0

Le verità del bugiardo: Il Governo delle larghe intese

berlusconi-pinocchio-fiducia-senato

“Sentire che Enrico Letta, che ho sempre stimato e che ho sospinto io a Palazzo Chigi, dichiarasse che era diventato inevitabile infliggere nuove pene agli italiani, per di più attribuendomene la colpa, ha avuto su di me l’effetto di una pugnalata. Che però mi ha restituito la voglia di lottare. Una ritorsione inaccettabile. Un dispetto. Con l’aggravante di attribuire a noi la responsabilità della decisione. Insomma, Letta annunciava nuove tasse e le intestava a noi. Inaccettabile. Altro che colpo di testa mio. È stato il suo un colpo basso.  Siccome Letta non è uno sprovveduto mi rifiuto di credere che non abbia compreso il senso delle dimissioni dei nostri senatori e deputati. Le quali sono state consegnate ai capigruppo non contro il governo, ma per dare un segnale drammatico agli italiani di quel che il Partito democratico sta cercando di fare non tanto a me, quanto al corpus della democrazia. Quelle dei parlamentari non erano dimissioni contro il governo, ma contro chi, come il Partito democratico, tradiva le intese costituendo una nuova maggioranza per decapitare i moderati del loro leader, il tutto contravvenendo a principi giuridici irrinunciabili in uno Stato di diritto.” Silvio “Pinocchio” Berlusconi

Il naso di Pinocchio era un bel naso-spia: cresceva a vista d’occhio se udiva una bugia. Che naso sorprendente: un naso che ci sente!

Condividi:
0

La Puppato lancia la piattaforma per una “democrazia partecipativa”….Aspettando Grillo

Laura Puppato tuparlamento

La Senatrice del Partito Democratico Laura Puppato ha dato il via a una piattaforma online per la partecipazione dei cittadini. Si chiama #TuParlamento e prevede la possibilità per tutti di interagire, fare proposte e discutere su quelle dei parlamentari. La Puppato fa scacco matto al  Movimento Cinque stelle. Infatti Beppe Grillo promette da mesi, a dire il vero la promise già settembre 2009, l’apertura di una piattaforma per una “democrazia partecipativa”, ma ad oggi di questa fantomatico progetto non c’è traccia.

“Benvenuti nella democrazia partecipativa” si intitola il post scritto sul sito internet. Un progetto al quale hanno aderito anche un nutrito gruppo di parlamentari Pd, oltre due di Scelta civica e alcuni di Sel.

“La piattaforma TuParlamento è nata. Era un impegno che mi ero presa all’inizio della legislatura e ora si parte. Questo è un luogo permanente di scambio tra cittadini e rappresentanti eletti, che include però l’assunzione di un impegno per i parlamentari che aderiscono alla piattaforma e la verifica degli obbiettivi. Questo strumento permetterà ai cittadini di avanzare direttamente delle proposte al Parlamento, dando a tutti una vera opportunità di partecipazione. Oltre alla presentazione, al sostegno e alla votazione, i cittadini potranno concorrere al miglioramento e all’integrazione delle proposte di altre persone. Poi, in virtù del Patto Partecipativo, i parlamentari s’impegneranno a portare queste proposte all’interno della loro attività istituzionale attraverso dei disegni di legge. Non dobbiamo mai smettere di combattere perché il futuro sia disegnato anche dal coraggio, dalle competenze, dal lavoro di ciascuno di noi, nelle direzioni che vogliamo. Qui non si tratta solo di discutere e di condividere delle idee, ma di sostenerle per portarle dentro le istituzioni. Più cittadini riusciremo a coinvolgere e maggiore sarà la forza di questa democrazia partecipativa”. Laura Puppato

Condividi:
0

Sono tutti Democratici con l’espulsioni degli altri

Espulsioni Pd

Il centrosinistra inorridisce per le quattro o cinque espulsioni nel Movimento 5 Stelle, dimenticandosi che proprio loro sono esperti di epurazioni. La lista dei cacciati dal Partito Democratico, insomma… poco Democratico, è lunga e variopinta. Son tutti Democratici con i Partiti degli altri…. e la lista, pubblicata su bojafuss.ilcannocchiale.it raccogliendo decine di titoli dei giornali riguardanti le espulsioni che il PD ha effettuato, è aggiornata al 19 novembre 2012…

