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Pierre Rabhi: “L’agroecologia salverà il pianeta dalla catastrofe”

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La società umana può ancora modificare i suoi stili di vita e i paradigmi economici dominanti orientando il suo destino verso l’edificazione di un mondo migliore? Può ancora dare il diritto a ogni individuo di nutrirsi, vestirsi, curarsi, avere una dignitosa dimora e un’istruzione? Può cambiare rotta recuperando il suo atavico equilibrio con la natura, rispettando i delicati ecosistemi? Continue Reading


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Allarme Onu: Il 2016 sarà l’anno più caldo della storia

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“Un altro anno. Un altro record. Le elevate temperature che abbiamo visto nel 2015 sono sulla buona strada per essere battute nel 2016″, ha affermato il segretario generale Petteri Taalas della World Meteorological Organization (WMO) in un rapporto diffuso a margine della Cop22 in corso a Marrakech, “il calore extra di un potente el Nino è scomparso. Il calore dal riscaldamento globale continuerà”. È quindi molto probabile “che il 2016 sarà l’anno più caldo mai registrato, con temperature globali anche più alte di quelle record del 2015”. Infatti “i dati preliminari mostrano che la temperatura globale del 2016 è approssimativamente 1,2 gradi sopra i livelli pre industriali“. Continue Reading

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L’Antropocene, l’era geologica causata dall’attività dell’uomo

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Gli scienziati hanno annunciato che siamo entrati in una nuova era: l’Antropocene.

L’era geologica, appena catalogata da 34 scienziati provenienti da tutto il mondo, deve il suo nome al decisivo impatto causato dell’uomo sulla vita del Pianeta Terra, che ha visto mutare i propri cicli e i propri connotati millenari (Antropos in greco vuol dire “uomo”). Ciò significa che le conseguenze chimiche, urbane, nucleari dei nostri stili di vita rimarranno incise negli archivi geologici del pianeta per migliaia di anni. Continue Reading

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Allarme clima: La Terra è calda e continua a scaldarsi

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Il 2015 è stato l’anno più caldo di sempre per la Terra, anche grazie a un intenso El Nino che ha amplificato i trend di riscaldamento globale di lungo periodo. A dirlo è il rapporto State of the Climate in 2015 pubblicato dall’American Meteorological Society e curato dal National Centers for Environmental Information (Noaa), cui hanno contribuito oltre 450 scienziati di 62 Paesi di tutto il mondo. Continue Reading

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Lettera delle associazioni ambientaliste e della green economy a Matteo Renzi

riscaldamento-globale

Le principali associazioni ambientaliste del Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club, Comitato Si alle Energie Rinnovabili No al Nucleare e WWF, insieme al coordinamento di associazioni e imprenditori dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, chiedono al nuovo Governo Renzi, di rappresentare l’Italia, nell’UE, con un impegno forte sugli obiettivi 2030 in materia di politiche per il clima.

Illustre Presidente,

le scriviamo all’indomani del suo insediamento a capo del Governo per evidenziare il rilievo e l’urgenza degli impegni che attendono il nostro Paese, già nelle prossime settimane, in materia di contrasto ai cambiamenti climatici. Come saprà è in corso nell’UE un processo di definizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030. Il riscaldamento globale è un’emergenza conclamata e sulla quale la comunità scientifica internazionale esprime moniti univoci, indicando con precisione le sfide che ci attendono per salvare il Pianeta e scongiurare un futuro in cui gli eventi metereologici estremi crescano in intensità e frequenza. Il libro bianco “Clima-Energia 2030”, appena adottato dalla Commissione, mostra purtroppo una preoccupante timidezza, in aperta antitesi con gli stessi impegni già assunti dall’Europa per contribuire a contenere il riscaldamento globale sotto la soglia critica dei 2°C. Il prossimo 20-21 marzo il Consiglio europeo si riunirà per decidere sui target europei al 2030 in materia di clima ed energia; prima di allora, il 3 e il 4 marzo, sarà la volta dei ministri per l’Ambiente e di quelli con competenze in materia di Energia, anche qui per discutere il futuro dell’Unione nella sfida ai cambiamenti climatici. Saranno, questi, passaggi decisivi per scegliere la strada giusta per l’UE. L’Italia, con il precedente esecutivo, ha già espresso il suo impegno (insieme a Germania, Francia, Danimarca e altri quattro stati) in favore della definizione di tre target ambiziosi e vincolanti per il contenimento delle emissioni di gas serra e lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Questi ultimi due settori sono essenziali e imprescindibili se si vuole agire efficacemente. Alle fonti rinnovabili dobbiamo quasi la metà della riduzione delle emissioni conseguita sin qui con il pacchetto 20-20-20; riguardo all’efficienza, recenti rapporti tecnici, di parte industriale ne mostrano i benefici economici, ambientali e occupazionali, confermando analisi già effettuate dal mondo ambientalista. Si tratta peraltro di settori in cui il nostro Paese ha le potenzialità per esprimersi in termini di primato, specie se accompagnato da politiche tese a fare sistema. Gentile Presidente, le chiediamo di confermare l’indirizzo sin qui espresso dall’Italia e di fare ancora di più, impegnando il nostro Paese a sostegno di tre target vincolanti (emissioni, rinnovabili ed efficienza) per la salvaguardia del clima. Il recente indirizzo del Parlamento europeo, che ha sconfessato la Commissione, costituisce il livello minimo di ambizione da cui partire per costruire un accordo. Il Parlamento ha votato per tre target vincolanti al 2030:

  • riduzione del 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990;
  • produzione di almeno il 30% del consumo finale complessivo di energia da fonti rinnovabili;
  • incremento dell’efficienza energetica del 40%.

Questi obiettivi, secondo il Parlamento, “devono essere obbligatori, e messi in atto sulla base di singoli obiettivi nazionali, tenendo conto della situazione e del potenziale di ogni Stato membro”. Noi riteniamo che per raggiungere la de-carbonizzazione entro il 2050, come dichiarato più volte dai Capi di Stato e di Governo del Consiglio Europeo, sia necessario andare oltre, ma riconosciamo al Parlamento Europeo il merito di aver ristabilito i termini minimi del confronto. Auspichiamo che la volontà di radicale innovazione da Lei più volte indicata come tratto essenziale del suo impegno di Governo, possa trovare traduzione concreta anche in politiche ambiziose per la salvaguardia del clima e lo sviluppo di un sistema energetico sostenibile. La ringraziamo per l’attenzione e auspichiamo questa nostra possa essere l’inizio di un proficuo confronto; rimaniamo a Sua disposizione per ogni chiarimento.

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