Beppe Caschetto, il manager più potente della televisione italiana

Beppe Caschetto, il manager più potente della tv

Giuseppe Beppe Caschetto, classe 1957, ex funzionario della Regione Emilia Romagna, oggi è l’agente di tutti quelli che contano davvero sul piccolo schermo. È lui l’uomo più potente della televisione italiana.

È il nuovo Lucio Presta, o se preferite, il nuovo Lele Mora. Una macchina da guerra con un giro d’affari che è stato stimato intorno ai 40 milioni di euro.

La Itc 2000 di Caschetto, il cui fatturato nel 2016 è aumentato del 40% sull’anno precedente, per un importo di 5 milioni e mezzo e un utile di 625mila euro, si occupa di management di personaggi dello spettacolo, autori e registi. Organizza eventi, ma soprattutto si muove come casa di produzione televisiva, cinematografica e pubblicitaria. Continue Reading


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Rispettare i diritti di creativi e creator #LaRepubblicaDeiLadri





La categoria dei creators, cioè coloro che creano video originali e li pubblicano su YouTube, sono in rivolta contro numerose testate, tra le quali Repubblica, che traggono vantaggio ripubblicando i contenuti di questi youtuber sulle loro piattaforme senza citare nemmeno le fonti. Risultato: nessuna notifica allo youtuber, nessun credito, nessun vantaggio. L’Hashtag #LaRepubblicaDeiLadri ieri ha furoreggiato su Twitter.

“Cos’è #LaRepubblicaDeiLadri?
E’ anni che i siti d’informazione hanno preferito i buzz, le condivisioni e i social rispetto all’informazione vera e propria.
A noi, ovviamente, non interessa che questi siti d’informazione, con pochissime eccezioni, si siano trasformati, in pratica, in pagine virali. Possono scegliere qualunque strada vogliano intraprendere.
Ci interessa però che i nostri diritti di creator vengano rispettati: Repubblica, Rai, Il Fatto Quotidiano, quotidianamente scaricano i nostri video senza alcun avviso e li ricaricano sui loro server, appropriandosi della paternità del video e guadagnandoci sopra senza attribuire nulla ai legittimi proprietari.
E’ sempre la solita guerra di Davide contro Golia: noi, da soli e abbandonati anche da lacune legali che non difendono la nostra creatività, dall’altra dei colossi dell’informazione consci del fatto che non abbiamo le possibilità economiche per sobbarcarci spese legali.
Però noi ci siamo organizzati e #LaRepubblicaDeiLadri è la fionda di tutti noi creator per colpire, in maniera mediatica, questi colossi.
Per sensibilizzare al problema e per riappropriarci di un diritto, quello della creatività, che ci siamo ripresi grazie al Web ma che ci sta venendo di nuovo tolto”.

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I raccomandati della Rai

Raccomandati Rai

La Rai, azienda pubblica radiotelevisiva italiana, è da sempre alla mercé della politica, dei partiti e dei poteri forti, i quali vi hanno messo a lavorare coniugi, fratelli, sorelle, figli, nipoti e amici, in barba a qualsiasi regola di selezione fondata sul merito. A tal proposito torna utile leggere un mio precedente post sui concorsi Rai.

Eccovi servita e “raccomandata” una lunga lista di dipendenti Rai legati da parentela, o amicizia, a qualche personaggio o politico famoso. E noi paghiamo.