  • Espulsa dal Pd l’ex sindaco di Avigliana, con lei vicesindaco e assessore.
  • Acqui Terme. Ferraris e Giglio espulsi dal Pd.
  • Il Gruppo del Partito Democratico del IV Municipio di Roma ha deciso di espellere il consigliere Giorgio Limardi, a seguito di un ripetuto comportamento difforme alle linee del partito.
  • Mario Russo, Valerio Addentato e Roberto Merlini sono stati espulsi dal segretario del PD provinciale di Roma Carlo Lucherini.
  • Agropoli. Carmine Parisi: “Cacciato dal Pd perché ho denunciato la speculazione edilizia”.
  • Troina. Espulsi dal PD due consiglieri comunali, per avere votato in contrasto con le indicazioni del partito.
  • Castiglione del Lago. Rosanna Ghettini, Caterina Bizzarri, Giancarlo Parbuono e Ivano Lisi espulsi dal PD.
  • Terremoto PD Alessano: espulsi Cosimo Del Casale e Donato Melcarne.
  • Piacenza, bufera nel Pd: espulsi i sostenitori di Renzi dall’esecutivo. Sostituiti i dirigenti con una telefonata.
  • Rapallo, sono stati espulsi dal PD: Maria Cristina Gerbi, Giorgio Bracali, Alessio Cuneo, Emanuele Gesino, Maurizio Ivan Maspero, Maria Morresi, Giulio Rivara.
  • La segreteria cittadina di Orta Nova ha attivato le procedure per il deferimento del consigliere comunale Antonio Bellino alla Commissione di garanzia, alla quale sarà proposta l’espulsione dal PD per violazione dello statuto e del codice etico.
  • San Mauro Torinese, Rudy Lazzarini espulso dal PD insieme a un nutrito gruppo di colleghi.
  • Caserta. Rino Zullo è stato espulso dal PD.
  • Carmelo Mazzola e Domenico Prisinzano sono stati espulsi dal PD di Castelbuono.
  • Afragola: Valentino espulso dal PD.
  • Sei iscritti al PD allontanati dal partito per non aver appoggiato Marini candidato sindaco a Frosinone.
  • Solidarietà a Paolo Dean ex sindaco di Fiumicello e a Rosanna Fasolo, ex assessore della giunta Dean, espulsi dal PD.
  • Terlizzi. Segreteria Pd: «Espulsi dal partito Ceci, Grassi e Adamo».
  • Avezzano. Il Partito democratico ha avviato la procedura per espellere Nicola Pisegna Orlando dal partito.
  • Anghiari. Danilo Bianchi espulso dal PD.
  • Campobello di Licata, il consigliere comunale Mimmo Tascarella espulso dal PD.
  • Gavorrano. Serena Remi, ex segretaria Pd ha presentato ricorso al Comitato Provinciale dei Garanti contro il provvedimento di allontanamento dal partito: «Registra pecche di forma ed è infondato».
  • Siena. Sospensione dal partito per Giovanni Bazzini, Anna Gioia, Luca Guideri, Giancarlo Meacci, Lucio Pace, Alessandro Piccini e Gian Luca Ranieri.
  • Belluno. Il Pd “scomunica” Massaro e gli vieta di iscriversi.
  • Mondragone. Sfiducia Cennami, espulsi dal Pd i tre consiglieri.
  • Il Pd passa ai fatti espulsioni ad Alessano.
  • San Giuliano Terme, il Pd espelle dal partito due consiglieri comunali.
  • Teramo. Le critiche scatenano l’epurazione. Espulso presidente comunale Pd.
  • Eboli. Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Antonio Petrone, Armando Cicalese, espulsi dal PD.
Condividi:
0

