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Pierre Rabhi: “L’agroecologia salverà il pianeta dalla catastrofe”

agroecologia

La società umana può ancora modificare i suoi stili di vita e i paradigmi economici dominanti orientando il suo destino verso l’edificazione di un mondo migliore? Può ancora dare il diritto a ogni individuo di nutrirsi, vestirsi, curarsi, avere una dignitosa dimora e un’istruzione? Può cambiare rotta recuperando il suo atavico equilibrio con la natura, rispettando i delicati ecosistemi? Continue Reading


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Il business del succo d’arancia

succo arancia


Le arance utilizzate per produrre i succhi che si consumano in Europa provengono per l’80 per cento dal Brasile e dagli USA. Da lì il succo viene esportato in forma liofilizzata per essere poi allungato con l’acqua nel paese di destinazione. Dietro alla catena di produzione e fornitura c’è una manciata di multinazionali che ne detiene il controllo a livello globale e fa in modo di tenere il più possibile sotto silenzio le condizioni di lavoro, il massiccio uso di pesticidi e l’impatto ambientale che deriva dalla produzione. Una campagna europea ha condotto una ricerca in Europa e in Brasile per far luce su quel che i supermercati sono soliti occultare. Ecco i risultati.

I risultati della ricerca Exprimidos – Lo que hay detrás del negocio del zumo de naranja [Quel che c’è dietro l’affare del succo d’arancia], realizzata dalla campagna europea Supply Cha!nge della quale fa parte la rete di attivisti Col•lectiu RETS e che è stata condotta in Brasile e in Europa, fanno luce su qualcosa che i supermercati di generi alimentari sono soliti occultare: la dipendenza e lo sfruttamento dei lavoratori nelle aziende e nelle piantagioni, così come la distruzione dell’ambiente, in particolare attraverso il massiccio utilizzo di pesticidi.

Negli ultimi 30 anni si è avuto un enorme incremento della produttività del succo di arancia, anche a seguito dell’aumento della densità delle piantagioni. Dovendo sopravvivere in un mercato altamente competitivo, si è verificato un processo di concentrazione in tutti i settori della catena di produzione del succo di arancia.

Oggi, le imprese Sucocítrico Cutrale Ltda (Cutrale) [1], Citrosuco S/A (Citrosuco) [2] e Louis Dreyfus Commodities Agroindustrial S/A (LDC) controllano in Brasile tutta l’attività di produzione ed esportazione del succo d’arancia. Queste tre società controllano in maniera effettiva il mercato globale, fornendo alle più grandi aziende di imbottigliamento più del 50 per cento del succo prodotto. Continue Reading

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I microrganismi effettivi (EM) per difendere la nostra Terra

microrganismi-effettivi

Cosa sono i microrganismi effettivi? Si tratta di prodotti naturali realizzati utilizzando dei microrganismi, soprattutto probiotici, naturalmente presenti nel terreno e nell’intestino umano. Sono nati in Giappone, grazie agli studi del biologo e agricoltore prof. Teruo Higa, che era alla ricerca di un’alternativa ai pesticidi.

Le scoperte fondamentali realizzate dallo scienziato giapponese, prof. Teruo Higa, nel campo della microbiologia segnano, a livello mondiale, l’inizio di una cooperazione completamente nuova e dinamica tra uomo e natura. Il Prof. Higa è docente di giardinaggio tropico presso la Facoltà di Agraria dell’Università Ryukyu di Okinawa, Giappone, e ha scoperto dopo quasi 20 anni di intense ricerche questo miscuglio di microrganismi che si rivelò estremamente utile ed efficace nelle svariate applicazioni, chiamandolo Microrganismi Effettivi EM®.

Essi permettono di sostituire fertilizzanti e pesticidi in ogni tipo di coltivazione, consentendo la produzione di alimenti più ricchi di nutrienti e, in particolare, di antiossidanti. La loro azione non si limita però all’ambito della coltivazione, infatti i Microrganismi Effettivi EM® sostituiscono gran parte dei detersivi utilizzati per la pulizia della casa. Tutto questo in modo economico, efficace e sorprendentemente semplice, come solo la Natura sa fare.

Questi minuscoli esseri viventi ci offrono uno strumento meraviglioso per difendere e ripristinare la salute del nostro suolo, delle nostre acque, infine della nostra Terra, il che rappresenta un presupposto fondamentale per la nostra sopravvivenza. L’impiego dei Microrganismi Effettivi EM® è praticamente illimitato in ogni campo di attività dell’essere umano. Nella vita di ognuno, dal singolo cittadino alla grande impresa, ogni azione che quotidianamente viene svolta a detrimento dell’ambiente, con l’utilizzo dei Microrganismi Effettivi EM® porta invece enorme beneficio alla Natura, invertendo così la rotta e agevolando la riparazione dei danni sin qui fatti al nostro ecosistema.

