Benvenuti nell’Antropocene, l’era della bomba atomica

Siamo entrati in una nuova epoca geologica, l’Antropocene. La sua caratteristica è l’impatto dell’umanità sull’ambiente globale. Quali sono i limiti fisici da non superare se vogliamo evitare il collasso degli ecosistemi e del clima? Come raggiungere consapevolezza della sfida epocale che abbiamo di fronte? Le soluzioni ci sono, dalle energie rinnovabili alla diminuzione dei rifiuti, ma ogni giorno che perdiamo rende la strada più difficile e i rischi più elevati. Dobbiamo agire, per la qualità di vita nostra e dei nostri figli e nipoti. Il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, presiede la Società meteorologica italiana, racconta l’Antropocene e il ruolo che gioca l’uomo nel rischio distruzione della biodiversità della Terra. Negli ultimi vent’anni Luca Mercalli ha testimoniato e spiegato la crisi climatica ed energetica in oltre mille conferenze per il grande pubblico e in diversi seminari per la scuola e l’università.  Continue Reading


Condividi:

Energia pulita dai pannolini usati

dai pannolini usati energia pulita

L’energia elettrica in futuro potrebbe arrivare dai pannolini e pannoloni usati. In Giappone la SFD Recycle System è convinta che i pannolini usati siano una nuova fonte di energia alternativa. 

I pannolini usa e getta sono una vera e propria bomba ecologica. Ogni giorno in Italia, secondo l’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana), vengono utilizzati almeno 6 milioni di pannolini usa e getta e, nell’intero anno, arrivano in discarica circa due miliardi di pannolini. In Gran Bretagna la cifra arriva a toccare i 3 miliardi l’anno, mentre negli Stati Uniti i 16 miliardi. Continue Reading

Condividi:
3

Discarica Italia

immondizia Italia

In Italia le discariche costituiscono ancora la via principale per smaltire i rifiuti, modalità che alimenta affari illeciti e impedisce lo sviluppo di un ciclo virtuoso fondato su riciclaggio e prevenzione oltre ad essere una pericolosa fonte di inquinamento per la salute dei territori, delle persone. Continue Reading

Condividi:
0

Spiagge usate come discariche

rifiuti spiagge

Si chiama Beach Litter l’indagine condotta da Legambiente, nell’ambito della campagna Spiagge e Fondali puliti, su cattive abitudini, depurazione insufficiente e spiagge usate come discariche nei nostri litorali. Monitorate 54 spiagge nel Mediterraneo, di cui 29 in Italia e 25 negli altri Paesi costieri. Nei litorali italiani i rifiuti di plastica, come bottiglie, tappi e polistirolo costituiscono l’80% (65% lo scorso anno), invece nelle altre spiagge si attestano al 52%.

Le 29 spiagge italiane monitorate sono situate nei comuni di Ortona, Pisticci (Mt), Policoro (Mt), Pozzuoli (Na), Pontecagnano (Sa), Eboli (Sa), Trieste, Anzio (Rm), Fiumicino (Rm), Genova, San Benedetto del Tronto (Ap), Fermo, Porto Sant’Elpidio (Ap), Ancona, Polignano a Mare (Ba), Brindisi, Ginosa (Ta), Trappeto (Pa), Pachino (Sr), Noto (Sr), Portopalo di Capopassero (Sr), Ragusa, Vittoria (Rg), Pisa, Orbetello (Gr), Eraclea (Ve). A queste si aggiungono le 29 spiagge che si affacciano sul Mediterraneo, monitorate dalle associazioni che aderiscono a Clean-up the Med: l’Algeria, la Croazia, la Grecia, la Spagna, la Turchia, la Tunisia, per un’area di 87.200 mq dove sono stati trovati 8147 rifiuti spiaggiati, in particolare 14 rifiuti ogni 100 mq. L’indagine ha preso in considerazione anche il campionamento effettuato in Portogallo.

