ciò ha smentito l’ex capo supremo della  medesima McDo, Ed Rensi.  Poiché in Usa si sta discutendo di alzare il salario minimo obbligatorio a 15 dollari l’ora,  Rensi ha ritenuto bene gettarsi nella polemica con un ragionamento matematico: “Il salario minimo di 15 dollari all’ora, si traduce in 30mila dollari all’anno per un lavoratore a tempo pieno; è più economico comprare un braccio robotico a 35mila dollari piuttosto che assumere un dipendente che per 15 dollari all’ora è inefficiente nell’impacchettare le patatine”.  Ha aggiunto che alzare il salario minimo è “inflazionario”. Continue Reading

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Il Robin Hood degli imprenditori, si taglia lo stipendio per aumentarlo ai suoi dipendenti

Dan Price

Vivere felici senza soldi è davvero possibile? Come si fa a rinunciare a ricchezza, beni materiali o al proprio lavoro?

Dan Price, amministratore delegato di “Gravity Payments“, azienda leader nello Stato di Washington per servizi legati ai pagamenti con carte di credito e trasferimento di denaro, negli Stati Uniti è uno dei personaggi simbolo di una scelta di vita controcorrente: ha aumentato il salario minimo dei suoi 120 dipendenti a 70 mila dollari, abbassando il suo di quasi 1 milione. “Ho venduto tutte le mie azioni, due proprietà, inclusa la mia casa (1,2 milioni di dollari) per versare 3 milioni nelle casse dell’azienda. Perché dovremmo trascorrere la vita a pagare per una casa in cui non abbiamo mai tempo di vivere, dato che siamo sempre al lavoro?”, ecco la domanda principale che ha spinto Dan al cambiamento. Continue Reading

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Giovani italiani sempre più poveri

povertà Italia

Secondo uno studio condotto da DataGiovani, elaborato su un campione di circa 355mila unità sul primo semestre del 2012, lo stipendio dei giovani italiani under 30 al primo impiego si attesta in media a 848 euro. Rispetto a quanto accade in Italia, nel resto d’Europa la situazione sembra più favorevole per i giovani lavoratori.  Lo ha dimostrato il “Guardian”, incrociando i dati del Luxembourg Income Study sui redditi internazionali. Il quotidiano inglese si è concentrato su Australia, Italia, Spagna, Usa, Francia, Germania, Canada e Regno Unito.

Incrociando i dati dell’Eurostat e quelli dell’Organizzazione per la cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE), un’analisi di JobPricing per Il Sole 24 Ore ha evidenziato che i dipendenti italiani tra i 25 e i 34 anni di aziende private percepiscono uno dei salari di ingresso tra i più bassi d’Europa  (23.586 euro lordi all’anno, pari a 1.312 euro netti su 13 mensilità) e che oltretutto viene eroso in gran parte dal fisco.

La curva delle retribuzioni viaggia a ritmo rallentato, facendo sì che i “picchi di carriera” italiani si raggiungano a 55 anni. Nel resto d’Europa 15 anni prima, sfociando in un divario tra stipendi under 30 che si allarga fino a 10mila-15mila euro. Lo stipendio annuo di un professionista italiano è inferiore a quello percepito da uno svizzero  (48.100 euro), 1,5 volte in meno di uno svedese (36.200 euro), circa 1,4 volte in meno di un belga (34.300 euro), 1,2 volte in meno di un danese (29.700 euro) e di un olandese (29.400 euro).

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