Da più di 20 anni, EM® viene impiegato in tutto il mondo con grande successo e senza nessun effetto indesiderato per la natura, giacché EM® viene dalla natura e non fa nient’altro che sostenere in modo molto valido i processi della natura stessa. La gamma delle applicazioni possibili è quasi infinita.

Qui e ora, facilmente, con poca spesa, è possibile che ognuno di noi possa iniziare a sperimentare il cambiamento utilizzando le stesse sostanze che compongono da sempre la vita sul pianeta e osservando un modo ecosostenibile ed ecocompatibile al 100% per far fronte alle nostre quotidiane esigenze. È incredibile quanto tutto questo sia semplice e funzioni! niente chimica, niente OGM, niente multinazionali. Le nostre città ne sarebbero trasformate, come in un sogno ecologista! Non è magnifico? Pensate: c’è chi lo sperimenta con successo da più di 20 anni! Cosa stiamo aspettando?

Che cosa sono gli EM?

In Natura sono presenti due forze dinamiche e opposte: la degenarazione e la rigenerazione. La degenarazione è energia distruttiva: essa causa deperimento, putrefazione, malattia, infermità e morte. La rigenerazione è energia positiva: fornisce vita, salute, è feconda, benefica e vitale. Il controllo della degenerazione e della rigenerazione è in mano a minuscole creature chiamate microorganismi.

Un ottimo indicatore per capire quale delle due forze ha il sopravvento è sicuramente quello delle condizioni di un terreno agricolo. In un terreno dove preponderano microorganismi rigenerativi, ovviamente tutto cresce sano e rigoglioso. Al contrario, un terreno ricco di microorganismi degenerativi mostra piante stanche, malate, fragili, deboli e su di esso è possibile coltivare solo con prodotti chimici.

Questo si può cambiare proprio con l’utlizzo degli EM (ed è continuamente dimostrato dagli studi)!

Perché? Ora lo vediamo insieme, ma sappiate che ogni cosa malata (sia essa un campo, una casa, una persona, qualsiasi cosa, insomma) lo è per via del processo di ossidazione. Gli EM, quindi, inibiscono fortemente l’ossidazione e la loro attività dà il via al processo rigenerativo, purificando aria, suolo, acqua e, ovviamente, favorendo la crescita della vegetazione. I nutrienti che gli EM secernono, inoltre, sono ottimi sia per le piante che per gli animali: i batteri della fotosintesi, i fermenti, i batteri dell’acido lattico e le muffe sono solo alcuni dei microorganismi EM. Inoltre, gli EM rilasciano nutrienti quali aminoacidi, acidi organici, polisaccaridi e vitamine.

Comunque venga applicata, la tecnologia EM porta miglioramenti e rende superfluo l’utilizzo di prodotti chimici, a nostro chiaro vantaggio.

EM è un concentrato liquido, composto da circa 80 tipi di microorganismi, appartenenti a 5 famiglie diverse. Principalmente, si possono suddividere gli EM in aerobi e anaerobi. Gli aerobi hanno bisogno di ossigeno per vivere, gli anaerobi no (con l’ossigeno muoiono).

Siccome sono totalmente diversi (e direi opposti) tra loro, lo scetticismo regna un po’ ovunque: la domanda tipo è “Come fanno a coesistere nello stesso “prodotto” se per vivere hanno necessità opposte?”.

Senza eccedere in spiegazioni tecniche di difficile comprensione (che trovate comunque ben sviluppate sui libri indicati alla fine di questa guida), il succo è che questi microorganismi opposti tra loro si nutrano semplicemente l’uno degli scarti dell’altro! Forte, no?

Come funzionano gli EM?

Il concetto è semplice: se il terreno è buono, quel che ne uscirà lo sarà altrettanto! Sta a noi quindi rendere buono il terreno, mettendolo in condizione di dare il meglio di sé, grazie al suo sistema naturale di autoconcimazione. Il deterioramento e la degenerazione “delle cose” sono causati interamente dall’ossigeno. Il fenomeno si chiama OSSIDAZIONE. Ovviamente non ci si riferisce all’ossigeno che respiriamo, bensì a quello “attivato”, il quale attacca i geni e si combina con gli acidi grassi insaturi, accelerando il processo di invecchiamento. I fertilizzanti artificiali e i prodotti chimici sono dei potentissimi agenti ossidanti. L’acqua piovana, entrando in contatto con questi prodotti, li porta… ovunque, ossidando il Pianeta (e noi con lui). Gli EM, come già detto, inibiscono e impediscono il processo di ossidazione, producendo a loro volta altre sostanze antiossidanti, altra Vita. Vediamo un esempio pratico di miglioramento del terreno, parlando di insetti e erbe infestanti.