Amministrative 2013: Vince il non voto, non parlo, non sento, non vedo

non-voto-non-parlo-non-sento-non-vedo

Alle Amministrative di domenica hanno perso tutti. C’è poco da starsela a raccontare, o meglio il Pd e il Pdl se la raccontano e ce la raccontano. Sicuramente il forte calo del Movimento 5 stelle, causa anche l’astensionismo, era prevedibile. Ma dire che il Pd tiene o avanza, quando nei comuni capoluogo perde il 38% dei voti in tre mesi, mi sembra una bella bufala. E il Pdl? Nessuno lo dice ma ha perso due terzi dei voti a Roma in cinque anni e un terzo in tre mesi. Per non parlare della Lega Nord beh… Ma vediamo l’elaborazioni dei risultati del voto amministrativo appena conclusosi, effettuato dall’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna, per capire quanto i contendenti abbiano riscosso maggiori o minori consensi rispetto alle analoghe precedenti elezioni politiche (dello scorso febbraio) e amministrative (si sono scelte le precedenti regionali rispetto alle precedenti comunali per il minor lasso di tempo intercorso).

Nell’analisi, relativa ai 16 comuni capoluogo in cui si è votato, non si fa uso delle percentuali su voti validi – come di consueto viene fatto – ma dei voti in assoluto presi dai partiti e dai candidati (le % su voti validi fanno riferimento al rapporto di forza tra i partiti e oscurano la relazione partiti-elettori in quanto non tengono conto dell’astensione). Le variazioni temporali sono presentate sia in valore assoluto che in valore percentuale (relativamente ai valori di partenza): se un partito passa da 150.000 voti a 135.000, diremo che ha perso 15.000 voti pari al 10% dei suoi voti iniziali.

L’analisi è condotta sui voti ai partiti e non sui candidati sindaco. In questo modo viene perso il “voto al solo candidato”, così come non entrano nel computo dei voti ai partiti i voti alle “liste del candidato”. Questo modo di procedere può sottostimare il voto ai partiti nelle elezioni amministrative nel loro confronto col voto alle politiche (per esempio un elettore che a Roma vota solo Ignazio Marino senza dare il voto anche al Pd non appare fra i voti al Pd, così come non vi entra il voto per la “Lista civica Marino Sindaco”) ma si tratta di una sottostima che dovrebbe penalizzare sostanzialmente nello stesso modo tutti i partiti.

Dall’analisi dei dati emerge che sia i partiti di centro-sinistra sia quelli di centro destra perdono molti consensi. Tuttavia il centro-destra, Pdl e Lega Nord insieme, ha subito una contrazione maggiore.

Nelle 16 città analizzate le forze che fanno riferimento ai partiti a sinistra del Partito democratico (Sel, Rivoluzione civile, Sinistra arcobaleno, Rifondazione Comunista) hanno incrementato del 9% i consensi rispetto alle politiche del 2013, mentre un avanzamento molto più significativo c’è stato in comparazione con le regionali del 2010 (+34%). Per quanto riguarda i partiti, il Partito Democratico ha subito una contrazione pari al 39% dell’elettorato che lo aveva scelto nel 2013 alle politiche (pari a un decremento di 243.000 voti); rispetto alle elezioni regionali sempre del 2010 (2013 per Lazio) la contrazione è stata leggermente inferiore, ma pur sempre significativa (una perdita che si attesta attorno al 32%) (–183.000 consensi).

Il Popolo della Libertà ha perso una quantità di consensi che richiama la dinamica subita dal Pd: –40% rispetto alle politiche del febbraio scorso (-163.000 voti), mentre rispetto alle precedenti regionali il partito di Berlusconi ha visto ridursi i propri voti del 32%, pari a – 115.000 elettori.

La Lega Nord ha perso oltre la metà dei consensi ricevuti alle politiche del 2013 e ha raccolto soltanto un quarto dei voti delle regionali 2010 (-76%).

Il Movimento 5 stelle, vera novità delle scorse elezioni politiche, ha subito un tracollo rispetto alle consultazioni di febbraio (raccoglie meno di un terzo dei voti ricevuti alle politiche); mentre se comparato al risultato delle precedenti regionali (quando il successo del Movimento fu assai minore), il consenso del partito di Grillo si riduce solo del 30%. Se togliamo dai dati il valore del Comune di Roma, il cui peso elettorale incide notevolmente sull’intero campione dei comuni capoluoghi di provincia considerati, la flessione del Pd si riduce nelle proporzioni (–31% rispetto alle politiche e –17% rispetto alle regionali); viceversa, si accentua notevolmente la contrazione elettorale del Pdl (perde oltre la metà del proprio elettorato conquistato alle politiche e circa i due terzi rispetto alle regionali).

