Il Senato virtuale che governa il mondo

il Senato virtuale

“Il “Senato Mondiale parla questa lingua, leggete: 

Oggi grande occasione per i Buy The Fucking Dip (BTFD), con i FANG stocks a caduta libera, salvati proprio all’ultimo in Europa dai BTFD… AAPL bastonati, mentre il S&P 500 Tech Sector gli è andato dietro disastrosamente.  Alla fine però neppure i BTFD hanno salvato i FANG. S&P ci dice che la Crescita di nuovo collassa mentre il Valore sta su. In Italia l’anti Eurozona M5S è sprofondato nelle amministrative, rendimenti BTP al ribasso, Mercati ora più tranquilli. Goldman bearish sui Bitcoins, dicono che si attestano fra un massimo di 2.230 e un minimo di 1.915, sanno qualcosa che noi non sappiamo?”.

Non ci avete capito niente, ma così parla ogni giorno il vostro Padrone, quello che Noam Chomsky già nel 1989 chiamava con immensa saggezza “Il Senato Mondiale”, I MERCATI, contro cui non esiste appello. Sono coloro che decidono se tuo figlio finirà la sua vita da individuo o da servo della Tech-gleba in un loop di vita disumano. Continue Reading


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Tutta colpa dei Mercati Finanziari, dominano la politica e controllano le nazioni

mercati finanziari

“Dopo sei anni di crisi gli economisti italiani ufficiali hanno cambiato “un poco” idea (Luigi Zingales: “perché ho cambiato un po’ idea su euro e Merkel” 21 sett 2014). Anche Draghi come noto un mese fa ha cambiato un poco idea visto che ha dichiarato che bisognerebbe trovare il mondo di spendere un poco di più e che bisogna far risalire un poco l’inflazione. Draghi ha detto solo “un poco” (solo qualche decina di mld in infrastrutture e forse un punto e mezzo di inflazione in più, perchè punta sempre a dare soldi alle banche perchè li prestino…)

Giavazzi e Tabellini (che erano per l’austerità) a fine agosto hanno fatto un voltafaccia e scritto che si deve creare della moneta per finanziare i deficit, invece di finanziarli sempre con debito. L’obiezione che subito hanno ricevuto da altri economisti italiani noti è che creare moneta spaventa i mercati finanziari, vedi Roberto Perrotti. Perrotti scrive: “sì, in teoria è giusto creare 80 mld e ridurre le tasse,… ma nel mondo reale i bond hanno un rischio, se stampi 80 mld provochi panico dei mercati, crash dei titoli di stato… poi le banche che ne sono piene vanno sotto..” ( in the real world, government debt can be and is risky, and markets do not like to see it increase – particularly in countries with a high initial level of debt or spending. Without a commitment to decreasing spending in the future, financial markets might panic..”).

Questa obiezione è corretta, i mercati finanziari non vogliono che si crei moneta, come ho sottolineato più volte, per il semplice e fondamentale motivo che i mercati finanziari sono essenzialmente mercati del DEBITO.

Semplificando al massimo, più moneta crei e meno occorre indebitarsi, meno bonds occorrono e in più i bonds calano di valore. Questo non va bene perchè il business delle banche, dei mega fondi, degli hedge funds e altre istituzioni finanziarie è IL DEBITO

Questo è il problema oggi fondamentale che gli economisti accademici, da Giavazzi a Zingales ad Allesina a quelli keynesiani anti-austerità a quelli per il ritorno alla lira non sembrano capire (perchè lo stesso vale ovviamente anche per il ritorno alla lira). Ci sono di mezzo i “mercati finanziari” globali, i quali se necessario spazzano via i governi in pochi giorni (Berlusconi docet)

Ora come rispondono Giavazzi e Tabellini all’obiezione di Perrotti, che si incarica di spiegargli che al mercato finanziario non va che si crei moneta per ridurre le tasse e far uscire l’Italia dalla Depressione? Dicono che agli inglesi e americani il gioco è riuscito, hanno aumentato i deficit pubblici finanziandoli con moneta dal 2009 e non c’è stato nessuna “destabilizzazione”, come pudicamente chiamano la reazione dei mercati Giavazzi e Tabellini (“Un’unica via per la ripresa dell’Eurozona”, 19 sett 2014)


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Sorvolano però sul fatto che c’è stata inflazione tra il 3 e il 4% dal 2010 in poi in Usa e UK, i rendimenti reali dei loro bonds sono andati negativi perchè la FED e la BCE ne comprava tonnellate e sono tuttora rendimenti negativi cioè pagano l’1% e rotti (a cinque anni) con inflazione al 2% e rotti. I “mercati finanziari” con gli inglesi e americani non hanno fatto una piega, per ora, per cui potrebbero sopportare un 3-4% inflazione anche da noi ?

