L’Italia ha bisogno di lavoro, non di carri armati e missili

 lobby delle armi

In questi giorni la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha iniziato a occuparsi del decreto della presidenza del consiglio che deve decidere la ripartizione di 46 miliardi di un fondo di investimenti (previsti fino al 2032) che la scorsa legge di bilancio aveva stanziato per sostenere interventi in tanti ambiti: trasporti, ricerca, periferie, difesa del suolo, lotta al dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, bonifiche, informatizzazione dell’amministrazione giudiziaria, ecc. ecc.

Di Difesa e armi non si parlava. Invece nella tabella del decreto in distribuzione si legge che 9.988.550.001 (il 22% del totale) saranno destinati al ministero della Difesa. Un aumento di circa 800 milioni l’anno per il budget della Difesa. Continue Reading


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Vietato andare in bagno, operaio costretto a farsela addosso

Un lavoratore della Sevel di Atessa, provincia di Chieti (gruppo FCA), costretto a urinarsi addosso perché il caporeparto dell’azienda gli ha impedito a tutti gli effetti di lasciare la catena di montaggio per andare in bagno. Questo fatto è accaduto qualche settimana fa nello stabilimento più grande in Italia del gruppo FCA (ex-Fiat). Continue Reading

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I legami tra i signori del tabacco e Renzi

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L’Italia è stata identificata dalla Philip Morris come finora l’unico paese occidentale tra i tre “mercati-chiave” su cui puntare, assieme a Indonesia e Russia. Investire nell’economia del tabacco, gettandosi tra le braccia letali di Big Tobacco, rappresenta una scelta politica molto grave di cui il governo non può ignorare le enormi implicazioni, a cominciare del suo impatto sulla salute. E l’industria del tabacco ringrazia con un’elargizione di 150 mila euro. Continue Reading

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Italia svenduta

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Secondo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, nel periodo compreso tra i primi Anni Cinquanta e la fine degli Anni Ottanta, l’Italia si collocava al primo posto assoluto tra i Paesi Occidentali (e ad uno dei primi Posti a livello Mondiale) per crescita economica.

Sempre secondo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, nel periodo che va dal 1995 ad oggi, l’Italia è invece all’ ultimo posto assoluto sul Pianeta per crescita economica. Cioè al primo posto per decrescita.

Sarebbe sempre meglio tenere molto bene a mente questi due dati statistici, clamorosamente divergenti, quando si discute della Storia recente del nostro Paese.

E sforzarsi di capirli. Continue Reading

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