Tutti i tipi di infestanti (insetti e piante), sono il maggior nemico delle nostre coltivazioni. Gli insetti nocivi adorano l’ambiente ossidato. E’ quindi logico che se il nostro campo è ricco di antiossidanti, gli insetti nocivi stiano sicuramente più alla larga, in quanto trovano un ambiente ostile. Gli EM impediscono alle uova di mosca (per esempio) di trasformarsi in larve. Qualora gli EM facciano la loro apparizione quando le uova sono già diventate larve, queste ultime non si sviluppano mai oltre il loro stato larvale, non diventando quindi mosche. Ciò è dovuto al fatto che le larve si sviluppano nutrendosi di sostanze contaminate e putrefatte, che permettono loro di produrre gli ormoni necessari alla crescita. Gli antiossidanti presenti negli EM bloccano quindi il processo di metamorfosi.

Ma allora, direte, gli EM ammazzano anche gli insetti utili! No!

Ecco perché: gli insetti nocivi sono per la maggior parte erbivori e, come detto, si nutrono di materia putrefatta. Gli insetti utili, invece, sono per la maggior parte carnivori. I sistemi enzimatici di queste due categorie di insetti sono diversi e questo significa che una marcata capacità di inibizione dell’ossidazione (grazie agli EM) procura danni agli insetti nocivi ma non a quelli utili: oltre a non essere dannosa agli insetti utili, ha su di loro un effetto benefico, perché ne accresce l’energia vitale.

In breve, gli EM creano le condizioni favorevoli alla vita “sana e utile” debellando tutto ciò che invece è nocivo. Allo stesso modo, visto che di miglioramento del terreno si sta parlando, vediamo come agiscono in campo. La stessa domanda di poco fa la potrete porre anche per le erbe infestanti: se è vero che gli EM stimolano e rafforzano le piante, allora è anche vero che lo risultino pure le infestanti!

Eh no, ancora no! O meglio, se utilizzati correttamente, a lungo andare le erbe spariranno del tutto e non si ripresenteranno! Vediamo come.

Quando si prepara il terreno per la semina, bisogna dare una passata di EM. Ora succede che le erbe infestanti accelerino la loro comparsa, la loro crescita e la loro germogliazione. A questo punto l’erbaccia va estirpata prima di procedere alla semina (o alla messa a dimora). Ovviamente, una buona parte dei semi di queste erbacce ritorna nel terreno. In seguito bisogna irrorare il terreno con un prodotto EM particolare (EM Bokashi), che fa appassire le radici perenni delle erbacce impedendo loro di comparire nuovamente in modo abbondante. Nel giro di pochi anni, le erbacce si ridurranno progressivamente, fino quasi a sparire.

Di seguito, un piccolo elenco del perché scegliere gli EM (ma soprattutto abbandonare il chimico):

– Raccolti più abbondanti
– Raccolti più frequenti
– Raccolti più lunghi nel tempo (si inizia prima del solito a raccogliere e si finisce dopo)
– Frutti e fiori più belli
– Frutti e fiori più grandi
– Frutti e fiori più buoni
– Frutti e fiori conservabili più a lungo
– Controllo degli infestanti
– Assolutamente biologici, naturali e vitali!

Ovviamente, sono perfetti anche per la coltivazione in vaso, sia all’esterno che all’interno (piante d’appartamento, coltivazioni indoor).

Altre info:
Italiaem è il sito ufficiale della società Punto EM S.r.l.
Embio
EM Italia Bionrg

Libri:
Teruo Higa Microrganismi effettivi. Benessere e rigenerazione nel rispetto della natura
Anne Lorch Guida pratica ai microrganismi effettivi. Un’opportunità per la nostra terra

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Spaghetti ai pesticidi in Svizzera: 4 marche italiane coinvolte

spaghetti-pesticidi

Tracce di pesticidi negli spaghetti in vendita in alcuni supermercati della Svizzera. Bon A Savoir ha condotto dei test specifici per l’individuazione di sostanze sospette su 15 confezioni di pasta e ha riscontrato irregolarità in 7 prodotti, di cui 4 italiani. Il risultato dei test pone un quesito da non sottovalutare: al giorno d’oggi è davvero possibile nutrirsi senza il timore che i prodotti che portiamo sulle nostre tavole contengano dei pesticidi?

