“Bastardi islamici”, lo sciacallo Belpietro querelato!

Libero-Belpietro-bastardi islamici

Questo il titolo in prima pagina, dopo la strage di Parigi, di Libero, quotidiano diretto da Maurizio Belpietro: “Bastardi islamici”.

Maso Notarianni, giornalista e blogger de il Fatto Quotidiano, ed organizzatore del presidio milanese di solidarietà alla Francia, ha sporto denuncia contro quella prima pagina. Che Belpietro butti benzina sul fuoco in un momento così tragico e delicato è pericoloso, oltre che schifoso, ingiusto e criminale.

La denuncia querela è stata fatta sulla base dell’articolo 403 del codice penale “Chiunque pubblicamente offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di chi la professa, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. Si applica la multa da euro 2.000 a euro 6.000 a chi offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di un ministro del culto” e della legge 205 del 1993, la legge Mancino, che disciplina le norme sulla discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Ecco l’immagine dell’atto di querela

P.s. Mondo alla Rovescia difende tutte le libertà fondamentali dell’uomo, in particolar modo la libertà di religione. Ma non lo sciacallaggio mediatico puro e gratuito!!!




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I Non Credenti credono in Dio

resurrezione-Pasqua

“A volte mi sono domandato, ma un ateo, crede nell’esistenza di Dio? E un ragionamento fatto con una chiacchierata, mi ha portato la risposta: sì. E vi spiego il perché.

Terminologie e spiegazioni nel prologo:

Dio = non è il Dio biblico, ma Dio in senso generale del termine, ovvero “Colui che ha creato il Tutto” . Non ha una forma specifica, non si sa se sia un’entità, una persona fisica o un’anima. È semplicemente quel “coso” ( ecco, non c’è termine migliore ) che ha creato tutto ciò che vediamo.

Credente = i Non Credenti parlano del Credente raccogliendo, nel termine: cristiani cattolici, musulmani, indù, protestanti, testimoni di geova, buddhisti ( e qui sono ignoranti perché il Buddha non è un Dio ), e anche chi non segue alcuna religione ma crede in un Dio.

Ateo = generalizzando come prima, includerò nel termine tutti i tipi di atei, dagli agnostici, ai gnostici e vari, e quindi definendoli  “non credente nell’esistenza di un Dio”  e quindi lo chiamerò Non Credente

Premessa: io sono ignostico.

Il Credente crede che Dio ha creato tutto. Ok. Punto.

E il Non Credente? Spesso questi dice che Dio non esiste e che non crede in Dio.

Un giorno domandai a un Non Credente: “Tu sostieni che Dio non esiste, e quindi, per te, come si è formato l’ Universo?! Chi o cosa lo ha creato?”

Risposta: “Il Big Bang”.

Oh. Big Bang. La Grande Esplosione. Una teoria che nasce guarda caso grande alle splendide idee di un prete cattolico, Georges Edouard Lemaître, nel lontano 1927….

Ritornando alle definizioni, abbiamo: 

Il Non Credente sostiene la teoria del Big Bang

Dio = Colui che ha creato il Tutto

Big Bang = è quel qualcosa che ha creato il Tutto

indi per cui, abbiamo che

i Non Credenti credono in Dio

Divertente no?

Mi spiegate perché quando l’ho scritto ad un ateo, questo si è incazzato e mi ha dato contro? Mi spiegate perché quando l’ho scritto e spiegato ad una pagina Atea che attacca le religioni, questi mi hanno deriso, insultato e persino dato del cattobigotto ( quando di cattolico ho solo il nome, il battesimo, la comunione e la cresima, fatti forzatamente come tutti)?

A questo punto mi chiedo, ma gli Atei, non hanno loro stesso un DOGMA e ne sono anch’essi schiavi senza rendersene conto? Premetto che per un breve periodo sono stato Ateo, poi son passato all’ ignosticismo. Che, come diceva Puffo Quattrocchi, “che è meglio!!” Daniele L.

Buona Pasqua a tutti i lettori del Blog augurandovi che nel Cristo Risorto possiate trovare la luce per il vostro cammino……

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Uccidere in nome di chi?

religioni

“La religione autentica è fonte di pace e non di violenza! Uccidere in nome di Dio è un grande sacrilegio! Discriminare in nome di Dio è inumano. Quando in nome di un’ideologia, si vuole estromettere Dio dalla società  si finisce per adorare degli idoli, e ben presto l’uomo smarrisce se stesso, la sua dignità è calpestata, i suoi diritti violati. Voi sapete bene a quali brutalità può condurre la privazione della libertà di coscienza e della libertà religiosa, e come da tale ferita si generi una umanità radicalmente impoverita, perché priva di speranza e di riferimenti ideali.

I cambiamenti avvenuti a partire dagli anni ’90 del secolo scorso hanno avuto come positivo effetto anche quello di creare le condizioni per una effettiva libertà di religione. Ciò ha permesso a tutti di offrire, anche a partire dalla propria convinzione religiosa, un positivo contributo alla ricostruzione morale prima che economica del Paese.

Non possiamo non riconoscere come l’intolleranza verso chi ha convinzioni religiose diverse dalle proprie sia un nemico molto insidioso, che oggi purtroppo si va manifestando in diverse regioni del mondo. Come credenti, dobbiamo essere particolarmente vigilanti affinché la religiosità e l’etica che viviamo con convinzione e che testimoniamo con passione si esprimano sempre in atteggiamenti degni di quel mistero che intendono onorare, rifiutando con decisione come non vere, perché non degne né di Dio né dell’uomo, tutte quelle forme che rappresentano un uso distorto della religione.

Vedere in ogni uomo e ogni donna, anche in quanti non appartengono alla propria tradizione religiosa, non dei rivali, meno ancora dei nemici, bensì dei fratelli e delle sorelle, perché chi è sicuro delle proprie convinzioni non ha bisogno di imporsi, di esercitare pressioni sull’altro: sa che la verità ha una propria forza di irradiazione. Tutti dipendiamo gli uni dagli altri, siamo affidati gli uni alle cure degli altri. Ogni tradizione religiosa, dal proprio interno, deve riuscire a dare conto dell’esistenza dell’altro.

Ogni volta che l’adesione alla propria tradizione religiosa fa germogliare un servizio più convinto, più generoso, più disinteressato all’intera società, vi è autentico esercizio e sviluppo della libertà religiosa. Questa appare allora non solo come uno spazio di autonomia legittimamente rivendicato, ma come una potenzialità che arricchisce la famiglia umana con il suo progressivo esercizio. Più si è a servizio degli altri e più si è liberi!

C’è un principio chiaro: non si può dialogare se non si parte dalla propria identità, sarebbe un dialogo fantasma! Ognuno di noi ha la propria identità, camminiamo insieme senza fare finta di averne un’altra, questo sarebbe relativismo, sarebbe ipocrisia. Ci accomuna la vita, la buona volontà di fare il bene ai fratelli e ciascuno offre all’altro la testimonianza della propria identità…..Sembra una partita di calcio, i cattolici da una parte, tutti gli altri dall’altra”…è l’ora di passare dalla tolleranza alla fratellanza”. Papa Francesco nel discorso ai leader religiosi all’università cattolica Nostra Signora del buon consiglio di Tirana (21/09/2014)

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