Da leggere: Beppe Caschetto, l’uomo più potente della televisione italiana

L’elenco della parentopoli Rai

Figli eccellenti

  • Tinni Andreatta, responsabile fiction di Raiuno, figlia di Beniamino, ex-ministro DC.
  • Natalia Augias, Gr, figlia del giornalista e scrittore Corrado.
  • Gianfranco Agus, inviato a “La vita in diretta”, nipote dell’attore Gianni.
  • Roberto Averardi, Gr, figlio di Giuseppe, ex-deputato PSDI.
  • Francesca Barzini, Tg3, figlia dello scrittore e giornalista Luigi junior.
  • Bianca Berlinguer, conduttrice del Tg3, figlia di Enrico, ex-segretario del PCI.
  • Barbara Boncompagni, autrice, figlia di Gianni.
  • Claudio Cappon, direttore generale, figlio di Giorgio, potente ex-direttore generale dell’Imi.
  • Antonio De Martino, Gr, figlio dell’ex ministro socialista Francesco.
  • Fabrizio Del Noce, Tg1, direttore Raiuno, figlio del filosofo Augusto.
  • Antonio Di Bella, direttore Tg3, figlio di Franco, ex-direttore del “Corriere della Sera”.
  • Claudio Donat-Cattin, capostruttura Raiuno, figlio dell’ex-ministro democristiano Carlo.
  • Jessica Japino, programmista regista di tutte le edizioni di “Carramba”, figlia di Sergio, compagno di Raffaella Carrà.
  • Giancarlo Leone, Direttore di Rai 1, figlio dell’ex-presidente della Repubblica Giovanni.
  • Marina Letta, contrattista a tempo determinato, figlia di Gianni, già sottosegretario alla Presidenza a Palazzo Chigi.
  • Pietro Mancini, Gr, figlio del socialista Giacomo.
  • Maurizio Martinelli ,Tg2, figlio del giornalista Roberto.
  • Stefania Pennacchini, Relazioni istituzionali Rai, figlia di Erminio, ex-sottosegretario DC.
  • Claudia Piga, Tg1, figlia di Franco, ex-ministro DC.
  • Francesco Pionati, notista politico del Tg1, figlio dell’ex-sindaco di Avellino, la cui assunzione, secondo quanto si narra, fu decisa durante una partita a carte di Ciriaco…
  • Alessandra Rauti, redattore del Gr, figlia di Pino, segretario del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore.
  • Silvia Ronchey, autrice e conduttrice di programmi, figlia di Alberto, ex-ministro dell’Ulivo ed ex presidente di Rcs.
  • Paolo Ruffini, direttore Gr, nipote del cardinale e figlio di Attilio, ex-deputato e ministro DC.
  • Sara Scalia, capostruttura di Raidue, figlia della giornalista Miriam Mafai.
  • Maurizio Scelba, Tg1, figlio di Tanino, ex-portavoce del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
  • Mariano Squillante, ex-corrispondente da Londra, ora a RaiNews 24, figlio dell’ex-giudice Renato.
  • Giovanna Tatò, Raitre, figlia di Tonino, consigliere di Enrico Berlinguer.
  • Carlotta Tedeschi, Gr, figlia di Mario, senatore MSI.
  • Daniel Toaff, capostruttura e autore della “Vita in diretta”, figlio di Elio, l’ex-rabbino capo di Roma.
  • Stefano Vicario, regista preferito di Giorgio Panariello, figlio del regista cinematografico Marco.
  • Stefano Ziantoni, Tg1, figlio di Violenzo, ex-presidente DC della Provincia di Roma.
  • Flavio Fusi, TG3, Figlio dello scomparso Torquato, senatore PCI

Figli Rai

  • Rossella Alimenti, Tg1, figlia di Dante, ex vaticanista Rai.
  • Paola Bernabei, Ufficio stampa, figlia di Ettore, ex-direttore generale della Rai e proprietario della società di produzione Lux.
  • Giovanna Botteri, Tg3, figlia di Guido, ex-direttore sede Rai di Trieste.
  • Manuela De Luca, conduttrice Tg1, figlia di Willy, ex-direttore generale Rai.
  • Giampiero Di Schiena, Tg1, figlio di Luca, ex-direttore DC del Tg3.
  • Annalisa Guglielmi, sede Rai di Milano, figlia di Angelo Guglielmi, ex-direttore di Raitre.
  • Piero Marrazzo, figlio dello scomparso giornalista Giò.
  • Simonetta Martellini, Raiuno, figlia di Nando, storico radiocronista sportivo.
  • Luca Milano, dell’ufficio contratti, figlio di Emanuele, ex-direttore Tg1 ed ex-vicedirettore generale.
  • Barbara Modesti, Tg1, figlia dell’annunciatrice Gabriella Farinon e del regista Rai Dore.
  • Monica Petacco, Tg2, figlia di Arrigo, storico e consulente principe di programmi Rai.
  • Andrea Rispoli, Raidue, figlio del conduttore Luciano, già alla Rai.
  • Fiammetta Rossi, Tg3, figlia di Nerino, ex direttore del Gr2, ma anche moglie del potente ex-segretario dell’Usigrai, Giorgio Balzoni, oggi caporedattore al politico del Tg1.
  • Cecilia Valmarana, figlia di Paolo, uno dei padri del cinema coprodotto dalla Rai (“L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi), segue le orme del papà nella struttura di RaiCinema.
  • Paolo Zefferi, figlio di Ezio, giornalista e autore di fortunati approfondimenti, è a Rainews 24.
  • Francesca Orichuia, figlia di Carlo Orichuia (dirigente Rai)
  • Paolo Di Giannantonio, figlio di un ex onorevole della DC, tale Natalino Di Giannantonio
  • Alberto Angela, figlio di Piero.
  • Diana De Feo, giornalista TG1, figlia di una dei primi direttori generali Rai e moglie di Emilio Fede

