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A che servono i complotti?

piramide-del-potere

A) UNA LUNGA PREMESSA GEOPOLITICA

E’ opportuno inquadrare i fatti di cui ci accingiamo a parlare nella strategia geopolitica americana, recentemente definita da Demostenes Floros “caos controllato”1. Occorre premettere che le teorie complottiste che vogliono tutti gli eventi che si succedono drammaticamente nei paesi non occidentali come rispondenti ad un’unica centrale americana siano poco convincenti. E’ innegabile che però operatori di intelligence e ONG americane o anglosassoni si attivino quantomeno come “facilitatori” di eventi destabilizzanti nei confronti di avversari, concorrenti – e alleati scomodi. E’ difficile credere che l’intelligence americana abbia attivato e gestito artificialmente un processo travagliato e complesso come le rivolte arabe: ad esempio, per eliminare un Mubarak o un Ben Ali (impopolari in patria) salvaguardando però la stabilità di paesi amici una congiura di palazzo sarebbe stata preferibile. E’ comunque chiaro che il fine ultimo della destabilizzazione del mondo arabo per impedirvi la penetrazione russa e cinese presupponga al contrario un lavoro carsico molto più complesso che si è trovato ad includere anche la rimozione dei regimi laici a vantaggio saudita (e qatarino). E’ utile sottolineare che nessuno dei movimenti gihadisti gemmati da Al Qaeda dopo le rivolte sembri sin ora costituire un pericolo concreto per Israele (sono anche di frequente avversari tanto di Hamas quanto del nazionalismo laico e socialista palestinese). Anche questo non significa automaticamente che l’intelligence israeliana manipoli gli eventi ma può senz’altro suggerire spunti di riflessione. Continue Reading

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Vasco Rossi ancora nel mirino del Fisco

L’Agenzia delle entrate sta lavorando ad un indagine su Vasco Rossi,precisamente  su le sue società la Giamaica srl e la Area srl. In dicembre è stata comunicata alle società del cantante una prima serie di presunte imperfezioni di minore entità . Da lì ,secondo quanto appreso dall’Espresso ,sono partiti ulteriori approfondimenti.In pratica tramite le sue società Vasco Rossi avrebbe evaso imposte per alcuni milioni di euro.Se le ipotesi verranno confermate dall’ Agenzia, Vasco nel 2008  il reddito imponibile sarebbe stato quantificato in 10,3 milioni,quasi il doppio dei 5,8 milioni dichiarati. Ora si sta esaminando anche il 2007. Già nel 2010 il Komandante era finito nel mirino della finanza per la questione dello yacht intestato alla sua società Giamaica all’epoca ormeggiato a Sanremo. “Ho sempre pagato le tasse sia da povero che da ricco”, spiegava, dichiarando di aver intestato tutto alle sue società per “limitare eventuali ritorsioni contro la mia persona fisica”. Partendo dallo yacht ,quindi, nei mesi passati gli ispettori si sono concentrati sulla’ impero di Vasco. Il Vasco imprenditore è uno che punta sul mattone e sulle belle case. La Giamaica srl risulta intestataria della casa di famiglia a Zocca , ma anche di svariate proprietà a Bologna e Ferrara. Possiede, anche immobili in Francia e la villa di Los Angeles dove ha anche uno studio di registrazione.L’attenzione della Finanza si è rivolta però soprattutto al business delle sue società . La questione riguarda gli introiti dei tour che il cantautore ha effettuato in questi anni in Italia. Stando agli approfondimenti , sembrerebbe che Vasco , avesse un contratto di lavoro con la sua società Giamaica srl ,che gli avrebbe garantito solo una quota molto ridotta del cachet originario. L’ipotesi e dunque che il cantante abbia potuto in questo modo abbattere il proprio imponibile fiscale.


Staremo a vedere ….Buon Bih Jolokia, un po’ caro mi sa’ caro Vasco Rossi….

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