Bon A Savoir comunica che queste sostanze tossiche non sono presenti soltanto nella frutta o nella verdura, ma anche nella pasta confezionata. Le 15 confezioni di spaghetti prese in esame sono state acquistate presso supermercati e discount. I test dimostrano che i prodotti confezionati non sono immuni da tracce di pesticidi. Gli esperti che si sono occupati delle analisi hanno evidenziato che i quantitativi individuati non sono superiori ai limiti consentiti e che negli spaghetti bio non era presente alcuna traccia di pesticidi. In 5 prodotti, sono state individuate tracce di pirimifos metile, un insetticida utilizzato per la conservazione di faine e cereali nei silos. Un’ulteriore sostanza, la cipermetrina, è stata riscontrata solamente negli spaghetti Qualità & Prix della Coop. Si tratta di un pesticida comunemente impiegato per diverse coltivazioni, compresi cereali, cotone e caffè. Infine, il laboratorio ha individuato tracce di terbufos negli spaghetti a marchio Denner. Il quantitativo era molto vicino, ma comunque inferiore, al limite consentito. I produttori, come Manor e Coop, hanno sottolineato che i valori riscontrati sono conformi alle leggi vigenti. Il discount Aldi è certo che i propri spaghetti non rappresentino una fonte di pericolo per i consumatori. Infine, secondo Lidl, le tracce di insetticidi individuate non influenzano per nulla la qualità del prodotto. Di fronte ai risultati ottenuti, Nicolas Roth, collaboratore scientifico del Centro svizzero di tossicologia umana applicata (Scaht) ha assicurato che non c’è motivo di allarmarsi, in quanto le concentrazioni segnalate sono ben inferiori rispetto alle soglie prefissate.

François Veillerette, portavoce dell’associazione francese Generazioni future per la difesa dell’ambiente, è di parere ben diverso. A suo avviso, le sostanze individuate rappresentano degli interferenti endocrini in grado di nuocere alla salute dei consumatori: anche a basse dosi i pesticidi ingeriti potrebbero rappresentare un problema e probabilmente i limiti di legge andrebbero rivisti.

Spaghetti ai pesticidi: Barilla, Reggano, La Pasta di Flavio, Combino, Prix Garantie (Coop), Qualité&Prix (Coop), Denner.

Spaghetti senza pesticidi: Garofalo, De Cecco, Barilla Integrale, Agnesi, Coop Naturaplan, Migros, Mi-Classic, M-Budget.

Supermercati e Discount: Coop, Lidl, Aldi, Migros, Denner.

Per maggiori informazioni: bonasavoir.ch.

I 12 alimenti con maggiori pesticidi:

  1. mele
  2. sedano
  3. peperoni
  4. pesche
  5. fragole
  6. pesche nettarine
  7. uva
  8. spinaci
  9. lattuga
  10. cetrioli
  11. mirtilli
  12. patate

I 15 alimenti con meno pesticidi:

  1. cipolla
  2. mais
  3. ananas
  4. avocado
  5. cavolo
  6. piselli dolci
  7. asparagi
  8. mango
  9. melanzana
  10. kiwi
  11. cantalupo
  12. patate dolci
  13. pompelmo
  14. anguria
  15. funghi

(Fonte greenme)

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Le “salutari” erbe cinesi, un cocktail di pesticidi molto pericolosi

Erbe cinesi

Tra novembre 2012 e aprile 2013, Greenpeace ha acquistato prodotti a base di erbe cinesi in sette mercati chiave per l’esportazione: Italia, Canada, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, e USA. Questi campioni sono stati inviati a un laboratorio indipendente per verificare l’eventuale presenza di residui di antiparassitari. In totale, sono stati raccolti 36 campioni di prodotti erboristici importati dalla Cina, tra cui bacche di goji, crisantemo, caprifoglio, bulbi di giglio, datteri, boccioli di rosa e san qi (Panax pseudoginseng, o “pseudo ginseng”). Questi prodotti sono normalmente acquistati per le loro proprietà medicinali ma le analisi eseguite hanno rilevato che la maggioranza dei campioni conteneva un cocktail di pesticidi, alcuni dei quali molto pericolosi. Dei 36 campioni testati, 32 contenevano residui di tre o più pesticidi. Nei campioni di caprifoglio acquistati in Canada e Germania, per esempio, sono stati trovati rispettivamente 24 e 26 pesticidi. Nei tre campioni acquistati in Italia (a Milano), bacche di goji, bulbi di giglio e datteri, sono stati rintracciati ben 23 pesticidi diversi, tra cui due vietati in Cina (phorate e carbofuran) trovati rispettivamente nei bulbi di giglio e nelle bacche di goji. Il livello di carbofuran rilevato nelle bacche di goji era pari al Limite Massimo di Residuo (LMR) europeo. Circa la metà dei campioni (17 di 36) conteneva residui di pesticidi classificati dall’OMS come estremamente pericolosi o molto pericolosi. Fra questi il carbofuran e il phorate anche se a basse concentrazioni. Queste classi di pesticidi rientrano fra quelle con un rischio acuto per la salute, e destano particolare preoccupazione poiché nei Paesi in via di sviluppo gli agricoltori tendono a utilizzare minori protezioni e sono meno informati sulle modalità d’uso durante l’irrorazione. I risultati ottenuti sono pubblicati nel rapporto internazionale “Chinese Herbs: Elixir of Health or Pesticide Cocktail?”.

