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XVII legislatura: Statistiche su “l’estenuante attività legislativa” del Senato

Senato-della-Repubblica

La XVII legislatura ha avuto inizio il 15 marzo 2013 con il discorso inaugurale pronunciato dal Presidente provvisorio, il senatore a vita Emilio Colombo. Il giorno successivo, al quarto scrutinio, è stato eletto Presidente del Senato il senatore Pietro Grasso. Analizzando le statistiche si nota che in 146 giorni, cinque mesi scarsi, ci sono state solo 93 sedute. Le sedute si svolgono, di norma, nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì e durano in media neanche 3 ore…Fatevi pure due conti. E non parliamo del lavoro nelle varie Commissioni, ancora meno. Più che un lavoro è una vacanza al Senato. I compiti istituzionali che dovrebbe avere il Senato, che adempie parallelamente alla Camera, consistono nell’esercizio della funzione legislativa e nell’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo politico nei confronti del Governo. Le Leggi approvate sono state solo 15, di cui ben 13 di iniziativa governativa, cioè il parlamento come dice Grillo e il suo Movimento 5 Stelle non conta un cazzo. Il Governo e il Senato lavora poco ma se la canta e se la suona da solo. Di seguito l’elenco dettagliato del “poco” lavoro svolto in questa XVII legislatura al Senato. L’aggiornamento delle statistiche viene effettuato, con cadenza settimanale, ogni venerdì notte, mediante procedure automatizzate.

Sedute

Assemblea
sedute 93
durata 252h17’

Commissioni permanenti e riunite
sedute 446
durata 441
Giunte
sedute 18
durata 15h

Commissioni straordinarie e speciali
sedute 28
durata 32h

Comitati Senato
sedute 9
durata 8h

Commissioni congiunte
sedute 39
durata 77h

Commissioni e Comitati bicamerali
sedute 23
durata 27h

Delegazioni presso Organismi europei e internazionali
sedute 6
durata 1h

Consiglio di Presidenza
sedute 8

Collegio dei Questori
sedute 9

Disegni di legge

Presentazione
presentati in Senato 1003
trasmessi dalla Camera 14
totale 1017

Iniziativa
parlamentare 984
governativa 24
regionale 2
popolare 6
CNEL 1

Natura
costituzionale 66
di conversione di decreto-legge 12
di bilancio dello Stato 2
ordinaria 937
contenenti deleghe al Governo 70
ratifiche di trattati 21
collegati alla manovra finanziaria 1

Assegnazione alle Commissioni
in sede deliberante 6
in sede redigente 0
in sede referente 668

Approvazioni in Senato
in Assemblea 21
in Commissione 0
totale 21

Altri esiti conclusivi
assorbiti 8
respinti 0
ritirati 15
decaduti 0

Leggi approvate (*)

ordinarie 7
costituzionali 0
bilancio dello Stato 0
di conversione di decreto-legge 8
totale 15
(*) Sono compresi sei disegni di legge approvati definitivamente e non ancora pubblicati in Gazzetta Ufficiale

Iniziativa
parlamentare 2
governativa 13

Decreti-legge

presentati in Senato 5
presentati alla Camera 5
totale 10
di cui
convertiti in legge (*) 8
in corso di esame 1
decaduti 0
assegnati non ancora esaminati 1
(*) Sono compresi due decreti-legge approvati definitivamente e non ancora pubblicati in Gazzetta Ufficiale

Attività non legislativa

comunicazioni del Governo in Assemblea 11
comunicazioni del Governo in Commissione 28
audizioni di membri del Governo 7
indagini conoscitive in corso 10
procedure di parere su atti del Governo 20
pareri su nomine 5
risoluzioni in Commissione su atti comunitari 14
risoluzioni in Commissione su affari assegnati 8

Atti di indirizzo e sindacato ispettivo

Mozioni
presentate 131
approvate 15
iter concluso 30
Interpellanze
presentate 63
svolte 8
Interrogazioni a risposta orale
presentate 328
svolte in Assemblea 28
svolte in Commissione 44
Interrogazioni a risposta immediata
procedure di question time svolte 11
Interrogazioni a risposta scritta
presentate 779
risposte pubblicate 16
Risoluzioni in Assemblea
presentate 20
approvate 9
Ordini del giorno in Assemblea (al 6 agosto 2013)
presentati su disegni di legge 393
presentati su mozioni o altri atti 8
approvati 19

Votazioni Aula
votazioni con sistema elettronico 1234


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Le mafie non bruciano le speranze

Fonte ANBSC

 