A guidare la top ten dei rifiuti integri trovati sui 29 litorali italiani ci sono le bottiglie di plastica per bevande (10,3%), tappi e coperchi di plastica e metallo (6,9%), nasse, reti, strumenti da pesca e cassette per il pesce (6,5%). I mozziconi di sigaretta conquistano, invece, il quarto posto con il 5,4%, il residuo di circa 60 pacchetti di sigarette. In quinta posizione troviamo i rifiuti da mancata depurazione (4,9%) come cotton fioc, assorbenti, preservativi, blister, deodoranti da wc. Ci sono poi stoviglie usa e getta di plastica (4,8%), materiali da costruzione (4%), flaconi di detergenti (3,8%), bottiglie di vetro (3,3%) e sacchetti di patatine e stecchetti di leccalecca e gelati (1,9%) che chiudono la classifica. Uno sguardo particolare lo merita la massiccia presenza rifiuti da mancata depurazione che se da un lato sono la diretta conseguenza della scorretta abitudine di “smaltire” questi rifiuti gettandoli nel wc; dall’altra parte sono anche un grave segnale dell’inefficienza dei sistemi depurativi che non riescono a filtrare neanche oggetti di una certa grandezza. Non è un caso, infatti, che l’83% di questi rifiuti sono stati trovati nelle spiagge che sono distanti meno di 1 km dalla foce di un corso d’acqua o molto prossime a scarichi o fossi. E il problema non stenta a diminuire: rispetto allo scorso anno la presenza di questi rifiuti è aumentata del 5%.

A guidare la top ten dei rifiuti rinvenuti sui litorali del Mediterraneo, è sempre la plastica seppur in percentuale minore rispetto all’Italia: il 52,1% contro l’80% italiano. In particolare le prime in classifica sono le bottiglie di plastica (12,5%), a seguire tappi e coperchi sia di plastica sia di metallo (8,6%), shopper di plastica (7,3%), mozziconi di sigarette (5,5%), rifiuti da pesca (3,8%), bottiglie di vetro (3%), lattine di alluminio (2,4%), piccole buste di plastica per alimenti (2%), contenitori di plastica (1,9%) e per finire siringhe (1,6%). Nella beach litter del Mediterraneo tra i rifiuti spiaggiati c’è da segnalare due nuove entrare rispetto alla classifica italiana: gli shopper in plastica (7,3%) che occupano il terzo posto della classifica e il ritrovamento di siringhe, la cui percentuale si attesta all’1,6%. La presenza degli shopper è stato poco osservato in Italia, forse per via della messa al bando dei tradizionali sacchetti di plastica, un divieto che invece non vige negli altri Paesi.

Guarda la Story Map dei rifiuti spiaggiati

Condividi:
1

Parla il pentito Vassallo: “Così ho avvelenato la Campania”

terra-dei-fuochi

Un racconto incredibile quello del pentito Gaetano Vassallo nell’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano:In quelle zone non si può fare niente. Io parlo dell’area dove smaltivamo io e Chianese. È impossibile bonificare“.

Il ministro dei rifiuti dei Casalesi, il responsabile degli scarichi tossici agli ordini di Bidognetti, Cicciotto ’e mezzanotte, il capo assoluto del clan, oggi rinchiuso al 41 bis.

Il protagonista di quei traffici illeciti confessa il disastro di una terra che ha trasformato intere zone della Campania in pattumiera del Paese. Da metà anni 80 al 2005, vent’anni di veleni tossici disseminati ovunque e di gestione criminale del ciclo dei rifiuti urbani e industriali.

Vassallo è il grande accusatore di Nicola Cosentino, l’ex sottosegretario all’Economia di Forza Italia, finito sotto processo per camorra, e di Luigi Cesaro, deputato di Forza Italia, destinatario di una misura cautelare, annullata dal Riesame. 

Precisazione e rettifica

L’articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano riporta i dati identificativi del Dr. Angelo Bruscino, Dr. Santo Bruscino (detto Dino), Dr. Pasquale Bruscino e del Dr. Mario Bruscino, in proprio e nella qualità di soci e/o rappresentanti legali delle società (tra cui la società Ambiente S.p.A. e la Ecologia Bruscino S.r.l.) del Gruppo Bruscino facenti capo alla Green Energy Holding S.r.l. associati.

Veniamo informati dai legali dei Bruscino che per suddetto articolo è in corso un giudizio per diffamazione avanti al Tribunale di Roma, dato che le vicende giudiziarie si sono concluse da tempo senza alcun coinvolgimento degli interessati menzionati.

Tali informazioni risalenti, inesatte e non aggiornate, possono aver arrecato danni alla onorabilità degli interessati e all’immagine e reputazione commerciale delle società del gruppo Bruscino, viceversa noto nel comparto della raccolta dei rifiuti per i servizi di eccellenza, la tutela del territorio e la lotta per la legalità.

Prendiamo inoltre atto di non aver chiarito ai lettori che i Sigg.ri Bruscino sono estranei da oltre venti anni alle cronache giudiziarie riportate, essendo stati dichiarati dalla Magistratura estranei ad ogni illecito fin dal 1993.

I Sigg.ri Bruscino, quanto tutte le loro aziende ed attività, non hanno assolutamente mai avuto a che fare con alcuno dei soggetti, con le attività illecite e con i fenomeni criminosi riferiti negli articoli pubblicati.

Condividi: