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Video shock: Mucche prese a calci, accoltellate e trascinate



Una nuova investigazione sotto copertura di Mercy For Animals presso un allevamento fornitore di prodotti lattiero-caseari per il famoso marchio americano di pizza surgelata DiGiorno proprietà della Nestlé. Lavoratori dell’allevamento che prendono a calci, accoltellano e trascinano per le zampe e per il collo con catene attaccate al trattore gli animali.

Nel ottobre 2013, un investigatore sotto copertura di Mercy For Animals ha documentato i terribili abusi sugli animali in un allevamento nel Wisconsin, presso un importante fornitore di formaggio la “DiGiorno”.

Dopo aver esaminato il filmato, il dottor Temple Grandin, esperto mondiale nella cura degli animali, ha dichiarato: “Trascinare le mucche vive, appenderle è un grave maltrattamento. Le azioni di queste persone sono andate al di là di un “trasporto sicuro” e l‘escalation di crudeltà con calci, percosse, è una dura fustigazione per gli animali.”

In una dichiarazione congiunta, il Dr. Bernard Rollin, il Dr. Terry Engle e William Wailes del Dipartimento di Scienze Animali presso la Colorado State University hanno concluso che il filmato ha rivelato “abusi orribili da parte dei lavoratori” e che “queste persone violente e sadiche devono essere perseguiti nella misura massima consentita dalla legge, e deve essere impedito a loro, per sempre, di lavorare con gli animali “.

Firma la petizione su http://www.SliceOfCruelty.com


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Video shock in un allevamento di maiali, maltrattati per Walmart

allevamento di maiali, maltrattati per Walmart

Dopo i pulcini maschi triturati vivi e le galline ovaiole ammucchiate in gabbie grandi come fogli A4, una nuova investigazione di Mercy For Animals fornisce uno sguardo scioccante, all’interno di un allevamento di maiali della Walmart, multinazionale americana nel canale della grande distribuzione organizzata, con un giro d’affari di 434 miliardi di dollari, 4.400 negozi, 2,1 milioni di impiegati e 140 milioni di clienti alla settimana.

Già accusata di sfruttamento di manodopera minorile e di bustarelle versate sistematicamente a funzionari e politici messicani per favorire l’espansione del colosso, ora grazie a questa investigazione viene denunciata di maltrattamento sugli animali.

Tra il dicembre del 2011 e marzo del 2012, un investigatore di Mercy For Animals ha documentato crudeltà e stato di abbandono in una fattoria in Hanska, Minnesota. Migliaia di suini confinati in gabbie di gestazione di metallo così piccole e sporche, da non permettergli neppure di girarsi o sdraiarsi comodamente per quasi tutta la loro vita. I suini all’interno di queste gabbie, si procurano grandi ferite e lesioni da pressione causate dallo sfregamento contro le sbarre delle minuscole gabbie.

I lavoratori sbattono i suinetti nel terreno lasciandoli soffrire e morire lentamente, gli strappano i testicoli e gli tagliano le code senza l’uso di antidolorifici. I suini malati e feriti gravemente, con ferite sanguinanti o infezioni, vengono lasciati morire senza cure veterinarie. Dopo aver esaminato i filmati, girati con telecamere nascoste, il veterinario Dr. Lee Schrader ha condannato il fornitore di carne di maiale, la Walmart, dicendo: “Scrofe confinati in gabbie di gestazione soffrono significativi problemi di benessere, sia fisico che emotivo … Queste casse di metallo troppo piccole, in cui sono confinati i suini per mesi e mesi, sono palesemente crudeli”.

Questa pratica è stata vietata da parte dell’intera Unione Europea, Nuova Zelanda, e dagli Stati della Florida, Arizona, Oregon, Colorado, California, Maine, Michigan, e Rhode Island. Riconoscendo la loro crudeltà intrinseca, i principali fornitori di cibo, tra cui McDonald, Burger King, Wendy, Kroger e Safeway hanno iniziato a chiedere ai loro fornitori di farla finita con le casse di gestazione.

Purtroppo, Walmart, il più grande rivenditore del mondo, continua a sostenere questi evidenti abusi sugli animali, proseguendo a vendere carne di maiale dai produttori che usano queste brutali tecniche di allevamento. Per aiutare Mercy For Animals a convincere Walmart a fare la cosa giusta firma la petizione qui.

L’Uomo è il peggior Animale…..

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Video shock: la macellazione dei pesci

Per condividere o scaricare il video: SaiCosaMangi TV

 

Dall’allevamento alla macellazione, i pesci, di ogni specie, sono torturati, soffocati, spellati e fatti a pezzi, il tutto mentre sono ancora vivi e coscienti, in grado di provare dolore e paura.

Questa investigazione di Mercy for Animals, realizzata nel 2010, mostra la macellazione dei pesce-gatto in uno stabilimento del Texas, ma per ogni specie, allevata o pescata in mare, in ogni parte del mondo, la sofferenza è la stessa.

Il video risultante dall’investigazione mostra decine di pesci stipati in secchi e ceste, che annaspano alla ricerca d’ossigneo, e gli operai che li prendono uno a uno per spellarli ancora vivi e coscienti, mentre cercando di scappare dibattendosi. Si vedono pesci ancora vivi tagliati a metà, o a cui viene staccata la testa.

E’ noto dalla scienza, ed evidente da queste immagini, che i pesci provano dolore, allo stesso modo di tutti gli altri animali. I pesci, sofferenti e terrorizzati, cercano di scappare dalle mani dei macellai, dalla tortura che questi infliggono loro.

Mercy for Animals ha denunciato i metodi di questo allevamento del Texas, ma la denuncia è stata archiviata in quanto questa pratica non costituiva reato di maltrattamento di animali. In effetti, non esistono leggi che proteggano i pesci dai maltrattamenti e dalla sofferenza estrema negli allevamenti e nei macelli. Negli USA, vengono uccici circa 8,4 miliardi di pesci ogni anno. L’80% di questi sono pesci-gatto come quelli del filmato.

La situazione è la stessa nel resto del mondo, Europa inclusa. Nell’Unione Europea, secondo i dati del 2010 dell’EFSA (l’authority per la sicurezza alimentare), non è obbligatorio, e raramente viene applicato, lo stordimento preventivo dei pesci prima della macellazione. Il che significa che normalmente i pesci vengono fatti a pezzi ancora coscienti. Molti pesci vengono venduti ancora vivi (l’85% delle carpe viene venduto vivo) ed è quindi il “consumatore finale” a ucciderlo come vuole.

I metodi di macellazione applicati in Europa variano da una specie all’altra e sembrano una rassegna da film dell’orrore: vengono uccisi per soffocamento semplicemente lasciandoli all’aria senza possibilità di respirare; vengono messi sul ghiaccio e dissanguati (metterli sul ghiaccio serve solo a immobilizzarli, non a stordirli, rimangono coscienti); vengono uccisi con una fiocina nel cranio (i tonni, per esempio); vengono storditi con l’elettricità o con un colpo in testa (ma il più delle volte rimangono coscienti); vengono messi in acqua e sale ad agonizzare prima di venire spellati e fatti a pezzi; vengono immersi in acqua in cui viene fatta passare la corrente elettrica; vengono immersi in una miscela di acqua e ghiaccio fino alla morte (lenta).

Porre fine a tutto questo, e, insieme, alla devastazione dell’ambiente e al collasso delle popolazioni di pesci nei mari, sta solo a noi: basta smettere di mangiare questi animali.

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