Il New York Times ad es. ha reportage dedicato ai benefici dell’inflazione, citando tutti quelli che la vedono necessaria ora come soluzione, con gente come Ken Rogoff che parla di un +6% di inflazione per gli USA come obiettivo (per gli USA!, immagina per l’Italia). Come si sa i keynesiani “de sinistra” sono in genere un poco inflazionisti, inutile negarlo, Krugman, Rogoff, Stiglitz.. mentre quelli di “Chicago” (Lucas, Cochrane…) e i tedeschi invece no, preferiscono un inflazione zero o quasi.

Come si sa però anche TUTTE LE BANCHE CENTRALI HANNO DA 25 ANNI UN OBIETTIVO DI INFLAZIONE INTORNO AL 2%, cioè la teoria e la prassi ufficiale è che l’inflazione zero faccia male. Ci sono paesi come il Canada dove da 20 anni la Bank of Canada ogni singolo anno centra il 2% di inflazione, (a volte 2,2% a volte 1,8%…non sbagliano mai un anno).

Ora Draghi dichiara che vuole far salire l’inflazione EU, così come ha fatto il Giappone l’anno scorso e come hanno fatto inglesi e americani, che avevano inflazione 0% nel 2009 e l’hanno fatta risalire tra 2% e il 4% successivamente creando moneta. Perchè ovviamente non ci piove che creando moneta puoi creare inflazione e il problema è solo la percentuale giusta, a seconda delle circostanze quello che prescrive il dottore sarà un 2% o un 3% o un 4% o un 5%…

C’è chi dice che in certi casi anche un 6% è necessario (come Ken Rogoff) e come ho mostrato quando l’Italia aveva inflazione vicina al 10% negli anni ’70 il suo PIL cresceva lo stesso anche del 3-4% l’anno. Ma negli anni ’70 i movimenti dei capitali erano vincolati e limitati in tanti modi, oggi invece sono totalmente liberi. Tra parentesi i keynesiani di oggi non si ricordano mai che il loro Keynes a partire dal 1936 circa si era convertito al protezionismo e ai controlli sui capitali. In più, oltre a liberalizzare completamente i movimenti di capitale si è anche impedito, negli anni ’80, agli stati di creare moneta. Risultato: il debito è triplicato e chi ha in mano il debito (i bonds) oggi comanda il mondo

Dato che il debito ora è tre volte e mezzo il PIL medio in occidente e che il mercato del debito (bonds) è senza vincoli e senza limiti e muove migliaia di miliardi attraverso il mondo nello spazio di ore… sai qual’è infatti la conseguenza? Oggi chi detiene il debito, chi ha e muove i bonds sui mercati finanziari, tiene per le palle i governi e le nazioni. Se non neutralizzi allora i “mercati finanziari” globali non puoi fare niente, perchè questi sono in pratica un eufemismo per i creditori, chi vive con gli interessi del debito.

L’ostacolo vero all’uscita dell’Italia dalla depressione sono “i mercati finanziari”, cioè “I CREDITORI”, quelli che vivono di debito, incassando interessi (e speculando sul debito). Lasciamo da parte il fatto che questi a loro volta si indebitano e usano leva finanziaria, cioè non è vero che sono “risparmi” che vengono investiti (vedi Pimco, che ha rivelato quest’anno di aver comprato 70 MILIARDI DI DOLLARI DI FUTURES per aumentare la sua leva).

Nel mondo dei mercati finanziari (del debito)
non vogliono i default
non vogliono l’inflazione
non vogliono la svalutazione

Vogliono ricevere i loro interessi in valuta che non si svaluta, con interessi di 2 o 3 punti sopra l’inflazione e senza rischio, come hanno fatto per gli ultimi 30 anni. Dal loro punto di vista è comprensibile, così come è comprensibile che i dipendenti del Senato vogliano mantenere i loro stipendi da 300mila euro l’anno, i magistrati della Corte Costituzionale i loro 500mila euro, quelli della Regione Sicilia…

Nel mondo invece del lavoro, delle imprese, della produzione, delle famiglie… la svalutazione, l’inflazione o anche il default possono essere utili, dato che in aggregato e in maggioranza invece hanno debiti

Il fatto è che oggi i mercati finanziari sono colossali, 80 mila miliardi di bonds che circolano ovunque, senza limiti, di continuo, trattati e in mano a mega istituzioni finanziarie che assumono i politici e funzionari di stato. Per cui oggi “i mercati” effettivamente dominano la politica economica e quindi dominano le nazioni.

