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L’energia geotermica in Italia

energia geotermica

Quella geotermica è una forma di energia che trova origine dal calore della terra. Da qui il calore si propaga fino alle rocce prossime alla superficie, dove può essere sfruttato essenzialmente in due modi diversi. Per temperature superiori ai 150 °C si definisce alta entalpia, attraverso la quale è possibile produrre energia elettrica tramite una turbina a vapore (centrale geotermoelettrica).  

La geotermia italiana ad alta entalpia, tra la mancanza di una normativa chiara e le proteste dei tanti comitati del No alla geotermia“, prima contrari agli impianti geotermici tradizionali, ora spesso anche a quelli binari, continua a ristagnare.

Mentre tutte le altre fonti rinnovabili galoppavano, dal 2010, quando il settore, prima monopolio Enel, fu liberalizzato, al 2016 la produzione annuale da questa fonte in Italia è passata solo da 5 a 5,9 TWh. Continue Reading


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L’economia circolare in quattordici punti

Il passaggio dall’attuale organizzazione dell’economia, che è un’economia lineare, ad un’economia circolare è una necessità ambientale ed economica che deve essere implementata con estrema urgenza. Niente più guerre per il petrolio, l’acqua o altre risorse del sottosuolo. Ora la battaglia è sulla qualità della vita.

L’economia circolare sarà in grado di creare in Europa un beneficio netto di 1.8 trilioni di euro entro il 2030, traducendosi in un incremento del Pil dell’11% entro il 2030 (rispetto al 4% nel percorso di sviluppo attuale), e permettendo una riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 48% entro il 2030 rispetto ai livelli attuali e dell’83% entro il 2050.

Pubblichiamo il miniglossario a cura di Antonio Castagna, formatore manageriale e coach, autore di numerosi libri. L’economia circolare e i suoi benefici in quattordici punti, una nuova idea di sviluppo che concilia le antiche regole del buonsenso mutuate dal mondo naturale alle più moderne tecnologie.  Continue Reading

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Energia alternativa: Il biocarburante ricavato dalle alghe

Impianto-produzione-alghe

Ultimamente, le alghe sono diventate abbastanza di moda. Questo non è ovviamente da attribuire (solo) ai ristoranti giapponesi, ma a tanti piccoli progetti di ricerca (spesso dimostrativi) che si stanno sviluppando nel mondo. Negli Stati Uniti sono nate aziende che fanno delle alghe un vero business, con il commercio di biocarburanti, oli per la pelle, creme e alimenti. Sono state costruite piccole centrali per produrre biocarburanti sui cavalcavia delle autostrade. Perfino a Expo i più attenti hanno trovato un esempio di tali strutture.

Ma cosa fa delle alghe una prospettiva interessante per il genere umano? La risposta sta nei biocarburanti di origine algale. Continue Reading

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300 anni di petrolio in 300 secondi


Il racconto animato è disegnato da Monstrodesign, narrato da Richard Heinberg e prodotto da postcarbon.org

I combustibili fossili hanno alimentato la crescita umana e l’ingegno per secoli. Ma le riserve di petrolio sono vicine all’esaurimento. Il picco petrolifero del petrolio “leggero”, più economicamente estraibile, è stato già raggiunto nel 2005. Per il petrolio “pesante”, le cui riserve sono più in profondità nel sottosuolo, il picco sarà raggiunto in questi anni, facendo ulteriormente lievitare i prezzi. Le nuove tecniche “non convenzionali”, così come le perforazioni in acque profonde, comportano costi elevati e crescenti per estrarre il greggio residuo. Rinnovabili, efficienza energetica e difesa del suolo si prospettano come i campi più importanti nei quali investire per salvaguardare il futuro del Paese.