La presenza di un gran numero di pesticidi in un singolo campione espone a un rischio noto come “effetto cocktail”, dato che la combinazione di diversi pesticidi può avere effetti più pericolosi rispetto agli effetti di una singola sostanza. Le ricerche effettuate sugli effetti tossicologici dovuti all’ingestione di una miscela di pesticidi diversi sono relativamente poche, ma in base al principio di precauzione la continua esposizione a questi cocktail dovrebbe essere evitata.

Il LMR europeo, che di per sé non andrebbe preso come garanzia di livelli sicuri di residui di sostanze chimiche, è stato superato in 26 dei 29 campioni. Dalle analisi dei campioni che superano il LMR europeo, sono esclusi i sette campioni di bulbi di giglio poiché nella norma comunitaria non esiste una specifica categoria per questo prodotto cinese. Nel caprifoglio acquistato in sei Paesi, il fungicida thiophanate-methyl è stato rilevato a livelli superiori al LMR.

La medicina tradizionale cinese ha una lunga storia ed è parte della cultura cinese, dove le erbe non sono solo un’alternativa alle medicine occidentali, ma anche una parte importante della dieta. Crisantemo e caprifoglio ad esempio vengono immersi direttamente in acqua o altre bevande. Bacche di goji, bulbi di gigli e altre erbe hanno una vasta gamma di utilizzi in cucina. La medicina tradizionale cinese si fa lentamente strada anche in occidente dove cresce la presenza di questi prodotti nei mercati. Le esportazioni di erbe cinesi nel 2011 hanno raggiunto il valore di 2,33 miliardi di dollari, con un incremento annuo del 36,48%.

La contaminazione delle erbe cinesi dovuta ai pesticidi non è un caso eccezionale ma piuttosto l’ennesimo esempio del fallimento dell’agricoltura di stampo industriale dipendente dalla chimica, in Cina e nel Mondo. La dipendenza dai pesticidi chimici è talmente diffusa che perfino la produzione di erbe naturali, un prodotto salutare per definizione, avviene con pratiche intensive che non prescindono dall’uso di pesticidi chimici o è comunque influenzata da tali pratiche. L’indagine ha riscontrato tracce di pesticidi estremamente pericolosi nelle erbe della farmacopea tradizionale cinese, ma questi prodotti potrebbero essere il risultato di un’applicazione diretta e deliberata sulle piante come pure la conseguenza di un fenomeno di contaminazione dell’ambiente dovuta a impieghi passati. Solo una piccola parte dei pesticidi chimici si trattiene sulle colture cui sono destinati. La maggior parte è dispersa nell’ambiente, nel terreno, nell’acqua e nell’atmosfera, comportando, in questo modo, gravi danni per le altre piante e distruggendo l’equilibrio dell’ecosistema circostante. Un altro problema causato dall’uso di pesticidi chimici è che essi uccidono anche molti altri insetti che svolgono naturalmente una funzione di controllo dei parassiti nelle coltivazioni. Anche per questo, l’impiego di pesticidi, invece di contrastare l’insorgere di problemi, rende la lotta ai parassiti più difficile, portando a un aumento dell’incidenza e dell’aggressività di parassiti e malattie. Sul lungo periodo, dunque, un’agricoltura di stampo industriale, basata sulla chimica, è più vulnerabile ai parassiti e agli infestanti e, come in un vero e proprio circolo vizioso, richiede un utilizzo sempre maggiore di sostanze pericolose. Con costi più alti per gli agricoltori e maggiori rischi per tutti noi: l’impatto economico, ambientale e sanitario dell’attuale sistema agricolo industriale è sempre più evidente.

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