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Mondiali 2014: Dieci nazionali ‘green’, in campo con divise riciclate

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Tra due giorni con Brasile-Croazia partono i mondiali di calcio 2014. Dieci squadre hanno però già vinto una Coppa, quella della sostenibilità. Brasile, Francia, Grecia, Portogallo, Usa, Australia, Corea del Sud, Croazia, Inghilterra e Olanda infatti, sfoggeranno delle divise completamente sostenibili, perché realizzate con bottiglie di plastica riciclata. Le loro nuove maglie sono realizzate con l’innovativo poliestere riciclato di Nike che le rende la divise più ecocompatibili mai prodotte. Ogni completo da gara, ovvero maglia e pantaloncini, è stato realizzato utilizzando fino a 13 bottiglie di plastica riciclate. Questo innovativo processo di fabbricazione riduce i consumi energetici fino al 30% rispetto alla fabbricazione del poliestere tradizionale, con tessuto più leggero del 23% rispetto a quello dell’anno precedente, e con una struttura di lavorazione della maglia più resistente del 20%. Queste nazionali lanciano così un messaggio di sensibilizzazione verso un tema importante e delicato, quello del riciclo della plastica. Gli azzurri guidati da Cesare Prandelli, hanno perso una buona occasione. Balotelli e Company non rientrano infatti tra le squadre più sostenibili per quanto riguarda le divise di gioco.

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Un Mondiale a tutta birra

 

 

I mass-media brasiliani l’hanno gia ribattezzata la “guerra della birra”. A combatterla c’è da un lato la Fifa, il massimo ente calcistico mondiale che organizza ogni quattro anni i Mondiali, e dall’altro il Brasile appunto, il Paese che tra due anni ospiterà la kermesse. Casus belli non la violenza incontrollata in alcune metropoli come Salvador o l’espulsione dalle favelas di migliaia di poveracci per far spazio ai Mondiali bensì la bionda alla spina. Già perché per Blatter & co. la birra deve essere assolutamente venduta sugli spalti del Maracanã durante i prossimi Mondiali di calcio. Il segretario generale della Fifa, il francese Jérôme Valcke, ha quasi lanciato un ultimatum in proposito, sostenendo che il diritto di vendita della birra dovrebbe essere inserito nella legislazione speciale relativa ai Mondiali che il Parlamento brasiliano si appresta a varare. Uno dei maggiori sponsor Fifa, del resto, e’ la Budweiser e, dunque, le pressioni dell’ex reporter sportivo di Canal+ non stupiscono. Peccato però che una legge ordinaria approvata in Brasile nel 2003 prescriva il bando totale di tutte le bevande alcoliche dagli stadi e che il ministro della Sanità Alexandre Padilha abbia già fatto appello al Parlamento perché non tocchi la normativa. Di certo c’è che Valcke ha appena concluso un tour nel Paese durante il quale, oltre a sottolineare le pecche delle infrastrutture, ha ribadito che “la birra negli stadi e’ parte della cultura dei tifosi e lo sarà anche ai Mondiali del 2014”.

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