Il voto per aggregati di coalizione e partiti (2013 comunali vs. 2013 politiche e vs.  regionali 2010 o successive, 16 comuni capoluogo).Fonte Istituto Carlo Cattaneo

Il voto per aggregati di coalizione e partiti (2013 comunali vs. 2013 politiche e vs.
regionali 2010 o successive, 16 comuni capoluogo).Fonte Istituto Carlo Cattaneo

Condividi:
0

Un Governo da approvare, la proposta di Santoro a Grillo e Bersani

propostadigoverno

Un governo da approvare è la proposta di Michele Santoro e Servizio Pubblico per un governo istituzionale, che trovi l’appoggio del Partito Democratico e del M5S.

Questa la squadra di governo pubblicata sul sito di Servizio Pubblico:

  • premier Stefano Rodotà. Nato a Cosenza nel 1933, Stefano Rodotà si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove attualmente è Professore ordinario di Diritto civile. È stato deputato al Parlamento dal 1979 al 1994, eletto prime nelle liste del PCI (come indipendente di sinistra) e poi in quelle del PDS. È’ presidente dell’Autorità garante per la tutela dei dati personali. Ha tenuto corsi e seminari nelle Università di Parigi, Francoforte, Strasburgo, Edimburgo, Barcellona, Lima, Caracas, Rio de Janeiro, Città del Messico. È inoltre Visiting fellow, presso l’All Souls College dell’Università di Oxford e Professor alla Stanford School of Law, California. È vice-Presidente dell’International Society for Cultural Property; membro del Gruppo di esperti della Commissione dell’Unione Europea per l’etica delle biotecnologie e del Legal Advisory Board for Market Information. Dirige le riviste “Politica del diritto” e “Rivista critica del diritto privato”. Contemporaneamente alla sua attività politica e civile, Stefano Rodotà ha offerto i suoi maggiori contributi teorici in settori come il diritto civile, i diritti individuali e il sistema politico. Negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sulle libertà e i diritti fondamentali, analizzando le inedite questioni che in questo campo sollevano le innovazioni dell’informatica e della biomedicina;
  • all’Interno Anna Maria Cancellieri. Nata a Roma, 22 ottobre 1943, è un prefetto e funzionario italiano. È Ministro dell’Interno del governo Monti dal 16 novembre 2011;
  • alla Sanità Gino Strada. Nato a Sesto San Giovanni, 21 aprile 1948, è un chirurgo e pacifista italiano, fondatore, assieme alla moglie Teresa Sarti, dell’ONG italiana Emergency;
  • alla Cultura Salvatore Settis. Nato in provincia di Reggio Calabria, 11 giugno del 1941. Conseguita la laurea in Archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1963, prosegue gli studi ottenendo due anni più tardi il diploma di perfezionamento. Lavora come assistente professore nel 1968 presso l’Università di Pisa; l’anno successivo diventa professore incaricato; dal 1976 e fino al 1985 Salvatore Settis è professore ordinario di Archeologia greca e romana. Sempre all’interno dell’Università di Pisa, tra il 1977 e il 1981 ricopre la carica di direttore dell’Istituto di Archeologia e preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. A partire dal 1985 diviene docente di Archeologia classica presso la Scuola Normale di Pisa. Negli anni Novanta, dal 1994 al 1999, Settis dirige il “Getty Center for the History of Art and the Humanities” di Los Angeles. Viene eletto direttore della Scuola Normale di Pisa dal 1999 fino al 2010. È inoltre membro del Deutsches Archäologisches Institut, della American Academy of Arts and Sciences, dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Accademia di San Luca, del Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, dell’Académie Royale de Belgique, dell’Academia Europaea, del Comitato scientifico dell’European Research Council, del Comitato Internazionale per la Salvaguardia della Torre di Pisa, del Consiglio Scientifico dell’Enciclopedia Italiana. Dal 2004 è membro del Comitato