Dalla finta democrazia nasce l’oligarchia

In parlamento i partiti politici, maggioranza e opposizione, fanno finta di lottare: il loro scopo è di farsi rieleggere, di perpetuarsi al potere, di estenderlo e di respingere ogni visione del mondo che lo insidi. I leader diventano così professionisti della politica, stabili e pressoché inamovibili.

La ”La legge ferrea dell’oligarchia”, formulata nel 1911 dal politologo tedesco Robert Michels teorizzava che tutti i partiti/sindacati si evolvono da una struttura democratica aperta alla base, in una struttura dominata da una oligarchia ovvero da un numero ristretto di dirigenti. Continue Reading


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La teoria della classe politica

La democrazia, il parlamentarismo, il socialismo sono solo delle utopie, delle teorie politiche per legittimare e mantenere un potere che è sempre in mano a pochi uomini. Gaetano Mosca è uno dei più importanti esponenti della corrente di pensiero elitistica. Egli sostiene che esiste una sola forma di governo e di classe politica, cioè, l’oligarchia. Secondo Mosca la élite al potere è organizzata in modo tale da mantenere a lungo la propria posizione e tutelare i propri interessi, anche utilizzando i mezzi pubblici a sua disposizione. Continue Reading

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Tutta colpa dell’origano

origano

Il problema dell’economia italiana allo sfascio è quello di abbassare al 6% l’Iva sull’origano “a rametti o sgranato”.

“Il nostro parlamento, legiferando sull’Iva, quando toccò le erbe aromatiche elencò tutte le specie e, così come per tutti gli altri prodotti della terra, applicò l’imposta al 4%, ma poi deliberò anche sulla diversità tra fresco e secco e miscellanea tra queste aggiungendo all’uopo qualche punto di differenza sul valore aggiunto (non chiedetemi lumi, vi prego) in ogni caso mantenendo una percentuale non superiore al 10%. Vedete bene dunque che lavoraccio no?! Mica come tutti gli altri Paesi che grossolanamente fanno di tutte l’ erbe un fascio d’aliquota!

Ma galeotto fu l’origano perché (ahi lui lasso) fu dimenticato nell’erbario del legislatore addetto all’elenco (ma quale erba si stava fumando per dimenticare quella più usata nell’indigena pummarola?).  E fu così che (da quell’Agenzia dell’Entrate sì notoriamente irremovibile, specie nel perseguire gli evasori) l’erba esclusa fu assoggettata all’Iva del 22%: popolar/fascia lusso per ceto medio -post suo genocidio epocale- superstite ancor papabile (soprattutto puppabile)  persino sull’origano!

Siamo riusciti a battere Attila! Dopo aver distrutto ogni possibilità di crescita (fili d’erba compresi) gliel’abbiamo fatta a far crescere almeno l’origano”. Nadia Redoglia

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Abolire la porcata del voto segreto

voto-segreto-Senato

Impossibile controllare il voto in Parlamento. La “buca” elettronica è profonda e i movimenti sono così impercettibili da impedire al compagno di banco la verifica di un voto espresso. Per stanare i franchi tiratori, tornati di moda in questo giorni con l’affaire Berlusconi, sono state pensate tutte le tecniche possibili. Dalla pallina di carta per bloccare il pulsante fino a votazione conclusa; alla moneta da due euro; al legnetto di piccole dimensioni. Altre misure sono il votare con un solo dito (il dito medio). Tecniche rodate negli anni, ma inutili. Insomma questo del voto segreto e l’ennesima pagliacciata italiana. Per porre fine a tutte queste sceneggiate, il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta per l’abolizione della votazione a scrutinio segreto. 

Nel corso della storia repubblicana, il voto segreto in Parlamento veniva utilizzato, con sempre maggiore frequenza, per una molteplicità di fini diversi, ma quasi mai davvero a tutela dell’autonomia di espressione nel voto di parlamentari a fronte di vere o presunte prevaricazioni altrui, di tipo sia partitico sia governativo. Peraltro, la delimitazione del voto segreto in Parlamento è stata raggiunta soltanto nel 1988, dopo una amplissima discussione durata più di un secolo. In tutte le costituzioni democratiche è, non a caso, proclamata la visibilità del mandato parlamentare come forma sia di controllo sia di trasparenza della vita politica. Nel nostro ordinamento il voto segreto ha, invece, rappresentato lo strumento attraverso cui si è sviluppato il trasformismo parlamentare determinando, nei fatti, un «divorzio tra sistema politico e responsabilità». È, pertanto, opportuno ritenere che lo scrutinio segreto non solo deresponsabilizza il parlamentare, ma favorisce il potere di pressione dei più disparati gruppi di interesse; segnatamente, inoltre, esso impedisce agli elettori di giudicare e valutare i propri rappresentanti: ponendosi dunque in contrasto sia con il supremo principio della sovranità popolare, che è alla base della nostra Costituzione repubblicana, sia con quello della trasparenza del processo decisionale pubblico. Nel solco dell’articolo 64 della Costituzione, che presuppone che in un sistema di democrazia parlamentare la regola è la pubblicità ed il segreto è l’eccezione, si inserisce la presente proposta modificativa, anche perchè il procedimento decisionale muta radicalmente a seconda che esso si svolga in modo palese ovvero segreto. Anche con specifico riguardo alla votazione per scrutinio segreto concernente le «persone», occorre stigmatizzare la sua notevole inadeguatezza, stante il concreto rischio della loro inevitabile ed inopportuna politicizzazione, direttamente dipendente dalle ripartizioni politiche prestabilite. La votazione palese obbligatoria mira, dunque, a conferire compiutezza al regime di democrazia parlamentare, rendendo trasparente, giudicabile e rintracciabile il rapporto tra elettori ed eletti, nelle varie forme in cui si dipana l’attività del Senato della Repubblica. Per i motivi esposti nella presente relazione si auspica, quindi, un celere esame della presente proposta di modificazione del Regolamento del Senato.

Art. 1
(Modifica all’articolo 41)
1. All’articolo 41, comma 1, il secondo periodo e`sostituito dal seguente: «Per le votazioni nominali – che si svolgono con le modalita` indicate nei commi 1 e 2 dell’articolo 116 – e` richiesta la domanda di tre Senatori».

Art. 2.
(Modifica all’articolo 113)
1. L’articolo 113 e`sostituito dal seguente:
«Art. 113. – (Modi di votazione). – 1. I voti in Assemblea sono espressi per alzata
di mano o per votazione nominale. Le votazioni nominali sono effettuate con scrutinio simultaneo o con appello.
2. L’Assemblea vota normalmente per alzata di mano, a meno che quindici Senatori
chiedano la votazione nominale. La relativa richiesta, anche verbale, deve essere presentata dopo la chiusura della discussione e prima che il Presidente abbia invitato il Senato a votare. Se il numero dei richiedenti presenti nell’Aula al momento dell’indizione della votazione e` inferiore a quindici per la votazione nominale, la richiesta si intende ritirata. I Senatori richiedenti sono considerati presenti, agli effetti del numero legale, ancorche´ non partecipino alla votazione.
3. Sono effettuate a scrutinio palese le votazioni comunque riguardanti persone e le elezioni mediante schede».

Art. 3.
(Abrogazione dell’articolo 117)
1. L’articolo 117 e`abrogato.

Art. 4.
(Modifiche all’articolo 118)
1. All’articolo 118 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, le parole: «o a scrutinio segreto» sono soppresse;
b) il comma 6 e`abrogato

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Canto d’amore disperato per una bella grillina

Beppe Grillo

Ma quanto sei carina, grillina
Ma quanto sei difficile a volte, amore mio…

Fin da quando ti ho vista, grillina,
mi hai fatto battere il cuore
coi tuoi riccioli scuri
i tuoi occhi scuri
con quella luce ballerina dentro

Ma tu mi strapazzi, morettina
E t’incazzi… così carina
E mi fai domande trabocchetto
Tipo: “Il Pd aveva detto che non faceva patti con i ladroni di destra e poi non hanno mantenuto la promessa!”

E a me lo dici, patatina?
Non sono del Pd e son d’accordo…
E mi si affastellano pensieri:
il Pd dei vertici, il Pd dei tanti compagni che conosco, il Pd della nomenclatura, il Pd delle primarie e delle facce nuove in Parlamento

Ma tu non vai per il sottile,
non discuti di coltello ma di fucile
mi fai lo sgambetto:
“Ma come fanno a stare al governo
insieme a quel tizzone d’inferno?
Dov’è la coerenza?
Han finito la decenza?”

E la tua bocca, grillina
È rossa come una bandiera
E quei tuoi occhi morettina,
bruciano come la benzina

E mentre tu misuri la decenza
E gli obblighi della coscienza
Io faccio i conti delle vittime potenziali
E accetto la trattativa pure coi maiali

Tu t’arrabbi, e come darti torto?
Si vive in un mondo capovolto
io miro al male minore,
al piccolo risultato
al conteggio che dice:
“Oggi uno l’abbiamo salvato”.

E di certo il tuo ragionamento
è bello e forte come il tuo portamento
E io mi sento preso da te
grillina
E mi piace che già 17 anni fa ti ho sposata
E non sei ancora cambiata.

Jacopo Fo

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