Riassumiamo: finalmente, dopo soli sei anni, gli economisti ufficiali si accorgono che si può creare moneta, se ne manca in giro, che non è vero che “non ci sono i soldi”, perchè i soldi possono essere creati senza alcun costo dalla banca centrale o dallo stato (e anche le banche in realtà li creano dal niente senza costo..). E’ un passo avanti, ma ovviamente data la depressione in cui son cadute Spagna, Italia, Portogallo, Grecia e la crisi della Francia stessa occorrerebbe ora creare centinaia di miliardi e quindi inevitabilmente l’inflazione può salire anche lei, diciamo dallo 0% al 4%. Draghi parla di tornare al 2%, ma se fai dei deficit ora in Italia di 80 miliardi addizionali (oltre i 45 mld attuali di deficit annuo), lo stato spenderà sempre per 800 mld, ma incasserà di tasse meno di 680 mld per un deficit di 125 mld circa l’anno.

I “mercati finanziari” accetteranno che l’Italia faccia deficit annui di 125 miliardi (e Spagna, Francia ecc.. anche loro per numeri simili) ?

Notare che se torni alla Lira il problema è peggiore, perchè in quel caso un inflazione del 6% o anche 8% è probabile e hai anche una perdita secca del 20 o 30% causa svalutazione per i detentori esteri di BTP, per cui la probabilità di un crash del mercato obbligazionario è maggiore.

Sia che cerchi di creare moneta all’interno dell’Euro (sperando che la BCE finanzi lei comprando BTP con moneta che lei crea dal niente), sia che pensi di ritornare alla Lira il problema alla fine è sempre lo stesso: un “panico dei mercati finanziari” cioè un crash dei bonds…” cobraf

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Una catastrofe annunciata

In questo mio contributo dedicato ai coraggiosi esponenti della Modern Money Theory in Italia, intendo enfatizzare la straordinaria natura della crisi dell’eurozona.
Siamo al termine di un modo di produrre, del capitalismo dinamico inteso in termini Marxiani. È la regressione verso un sistema parassitario e decadente, un’economia di puri rentier che si alimentano attraverso le banche e le altre istituzioni finanziarie che [estraggono risorse, ndt] dall’economia reale grazie alle permanenti politiche di deflazione [applicate, ndt] dagli Stati.
Una regressione simile appare ovvia nel momento in cui si osservano i livelli di disoccupazione in Europa, in particolare in Francia, Belgio e Olanda. Per esempio, in Olanda, la disoccupazione effettiva eccede il 50, 60% della forza lavoro! Questo condurrà al drammatico collasso dei redditi anche per chi ancora gode di un normale lavoro dato che il settore privato ha solo una regola: sbarazzarsi del lavoro mentre lo Stato si è trasformato nel disoccupatore di ultima istanza. Nel frattempo, l’inflazione effettiva è ben oltre il controllo della BCE (7 o 8%).

Questi risultati gemelli contengono il collasso della quota lavoro nel settore della distribuzione: l’Europa ha la quota più alta di profitti tra i Paesi OECD. L’investimento privato sta crollando verso lo zero, i consumi diminuiscono e la crescita reale è negativa da cinque o sei anni.
La catastrofe è il risultato del sistema Euro. Esso incarnava il sogno di un Nuovo Ordine sociale, un profondo concetto religioso generante instabilità nella società, che, favorendo lo sbarazzarsi della moneta come fattore reale di produzione, avrebbe ripristinato la scarsità, come legge suprema in quanto i risparmi preesistenti dovranno essere la sola fonte di crescita come in una rinata società agraria.
Come è stato imposto questo Nuovo Ordine? L’astuta visione di coloro che avevano preparato l’Unione europea era integrata con la completa liberalizzazione e smantellamento dello Stato. Richiedeva che esso abdicasse dalla sovranità della moneta. In questo modo lo Stato sarebbe, d’ora in poi, trattato come un’azienda privata soggetta alla bancarotta e allo spreco di risorse reali. Tutti i trattati europei racchiudono questa radicale ideologia anti-Stato. Il risultato finale è il nuovo patto per la stabilità che impone, in maniera permanente, sia il pareggio di bilancio sia il trasferimento delle politiche fiscali ad una autorità tecnocratica suprema indipendente come in Francia, soprattutto in Francia, contrariamente alle bugie dei governanti.  Appena scopre i deficit, [l’autorità tecnocratica, ndt] taglia la spesa immediatamente.

Il regime Hollande è il figlio-perfetto della contro-riforma del Nuovo Ordine. D’ora in avanti, anche la democrazia formale è morta: i Parlamenti sono inutili, le elezioni sono inutili, è la fine della politica.

