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Big Pharma corrompe tutti

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Denaro fresco pompato nell’apparato circolatorio della sanità italiana. Per la prima volta le aziende produttrici obbligate a mettere online i contributi versati a camici bianchi, società scientifiche e associazioni di malati. Un giro milionario.

In tanti danno i soldi e in tantissimi li ricevono, prima di tutto decine di migliaia di medici. Poi ci sono le loro società scientifiche e gli ospedali dove lavorano ma anche le aziende che organizzano gli incontri, le agenzie di viaggio, chi si occupa della formazione e pure le associazioni di pazienti. L’industria così arriva ovunque: a chi decide che farmaco usare per una data patologia, a chi prescrive e a chi di quelle ricette è il destinatario. Si va da piccoli contributi a bonifici da centinaia di migliaia di euro. Tutto è in regola, previsto dalla legge. Le spese per “ricerca e sviluppo” stanno fuori, sotto una voce diversa. Continue Reading


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L’Antitrust chiede trasparenza alle multinazionali dei vaccini

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L’Antitrust in un’indagine su “I mercati dei vaccini a uso umano” presentata il 25 maggio a Roma, denuncia opacità sui prezzi dei vaccini e poca concorrenza ed invita le autorità mediche ad assumere posizioni più chiare, trasparenti e indipendenti sulle vaccinazioni da includere nel nuovo piano nazionale di prevenzione (approvato a novembre dalla Conferenza Stato-Regioni e ora al vaglio del ministero dell’Economia) e sui profili di equivalenza terapeutica tra vaccini indicati per la stessa malattia.

L’industria dei vaccini muove una spesa annua di 300 milioni di euro, a carico del Sistema Sanitario Nazionale, destinata a raddoppiare con l’approvazione del nuovo piano di prevenzione vaccinale. Un mercato mondiale di oltre 20 miliardi di euro, con una stima di crescita di oltre 35 miliardi di euro entro il 2020, dominato da un oligopolio di quattro imprese multinazionali, che da sole controllano l’80% delle vendite: GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteul, MerkSharpDohme e Pfizer. Continue Reading

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La dittatura invisibile delle multinazionali del farmaco

multinazionali del farmaco

C’è una dittatura invisibile che agisce sotto gli occhi di tutti e tocca tutti. Si chiama Big Pharma, la casta delle multinazionali del farmaco che regolano vita, morte e miracoli dei comuni mortali con margini di guadagno mostruosi. Tanto per capirci, quello della Pfizer, colosso statunitense quarto al mondo per volume d’affari, nel 2013 è stato di 24,6 miliardi di dollari, il doppio rispetto al 2012, battendo perfino la Shell (18,2 miliardi), la prima padrona dell’oro nero, e il colosso dell’auto giapponese Toyota (18,9 miliardi).

Il grande business delle multinazionali del farmaco

Le industrie delle medicine registrano fatturati solo in crescita: al top c’è l’americana Johnson and Johnson (71 miliardi). Seguono i due giganti svizzeri Novartis (58 miliardi) e Roche (52 miliardi). Altri numeri da capogiro: mille miliardi di dollari il valore delle fusioni di Big Pharma dall’inizio del 2014 e quasi tre miliardi spesi dal 1998 in lobbying solo negli Stati Uniti. Le industrie farmaceutiche sono la lobby più potente Oltreoceano (226 milioni di dollari investiti l’anno scorso), lasciandosi alle spalle assicurazioni (153 milioni), gas e petrolio (144) e internet (141). Il settore farmaceutico non conosce crisi, neanche nel Vecchio continente: la più grande fabbrica di farmaci del globo (per un valore di 210 miliardi). Gli Stati Uniti sono a 143 miliardi. Il Giappone si ferma a 68. L’Italia è terza in Europa per produzione, dopo Svizzera e Germania, con 25 miliardi di vendite, cioè il 19% in più di sette anni fa. Menarini (3,2 miliardi fatturato), Chiesi (1,2 miliardi) e Sigma tau (688 milioni) sono le tre aziende con i ricavi più alti.

Da leggere: Big Pharma corrompe tutti

Big Pharma è un oligopolio garantito dai brevetti, poco disturbato dalle leggi. Il recente scandalo del Tamiflu, il farmaco contro l’aviaria e la “suina” spacciato per miracoloso, ha portato alla luce un problema enorme: la non trasparenza degli studi clinici, essenziali alla ditta per testare benefici, effetti collaterali e sicurezza della molecola. La maggior parte di questi dati non sono di pubblico dominio. È l’azienda che decide quali informazioni rendere note e quali tacere. Per questo Ben Goldacre, medico inglese e autore del bestseller “Bad Pharma”, ha lanciato la campagna “AllTrials” per la registrazione pubblica dei trial clinici. Il 2 aprile scorso il Parlamento europeo ha approvato l’adozione di un database che raccoglierà i test scientifici condotti nell’Ue dal 2014. La documentazione degli altri, in pratica tutti quelli oggi a nostra disposizione, resta tabù.

(Dal Fatto Quotidiano del 16 Giugno 2014)

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