La mattina del 12 giugno 2012 altri due incendi in contemporanea hanno colpito due uliveti confiscati alle mafie e affidati temporaneamente a Libera. Colpite in Sicilia dalle fiamme un uliveto a Castelvetrano, e altro uliveto in località Staglio a Partanna. Ancora fiamme, ancora incendi colpiscono terreni confiscati alle mafie . “Dieci giorni fa incendio oliveto – denuncia Libera – a Castelvetrano, poi duemila piante di arance a Belpasso nel catanese, ieri due quintali di grano andati in fumo ieri a Mesagne per non citare le varie intimidazioni subite a Borgo Sabotino e nella piana di Gioia Tauro in Calabria. Non possiamo piu’ pensare a delle coincidenza, sono colpiti beni confiscati restituiti alla collettività, sono un attacco al lavoro quotidiano di chi si impegna quotidianamente contro il potere criminale. Nessuno pensi che con le fiamme di vandalizzare e fermare questo impegno. Contro queste fiamme il “noi” del nostro paese è chiamato in gioco e deve sentire forte questo impegno nella lotta alla criminalità. “Non possono lasciare – ha dichiarato Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – indifferenti i recenti episodi di vandalismo a danno dei beni confiscati alle mafie, dalla Puglia alla Sicilia, dal Lazio alla Calabria. Quei beni non sono solo uno schiaffo alle organizzazioni criminali, uno strumento per indebolirle in ciò che le rende forti: l’accumulazione illecita di capitali. Sono opportunità di lavoro, di economia sana e trasparente e prima ancora di cambiamento culturale. Proprio in questi giorni 6000 giovani si apprestano a passare parte delle vacanze in quei luoghi, vere palestre di cittadinanza, dove imparano che la democrazia e la giustizia sociale sono concetti vuoti se non si fondano sulla cooperazione e l’impegno di ciascuno di noi. Libera sente un debito di gratitudine verso chiunque – ha concluso Don Luigi Ciotti – dalle forze dell’ordine alle istituzioni e amministrazioni locali – contribuisce per garantire la sicurezza di quelle realtà, ma alla luce del susseguirsi degli incendi e vandalismi è chiaro che qualcosa nel meccanismo di tutela deve essere rivisto. Cosi come, a monte, va potenziato lo strumento della confisca, e in particolare devono essere sbloccati quei numerosi beni ancora soggetti a ipoteca bancaria, impossibilitati quindi a svolgere la loro preziosa funzione sociale, educativa, culturale, economica». I beni immobili che devono essere sbloccati sono 2.590 (Dati 31 dicembre 2011), sulle quali pesano appunto presenza di ipoteche, procedure giudiziarie in corso e beni aziendali. Mentre le aziende ancora da destinare sono 276 (26,1%).

Intervistato da Repubblica il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso e’ sicuro “che ci sia una strategia contro l’utilizzo dei beni confiscati , dobbiamo verificare se e’ diretto solo contro Libera come sembra o in generale contro le associazioni che gestiscono i beni confiscati”. Ed annuncia: “Per la prevenzione, d’ora in avanti utilizzeremo la Forestale, ho già parlato con loro e sono disponibili, lo Stato deve dare un segnale a questi attacchi”.

LA SOLIDARIETÀ DI UNIPOLIS. Di fronte al ripetersi di gravi atti intimidatori nei confronti delle Cooperative di Libera Terra che gestiscono beni confiscati alle mafie in Sicilia, Calabria e Puglia, la Fondazione Unipolis esprime tutta la propria solidarietà ai soci e ai lavoratori delle cooperative colpite, insieme all’impegno a continuare nel sostegno al loro lavoro e all’azione di contrasto alla criminalità organizzata. Grazie alla determinazione di Libera, di tanti giovani, di organizzazioni economiche, d’impresa e sociali, di istituzioni locali e nazionali, sono nate e si sono sviluppate le cooperative che hanno restituito all’uso sociale e alla collettività un patrimonio rilevante che era stato sottratto dalle mafie con la violenza e la protervia, trasformandolo in prodotti che costituiscono una concreta testimonianza della volontà di riscatto di quei territori e delle persone che li abitano. Evidentemente, c’è chi ancora non vuole accettare che in quelle zone del Paese ci sia chi opera per creare opportunità di lavoro pulito e regolare, di sviluppo sano, in un contesto di legalità e di giustizia sociale.

Anche il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza e Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia esprimono solidarietà a Libera: “Le mafie rubano, accumulano ricchezze illegalmente, ammassano beni. E se lo Stato questi beni li confisca, allora bruciano tutto. Accade quasi ogni giorno, da un po’ di tempo a questa parte. Ulivi, giardini, campi di grano, casolari, fattorie, vigneti: bruciati da quei criminali per dire che quella roba resta la loro, di nessun altro. A farne le spese è soprattutto Libera, l’associazione guidata da don Ciotti, protagonista, con le sue cooperative di giovani, del ritorno alla collettività dei beni confiscati alla mafia. Un affronto alla legalità e al Paese, contro cui è necessario fare un fronte comune. Ai mafiosi diciamo che i ragazzi di Libera domani torneranno tra i campi. Anche col nostro aiuto”.

 

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