Perché un simile colpo di Stato nascosto? Semplicemente per domare i cosiddetti mercati finanziari e fornire loro, alle banche, redditi a bizzeffe. Mentre i governi s’impegnavano a austerità permanenti per cancellare i deficit, il settore privato smetteva di prestare soldi e cominciava ad allontanarsi dalla produzione. Le banche non avevano alternative: o assorbivano i titoli di Stato, oppure sarebbero state a corto di attivi. Nel nuovo sistema, lo Stato, avendo perso la sovranità, era obbligato a non perseguire i deficit i quali erano contabilizzati ex-post e essi riflettevano l’accumulazione delle dichiarazioni delle banche contro lo Stato. Tutti i collegamenti tra Stato e Banca centrale sono stati tagliati.
Con ciò le banche avevano da risolvere una contraddizione: come riconciliare la loro accumulazione forzata di attività deteriorate intese come debiti pubblici, con la loro sete di aumentare sempre il patrimonio netto.
Ora, essi possono imporre il tasso di interesse che desiderano. La BCE non ha più il controllo finale sui tassi d’interesse dei debiti pubblici i quali sono diventati la “cornucopia” dei mercati finanziari, la loro maggiore fonte di reddito. Era abbastanza, perché come potrebbe uno Stato privatizzato che deve tagliare incessantemente la spesa essere in grado contemporaneamente di pagare gli interessi e di rimborsare il loro debito nei termini prestabiliti?  I banchieri e le agenzie di rating inventarono una nuova legge del valore: il valore di mercato per i debiti pubblici aumentava quando i Governi imponevano rigide politiche di deflazione. Più l’economia reale veniva distrutta, maggiore era la certezza di essere ricompensati attraverso un aumento degli interessi e dei rimborsi. Nel bilancio delle banche, la deflazione reale  generava plusvalenze crescenti. Con il crescente ottimismo delle banche. Rimane una domanda: come le plusvalenze potrebbero essere monetizzate e essere nuova fonte di reddito? Questo richiedeva un piano-Draghi, cioè l’acquisizione delle attività dei debiti pubblici da parte della Banca centrale ai prezzi di mercato.
Infine, che cosa spiega il nuovo patto che provoca il totale asservimento della società ai cosiddetti mercati finanziari? La necessità di mantenere questa assurda legge del valore che genera dividendi crescenti come puro reddito da rentier agli azionisti delle banche che includono le maggiori corporations.
Fondamentalmente, i “mercati” ricompensano il decadente sistema facendo sì che l’Euro abbia un cambio favorevole rispetto al dollaro, mentre è ampiamente sopravvalutato in termini reali.

Sforziamoci, in conclusione, di spiegare nei dettagli la seguente diagnosi:

  1. Avrebbe potuto essere altrimenti, ma gli architetti del Nuovo Ordine crearono una moneta che invece di favorire la creazione di ricchezza, ne promuoveva la distruzione;
  2. con ciò, tutti coloro che sono stati avvertiti dovrebbero diventare dei militanti per rifiutare questa camicia di forza peggiore degli strumenti di tortura dell’Inquisizione. Qualcuno argomenta che questo porterebbe al disastro? La mia risposta è no! Come la situazione potrebbe essere peggiore? Il nuovo patto conseguirà la distruzione dell’economia reale e accadrà quando la speculazione sui patrimoni netti crescenti genererà un totale collasso dei parassiti, cioè dell’attuale euro-sistema bancario;
  3. le persone devono essere consapevoli che il moltiplicatore del pareggio di bilancio è negativo;
  4. uno deve sperare che gli Stati, aventi ancora la loro sovranità monetaria, gli ex Stati-membri, tutti loro, pianificheranno la ricostruzione dell’economia e della società incrementando gli investimenti pubblici attraverso un aumento dei deficit, e che proibiscano qualsiasi speranza futura di convergere verso il pareggio di bilancio. Questo richiede una cooperazione circuitismo-MMT per raggiungere una certa armonia;
  5. il successo dipenderà dalla conversione dell’elite, dal rinnegamento di questa economia neo-medievale reazionaria e potrebbe essere possibile solo rompendo la cospirazione del silenzio. Per esempio, in Francia nessuno è a conoscenza dei contenuti del nuovo patto e la totale mancanza di dibattito alimenta la folle e totalitaria ideologia del Nuovo Ordine, una polizia di Stato della mente e della disinformazione, il KGB del fascismo finanziario!
  6. O ci sarà una vera Unione europea orientata al benessere senza il peso di una moneta trans-nazionale (uscire dall’euro), oppure una nuova unione monetaria che dia carta bianca agli Stati membri per ricostruire l’economia e la società. Io devo confessare che dubito della seconda opzione perché richiederebbe una sorta di MMT tarata per una federazione.

Alain Parguez, famoso economista, è uno dei relatori del Summit MMT “NON ERAVAMO I PIIGS. TORNEREMO ITALIA” che avranno luogo a Rimini, il 20-21 ottobre 2012 e a Cagliari, il 27-28 ottobre 2012.

(Fonte democraziammt)

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