dei garanti della Scuola Galileiana di Studi Superiori. In campo culturale e politico, Settis ricopre la carica di presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, quando nel 2008 esplicita il suo pensiero contro la politica di tagli indiscriminati all’Università promossa dal governo Berlusconi; i suoi interventi sulle pagine dei quotidiani La Repubblica e Il Sole 24 ore, vengono criticati dal neo-ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi: Settis decide così, nel febbraio 2009, di dare le dimissioni. Gli interessi di studio e di ricerca del professor Settis riguardano principalmente la storia dell’arte antica, la storia della tradizione classica e la storia dell’iconografia e dell’arte religiosa europea, dal Medioevo al Seicento;
  • alla Difesa Fabio Mini. Nato l’11 dicembre 1942 a Manfredonia (FG) ed è cresciuto a Pesaro. Diplomato in ragioneria e laureato in Scienze Strategiche, ha conseguito tre corsi di perfezionamento post-laurea di cui due in Scienze Umanistiche presso la “Accademia Agostiniana” dell’Università Lateranense, ed uno in Negoziato Internazionale presso l’Università di Trieste. Completato il corso di studi presso l’’Accademia Militare di Modena nel 1965, ha frequentato la Scuola di Applicazione di Torino ed il Corso di Specialità presso la Scuola d’Arma (Fanteria Meccanizzata). Dal 1975 al 1978 ha frequentato i Corsi di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra, classificandosi primo nella sua classe. Le sue specializzazioni militari includono quelle in missili anti-carro e difesa NBC, Ufficiale addetto alla Pubblica Informazione della NATO, Ispettore CBM per gli Accordi di Stoccolma ed in Operazioni Psicologiche. Ha comandato tutti i livelli di unità meccanizzate, dal Plotone alla Brigata. Il suo ultimo incarico operativo è stato quello di comandante della Brigata “Legnano” durante l’operazione “Vespri Siciliani” contro il crimine organizzato in Sicilia. E’ stato in seguito responsabile della preparazione, addestramento e primo schieramento della Brigata in Somalia. I suoi incarichi di Stato Maggiore comprendono quelli di Ufficiale alle Operazioni (S3) e Difesa NBC presso il 4º Reggimento Corazzato, e di Capo Sezione di Stato Maggiore (G4) presso la Brigata Meccanizzata “Granatieri di Sardegna”. Dal 1979 al 1981 è stato assegnato negli Stati Uniti presso la 4º Divisione di Fanteria a Fort Carson, nel Colorado, dove ha svolto gli incarichi di Ufficiale addetto ai Piani ed Operazioni (G3), Secondo in Comando della Divisione Esercitazioni e Valutazioni (EED) e Capo della Divisione Esercitazioni e Valutazioni/Centro Simulazione Combattimento. Al suo ritorno in Italia ha prestato servizio quale Ufficiale Addetto al Reparto Impiego del Personale dello Stato Maggiore dell’Esercito, Capo dell’Ufficio Studi e Coordinamento dello Stato Maggiore dell’Esercito, Capo dell’Ufficio Pubblica Informazione e Portavoce del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Dal 1993 al 1996 ha svolto l’incarico di Addetto Militare a Pechino, Repubblica Popolare Cinese. Con il grado di Generale di Divisione, ha diretto l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI). Nel 1999 ha svolto due incarichi concomitanti presso lo Stato Maggiore della Difesa quali Capo dell’Ufficio Generale per le Comunicazioni e la Pubblica Informazione e Capo dell’Ufficio Generale di “Euroformazione”. Ha assunto l’attuale incarico il 31 luglio 2000. A partire dal gennaio 2001, AFSOUTH ha assunto la funzione di Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani. Le sue decorazioni comprendono l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), la Medaglia al Merito Mauriziana, la Medaglia di Lungo Comando, la “U.S. Army Commendation Medal” e la Medaglia “BA YI” della Repubblica Popolare Cinese. Ha scritto molto su questioni militari, strategiche e geopolitiche. Tra i suoi lavori