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9,11 miliardi di Euro i sussidi italiani alle fonti fossili

TOP 10 DELLE BANCHE CHE INVESTONO SUL CARBONE

TOP 10 DELLE BANCHE CHE INVESTONO SUL CARBONE

In questi ultimi dieci anni sono state proposte, in Europa, più di 50 nuove centrali elettriche a carbone. Investire in una tecnologia obsoleta di un impianto a carbone, con i danni ambientali e alla salute che ne derivano è una follia, è ora di guardare al futuro, investendo sulle rinnovabili che garantiscono un futuro più luminoso e salutare per noi e per i nostri figli.

Le 50 nuove centrali elettriche a carbone

Le 50 nuove centrali elettriche a carbone proposte

In un Pianeta dove le emissioni di CO2 continuano a crescere (+ 20% dal 2000) con effetti ambientali e sociali che si rivelano sempre più drammatici, cambiare modello energetico per ridurre il consumo di petrolio, carbone, gas è una assoluta priorità. Eppure l’utilizzo di fonti fossili, che sono la principale causa dei cambiamenti climatici, continua a ricevere assurdi sussidi che invece dovrebbero andare alle fonti pulite e efficienti. Secondo l’International Energy Agency nel 2012 i sussidi alle fonti fossili nel Mondo sono arrivati a 630 miliardi dollari, in crescita rispetto agli scorsi anni, erano 523 nel 2011 e 412 nel 2010.

L’abolizione di questi sussidi permetterebbe di ridurre le emissioni di CO2 di 750 milioni di tonnellate, ovvero il 5,8% al 2020, contribuendo al raggiungimento della metà dell’obiettivo climatico necessario a contenere l’aumento di temperatura globale di 2°C. Sono queste le ragioni alla base di campagne come quella portata avanti da 350.org, con la campagna “End Fossil Subsidies”, o di quella “Stop Coal Finance” che si propone di convincere banche e grandi investitori a concentrare i loro sforzi economici su progetti sostenibili, fatti di rinnovabili, efficienza e risparmio energetico. Secondo il Rapporto Green Growth Studies Energy, dell’OCSE, la dipendenza dai combustibili fossili del sistema energetico mondiale ha prodotto l’84% delle emissioni di gas a effetto serra.

Uno studio, sempre dell’OCSE, ha provato a ricostruire la situazione a livello internazionale, con una prima stima approssimativa e incompleta nei diversi Paesi del mondo. L’immagine descrive i Paesi del mondo dove il peso dei sussidi è più rilevante.

SUSSIDI alle FONTI FOSSILI

Un impegno a ridurre drasticamente il sostegno economico alle fonti fossili fu preso ufficialmente al G20 di Pittsburgh “encourage wasteful consumption, distort markets, impede investment in clean energy sources and undermine efforts to deal with climate change”. Ma da allora nulla è mai avvenuto. Inoltre, mentre da più parti si sentono accuse contro il peso degli incentivi alle fonti pulite è incredibile quanto pesino in confronto i sussidi alle fonti rinnovabili: per le fonti pulite 88 miliardi, per quelle inquinanti 630 miliardi di dollari.

E’ la stessa Agenzia internazionale dell’energia a sottolineare i motivi per cui i Paesi dovrebbero tagliare i sussidi per le fonti fossili:
– Crea una distorsione dei mercati e crea ostacoli agli investimenti nelle energie pulite
– Svuota i bilanci statali a favore degli importatori
– Aumenta le emissioni di CO2 e aggrava l’inquinamento locale
– Incoraggia lo spreco energetico
– Accelera il declino delle esportazioni
– Minaccia la sicurezza energetica con aumento delle importazioni
– Incoraggia il contrabbando di carburante
– Scoraggia gli investimenti nelle infrastrutture energetiche
– Sproporzionatamente a vantaggio della classe media e ricca
– Diminuisce la richiesta totale di energia in risposta ai prezzi elevati