Mogli e mariti

  • Anna Maria Callini, dirigente alla segreteria di Raidue, è moglie di Gianfranco Comanducci, vice direttore della Divisione Uno e uomo dei contratti Rai.
  • Anna Cammarano, vice direttore delle Teche Rai, moglie di Paolo Bracco, della famiglia degli omonimi industriali farmaceutici.
  • Roberta Carlotto, direttore Radiotre, moglie dell’ex-esponente PCI Alfredo Reichlin.
  • Sandra Cimarelli, Palinsesto Raidue, moglie di Franco Modugno, direttore dei Servizi immobiliari Rai.
  • Alda D’Eusanio, conduttrice, vedova del sociologo del PSI Gianni Statera.
  • Antonella Del Prino, collaboratrice a “La vita in diretta”, moglie del giornalista Oscar Orefice.
  • Simona Ercolani, autrice di programmi Rai, moglie del giornalista Fabrizio Rondolino, ex-portavoce di Massimo D’Alema.
  • Paola Ferrari, conduttrice, moglie di Marco De Benedetti.
  • Anna Fraschetti, vice del capo ufficio stampa Bepi Nava, è moglie di Mario Colangeli, vicedirettore Tg3, e sorella di Luciano, quirinalista Tg3.
  • Giovanna Genovese, delegata alla produzione, compagna di Sergio Silva, padre della “Piovra” ed ora produttore in proprio con contratti blindati in Rai.
  • Ginevra Giannetti, consulente Rai International, è sposata con Altero Matteoli, AN, già ministro dell’Ambiente.
  • Giuseppe Grandinetti, Gr, è marito della ex-senatrice verde Loredana De Petris.
  • Francesca Manuti, produttrice di “Sereno variabile” di Raidue, moglie di Paolo Carmignani, vicedirettore Raidue.
  • Lucia Restivo, capo struttura Raidue, è moglie di Sergio Valzania, direttore Radiodue.
  • Daniela Rosati, conduttrice, ex-compagna di Adriano Galliani, passata in Rai in coincidenza con la separazione.
  • Anna Scalfati, Tg1, conduttrice di programmi, è moglie di Giuseppe Sangiorgi, membro dell’Authority ed ex-portavoce di Ciriaco De Mita.
  • Cristina Tarantelli, Servizi Parlamentari, è la moglie di Carlo Brienza, RaiSport.
  • Luca Giurato, conduttore su Raiuno, è sposato con Daniela Vergara, anchorwoman del Tg2.
  • Linda Lanzilotta, moglie di Franco Bassanini, già Ministro
  • Anna Serafini, deputata 10 volte, moglie di Fassino

Fratelli e sorelle

  • Angela Buttiglione, direttore dei Servizi Parlamentari, sorella di Rocco, già segretario del CDU.
  • Nicola Cariglia, sede Rai di Firenze, fratello di Antonio, ex-segretario del PSDI.
  • Silvio Giulietti, telecineoperatore nella sede Rai di Venezia, fratello di Giuseppe, uomo Rai e Usigrai, ex-responsabile dell’informazione dei DS.
  • Max Gusberti, vice di Stefano Munafò a Raifiction, è fratello di Simona, capostruttura di Raidue.
  • Sandro Marini, Tg3, fratello di Franco, ex-segretario del PPI ed ex-Presidente del Senato.
  • Giampiero Raveggi, capostruttura di Raiuno, fratello dell’ideatore del programma “Odeon” Emilio Ravel (nome d’arte).
  • Antonio Sottile, programmista regista di “Linea Verde”, fratello di Salvo, portavoce di Gianfranco Fini.
  • Maria Zanda, capo della segreteria di Roberto Zaccaria, è sorella di Luigi, ex-responsabile dell’Agenzia del Giubileo.
  • Veronica Pivetti, attrice, sorella di Irene, già Presidente della Camera nelle file della Lega. Anch’ella appare spesso in Rai come opinionista