i libri: “Comandare e comunicare” (Alinari-Firenze, 1989), e “L’altra strategia” (Franco Angeli-Roma, 1998). E’ autore di oltre venti saggi e di molti articoli pubblicati su riviste militari e civili come “La Rivista Militare”, “LIMES” e “Heartland”. Nel 2001 ha curato la versione italiana del libro “Guerra senza limiti”, i cui autori sono i colonnelli della Repubblica Popolare Cinese Qiao Liang e Wang Xiaosui. Ha fondato e continua a dirigere “Newstrategy”, un istituto di ricerca e studio non a scopo di lucro. E’ membro delle Conferenze Mondiali Pugwash e del Comitato scientifico di LIMES. Svolge regolarmente seminari informativi presso le scuole ed i centri di addestramento nazionali dei Servizi di intelligence su questioni strategiche dell’Asia, dell’Estremo Oriente e sul terrorismo e crimine organizzato. Il Ten.Gen. MINI ha assunto il comando delle operazioni di pace in Kosovo a guida NATO (KFOR) il 4 ottobre 2002;
  • agli Esteri Laura Boldrini. Nata a Macerata il 28 aprile 1961. Oggi è la portavoce in Italia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), organismo dell’Onu che conta 50 milioni di rifugiati assistiti, ma il suo percorso inizia molto lontano, dopo la maturità, in un’azienda di riso in Venezuela, in cui trascorse un periodo di lavoro prima di intraprendere un viaggio lungo tutto il centro America. Si laurea in Giurisprudenza a Roma nel 1985 e, dopo una breve esperienza in Rai, comincia nel 1989 la sua carriera all’Onu, lavorando per quattro anni alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Wfp) come portavoce per l’Italia, compiendo missioni in molti luoghi di crisi, tra cui Jugoslavia, Georgia, Iraq e Afghanistan. L’arrivo all’Alto commissariato per i rifugiati inizia nel 1998. Tanti anche i riconoscimenti ottenuti, tra i quali la Medaglia ufficiale della commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999), il titolo di Cavaliere ordine al merito della Repubblica italiana (2004) e il Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006). Ultimo, ma soltanto in ordine di tempo, anche il premio di “italiana dell’anno” conferitole dal settimanale Famiglia Cristiana nel 2009;
  • all’Istruzione Milena Gabanelli. Nata a Nibbiano, 9 giugno 1954 è una giornalista e conduttrice televisiva italiana. Opera come freelance collaborando con la Rai a programmi televisivi di inchiesta;
  • al Welfare Maurizio Landini. Nato a Castelnovo Ne’ Monti (Reggio Emilia) il 7 agosto 1961. Dopo aver cominciato a lavorare, quale apprendista saldatore, in un’azienda cooperativa attiva nel settore metalmeccanico, Landini è stato prima funzionario, e poi segretario generale della Fiom di Reggio Emilia. E’ quanto si legge in una nota della Fiom, che ha eletto oggi (1 giugno) il nuovo segretario generale. Successivamente, è stato segretario generale della Fiom dell’Emilia-Romagna e, quindi, di quella di Bologna. All’inizio del 2005 Landini è entrato a far parte dell’apparato politico della Fiom nazionale. Il 30 marzo dello stesso anno, è stato eletto nella Segreteria nazionale del sindacato dei metalmeccanici Cgil. Come segretario nazionale, Landini è stato responsabile del settore degli elettrodomestici e di quello dei veicoli a due ruote, conducendo trattative con imprese quali Electrolux, Indesit Company e Piaggio. A questi incarichi, si è poi aggiunto quello di responsabile dell’Ufficio sindacale, che lo ha portato a seguire a stretto contatto con il Segretario generale, Gianni Rinaldini, le trattative per il rinnovo del Contratto dei metalmeccanici nel 2009. Sempre come responsabile dell’Ufficio sindacale, Landini è stato negli ultimi mesi il responsabile della delegazione Fiom nelle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali delle imprese aderenti alla Unionmeccanica-Confapi e di quello delle imprese artigiane;