Sussidi pubblici alle fonti fossili nei principali Paesi del Mondo nel 2010
Stati Uniti 15.087,32
Germania 10.376,07
Australia 7.356,31
Regno Unito 5.646,42
Spagna 3.547,18
Francia 3.463,56
Svezia 3.335,47
Belgio 2.286,43
Italia 2.051,60
Canada 2.025,82
Norvegia 953,07
Olanda 471,67
Giappone 416,09
Nuova Zelanda 40,82
Totale 62.683,19

La situazione italiana. Secondo i dati dell’OCSE l’Italia nel 2010 ha sostenuto il settore energetico fossile con oltre 2 miliardi di dollari americani, ovvero 1,6 miliardi di Euro. E’ una stima largamente per difetto, ma almeno è un primo conteggio delle diverse forme di sostegno, come esenzioni al pagamento di tasse, riduzione dei costi dell’energia, sussidi e finanziamento alle imprese sia pubbliche che private. Governo e Parlamento in vista delle prossime elezioni dovranno fare chiarezza su questa situazione inaccettabile, che produce inquinamento locale e globale, impatti sulla salute delle persone. Nel documento di Strategia Energetica Nazionale presentato dal Governo Monti a Ottobre il tema dei sussidi alle fonti fossili, semplicemente, non esiste! Eppure l’insieme di questi sussidi è un macigno sulla possibilità di innovare il sistema energetico italiano, di ridurre emissioni di CO2 e inquinamento, e di creare benefici per famiglie e imprese.

Per un Paese importatore di fonti fossili come l’Italia (l’ 80,5% di combustibili rispetto al fabbisogno energetico nazionale) è ancora più assurdo che esistano ancora sussidi di questo tipo, che creano dipendenza nei settori industriali e di domanda, con conseguenze anche economiche enormi (62 miliardi di Euro di bolletta energetica nel 2011). Secondo “L’impact assessment” svolto dalla Commissione Europea nel 2007 nell’ambito degli studi che hanno portato alla definizione del c.d. “Pacchetto Clima-Energia” mediante l’implementazione delle misure di sostegno alle rinnovabili si otterrebbe una riduzione del 13% dell’inquinamento in atmosfera. Inoltre alle emissioni inquinanti NOx, SO2 e PM 2,5 sono riconducibili oltre 19 mila casi di morte, il raggiungimento degli obiettivi UE consentirebbe una riduzione dei decessi e dei costi sanitari compresi tra 12 e 26 miliardi di Euro annui. Insomma l’Italia ha tutto l’interesse a fermare i sussidi e a puntare su efficienza energetica e fonti rinnovabili. Per punti, eccoli i più rilevanti sussidi alle fonti fossili in Italia.

Una stima più credibile è che complessivamente nel 2011 i principali sussidi diretti sono stati pari a 4,52 miliardi di Euro distribuiti ad autotrasportatori, centrali da fonti fossili e imprese energivore, mentre quelli indiretti sono pari a 4,59 miliardi di Euro tra finanziamenti per nuove strade e autostrade, sconti e regali per le trivellazioni, per un totale di 9,11 miliardi di Euro. Legambiente chiede che in Italia siano aboliti tutti i sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili.

IMPRESE EUROPEE CHE INVESTONO NEL CARBONE

IMPRESE EUROPEE CHE INVESTONO NEL CARBONE


Con tutta l’energia possibile. Petrolio, nucleare, rinnovabili: i problemi e il futuro delle diverse fonti energetiche. Dal petrolio al nucleare, dal carbone al sole, dal gas naturale al vento, dai biocombustibili all’idrogeno, dall’acqua alla geotermia. Dalla penna del “guru” italiano dell’energia un libro che spiega tutti gli elementi essenziali, i problemi, le potenzialità di ciascuna delle fonti di energia di cui il mondo dispone e fa “piazza pulita” degli errori più comuni commessi da chi parla di energia. Con un linguaggio semplice e avvincente che non va a scapito del rigore scientifico, Leonardo Maugeri illustra i dilemmi che gravano sulla maggiore sfida del nostro secolo: superare la dipendenza dalle fonti fossili la cui combustione è causa di sofferenze per la Terra.

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