Nipoti

  • Ferdinando Andreatta, dirigente di Rai- Way, nipote di Nino, ex-parlamentare DC.
  • Guido Barendson, conduttore Tg2, è nipote di Maurizio, l’ideatore di “Novantesimo minuto”.
  • Giuseppe Saccà, nipote di Agostino, direttore di Raiuno, è nell’orchestra di Paolo Belli del programma di Raiuno “Ballando con le stelle”.
  • Adriana Giannuzzi, ufficio Diritti d’autore, cognata dell’ex-senatore ed ex-membro del Csm Ernesto Stajano e moglie del vicedirettore della Divisione Due Luigi Ferrari.
  • Alfonso Marrazzo, Tg2, cugino di Piero.
  • Marco Ravaglioli, Tg1, marito di Serena Andreotti, figlia di Giulio.
  • Tommaso Ricci, Tg2, cognato di Angela e Rocco Buttiglione.
  • Carlotta Riccio, regista, cognata di Claudio Cappon, direttore generale Rai.
  • Luigi Rocchi, dirigente area Business&development, genero di Biagio Agnes.
  • Laura Terzani, Tg3, nuora di Antonio Ghirelli.
  • Andrea Vianello direttore di Raitre, nipote del cantante Edoardo Vianello.

Cari amici

  • Bertilla Patruno Ambrosio, responsabile segreteria Raiuno, è nelle grazie di Roberto Di Russo, ex potente capo del personale.
  • Giorgia Caruso, conduttrice a Rai International, è sostenuta da Giancarlo Leone.
  • Laura Cason, Tg1, è apprezzata da Gustavo Selva, deputato di AN.
  • Teresa de Santis, capostruttura Raiuno, molto stimata da Maurizio Beretta, ex-direttore di Raiuno, passato alle Relazioni esterne Fiat.
  • Marilù Lucrezio, quella del bigliettino di Mario Landolfi denunciato da Gad Lerner, oggi al Tg1, è molto apprezzata da Massimo Magliaro, direttore di Rai International in quota AN.
  • Simonetta Martone, conduttrice e autrice, già compagna di Michele Santoro, è attualmente legata a Gregorio Paolini, l’inventore di “Target” passato da Mediaset alla Rai.
  • Francesca Montinaro, scenografa ed ex di Paolini, è stimatissima da Antonio Maccario, capostruttura di Raiuno.
  • “Sandra Steinert Jorge Santos” nuora di Agostino Saccà

N.B. Inutile dire che la lista è in costante aggiornamento….

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Leone si nasce, Direttore della Rai si diventa

Leone-Rai-1

Non sarà certo il flop del Festival di Sanremo a ostacolare la carriera di Giancarlo Leone, @giankaleone per gli amici di Twitter. Cresciuto tra le stanze di Palazzo Ghigi e poi del Quirinale quando il padre Giovanni divenne presidente della Repubblica, approdato a Viale Mazzini a 27 anni, il direttore di Rai 1 pensa già al futuro. Con una consultazione popolare, via cinguettii sul suo social network preferito, su come rinnovare gara e regolamento del festival. Nonostante l’avvilente share medio (precipitato dal 47,49 al 39,32 per cento) e circa 5 milioni di euro da risarcire, a colpi di spazi pubblicitari, agli sponsor delusi dagli ascolti più bassi di quelli promessi, Leone, 57 anni, non si lascia scoraggiare: “II mio bilancio è positivo, la linea di Rai 1 è badare ai contenuti prima degli ascolti”.

Il direttore è un ottimista: sono state “operazioni fantastiche” anche i flop di Jovanotti con il recital del suo tour e quello del reality umanitario Mission. E, in nome della nuova, sobria, linea editoriale non ha fatto una piega neanche davanti all’inabissamento degli ascolti della nuova edizione di La vita in diretta. Leone sa come muoversi a Viale Mazzini, dove ha occupato un po’ tutte le caselle: assunto dal direttore generale e dc di ferro Biagio Agnes è stato a capo del coordinamento dei palinsesti, di Rainternational, Raicinema, ufficio stampa, vicedirettore generale, numero uno dell’intrattenimento. Dalla fine del 2012 siede sul trono di Rai 1, la rete più vista lo scorso anno anche grazie alla fiction gestita dall’amica Tinny Andreatta (figlia di Beniamino). Incarichi conquistati grazie all’indiscussa conoscenza della macchina, condita con una trasversalità da campione. Cresciuto a pane e Dc, Leone sa come muoversi in Vaticano, nei palazzi del potere e nei salotti. È nato il 14 marzo, ma festeggia un giorno prima con gli amici Giovanni Malagò e Carlo Vanzina. Vicino da sempre a Gianni Letta, amico del renziano Paolo Gentiloni, adesso twitta parecchio con Filippo Sensi “Nomfup“, capo ufficio stampa Pd col nuovo corso renziano e ha recentemente invitato a cena il forzista Paolo Romani. Perché, nonostante Matteo Renzi voglia Antonio Campo Dall’Orto al posto di Luigi Gubitosi, Leone coltiva da sempre un sogno: la poltrona di direttore generale.

(Fonte Panorama)

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Mission “impossible”: L’ipocrisia della Rai e dei Vip

Mission-Rai-Uno

“Dopo il flop e le polemiche della prima puntata di Mission, ci aspettavamo che la Rai facesse la seconda puntata in difesa. Lo si era visto nella settimana scorsa quando su Tv Talk si è dato voce solamente al direttore della rete e agli esponenti dell’Unhcr. Si è parlato di sperimentazione. Si è detto che Rai1 poteva permettersi anche un flop, pur di sperimentare un nuovo format. Peccato che tutto questo sia avvenuto sulla pelle dei più disperati, dei rifugiati, degli sfollati. Spettatori nelle prima puntata. Spettatori nella seconda. Si è tentato di nascondere ancora una volta che il programma era partito come reality ed è stato corretto in seguito alle polemiche. Si sono mostrate tragedie, senza curarsi minimamente di denunciare le cause di queste tragedie: perché dieci anni di guerra nella Repubblica Democratica del Congo? Quale ruolo hanno avuto ed hanno la Francia, l’Inghilterra, gli Stati Uniti d’America?

Col principino che non si ricordava neanche il nome del coltan e, naturalmente, dava tutta la colpa della situazione alle autorità locali. Con scene, o sceneggiate, di gente ricevuta in udienza dal principe che ascoltava benevolmente i loro problemi. Ancora una volta trasformando i poveri in mendicanti. E tutto questo con l’unico scopo di raccogliere fondi: perché queste persone a detta del principe ‘hanno bisogno di aiuto’. Non si tratta di esibizione della miseria, ma, peggio di strumentalizzazione dei poveri che non hanno bisogno di aiuto ma di giustizia, e ai quali dovremmo dare solidarietà in termini di riparazione per tutto quanto abbiamo fatto e continuiamo a fare per mantenere le situazioni illustrate nel programma. Non saremo certo noi a salvare il mondo. Noi lo abbiamo ridotto così. Solo facendo solidarietà, cioè mettendoci accanto, rispettando la cultura e la dignità dei popoli impoveriti e riconoscendoli come unici protagonisti del loro sviluppo potremo avere un ruolo positivo in questo cammino. Tutto il resto, anche se illuminato dai riflettori della televisione, non solo è inutile, ma anche dannoso. E i poveri non ce lo perdoneranno.

Ci hanno detto che sono stati chiamati questi vip per invogliare la gente a guardare il programma. Il flop di ascolti dimostra il contrario. Ma non è solo questione di audience. E’ questione di contenuti. E il contenuto ultimo di Mission è solamente di carattere assistenzialista, che rende i disperati di questo mondo non protagonisti della loro storia, ma comparse della nostra storia.

E dispiace davvero che per  difendere una causa perduta in partenza sia intervenuto anche don Mazzi e si sia voluto strumentalizzare perfino la figura di Papa Francesco.    Sarebbe bastato a don Mazzi (ormai troppo abituato ai riflettori televisivi e a parlare di solidarietà tra nani e ballerine) leggersi il messaggio inviato dal Papa in preparazione alla Giornata Mondiale della Pace, per capire che proprio di altra cosa si tratta.

Finisce, almeno lo speriamo, questa squallida avventura di Mission. Speriamo che la Rai, dopo questa sperimentazione, capisca che tematiche come questa vanno affrontate con competenza, dando il ruolo di veri protagonisti a coloro che i drammi di questo mondo li vivono davvero sulla propria pelle. La conduttrice Rula Jebreal ha terminato  il programma invitando i telespettatori ad essere protagonisti inviando un sms. Quasi che i problemi si risolvano schiacciando un bottone di un telefonino  fatto col coltan insanguinato che viene dalla RDCongo. E sarebbe il caso che i dirigenti della Rai capissero  che programmi come ‘C’era una volta’ meritano – loro sì – la prima serata della rete ammiraglia. Farebbero senz’altro anche un ascolto maggiore di quanto alcuni vip farlocchi non sono riusciti a raggiungere”. CIPSI, coordinamento di 37 ong e associazioni di cooperazione internazionale

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