  • alle Politiche agricole Carlo Petrini. Nato a Bra, 22 giugno 1949, fondatore e presidente di Slow Food, scrive per “La Stampa” ed è autore di numerose pubblicazioni. È stato incluso dal settimanale americano “Time” nella classifica 2004 degli Eroi Europei;
  • all’Ambiente Catia Bastioli. Nata a Foligno, 3 ottobre 1957. Scienziata e manager, entra da giovanissima alla Montedison per lavorare sui materiali biodegradabili provenienti da risorse rinnovabili. Assunta poi da dirigente nel 1993 alla Novamont, industria chimica di Novara, ne è infine diventata Amministratore Delegato. Con un progetto ambizioso: fare “chimica vivente per la qualità della vita”, integrando chimica, ambiente e agricoltura. É presidente del Kyoto Club, organizzazione non profit che raccoglie imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali impegnati nel raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto;
  • allo Sviluppo Economico Fabrizio Barca. Nato a Torino, 8 marzo 1954 è un economista italiano. Presidente del Comitato politiche territoriali dell’Ocse, è stato nominato ministro per la coesione territoriale del governo Monti il 16 novembre 2011;
  • all’Economia Luigi Zingales. Nato a Padova 8 febbraio 1963, Economista. Professore della Chicago University. Dal 2007 consigliere d’amministrazione Telecom (indicato dai fondi di investimento). Dal 2012, è stato uno dei promotori del movimento politico italiano Fermare il Declino;
  • alla Giustizia Piercamillo Davigo. Nato a Candia Lomellina 20 ottobre 1950. Magistrato. Piercamillo Davigo «è uno dei più brillanti e pungenti esponenti della Procura di Milano». In servizio dal ’78, primo caso importante «l’ufficio Iva di Pavia. Vennero arrestati 29 impiegati su 30 che componevano l’ufficio», si occupò tra l’altro del processo contro il boss Angelo Epaminonda. Divenuto «uno dei più brillanti e pungenti esponenti della Procura di Milano» (Sergio Romano), sollecitato da Gerardo D’Ambrosio, il 23 maggio 1992 entrò nel pool Mani Pulite”: «Lo ammetto con un po’ di vergogna. Pensai: “Qui si passano un sacco di guai”. Ma il giorno in cui dovevo dare la mia risposta ci fu la strage di Capaci, e mi pentii moltissimo di aver pensato di dire di no». «Il più ruvido fra i magistrati del pool» (Maurizio Tortorella), “mente” «che scriveva materialmente le rogatorie laddove Antonio Di Pietro era il braccio investigativo» (Dario Di Vico), noto come “il dottor Sottile” che smentiva ogni virgolettato («se appaiono mie frasi su un giornale, sono pronto a smentirle fin da ora»), gli attribuirono l’intenzione di voler «ribaltare l’Italia come un calzino»: «Non l’ho detto io. Lo disse Giuliano Ferrara. Il quale poi ebbe l’impudenza di sostenere che l’avevo detto io. È finita con una querela». Per anni anni fu oggetto di attacchi furibondi: «Dal ’93 al ’98 ho sporto più di ottanta querele. Nessuna prima e nessuna dopo. Prima ero buono, poi cattivissimo e poi sono tornato buono? Evidentemente ero oggetto di attacchi furiosi per i processi che facevo. Ricordo una trasmissione in cui si sosteneva che io ricattavo il presidente di una sezione del tribunale di Milano per far condannare degli imputati. Sullo sfondo un quadro con due maiali in toga abbracciati e un coltello insanguinato» (da un’intervista di Claudio Sabelli Fioretti). Già giudice di Corte d’Appello, dal 2005 è consigliere della Corte di Cassazione. Ha scritto il libro La corruzione in Italia. Percezione sociale e controllo penale (con Grazia Mannozzi, Laterza 2007);
  • alle Pari Opportunità Irene Tinagli. Nata a Empoli, 16 aprile 1974 è un’economista e politica italiana. Laureata alla Bocconi di Milano, è docente all’Università Carlos III di Madrid, specializzata in sviluppo economico, innovazione e creatività, nonché consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU, della Commissione Europea e di diversi enti e governi regionali sia in Italia che all’estero.

Condividi: