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La mappa del controllo massonico

potere massonico

Immaginate di avere per le mani l’organigramma del potere dello Stato italiano: Presidente della Repubblica, Governo, Ministeri e via via a scendere. Una vera e propria mappa del potere massonico.

Il grande Pier Paolo Pasolini aveva intuito che il capo della loggia massonica propaganda 2, non era Licio Gelli, bensì Eugenio Cefis (cacciato dall’Eni, proprio da Enrico Mattei). E il grande Enrico Mattei, in seguito fu assassinato con un sabotaggio aereo (mandante, movente e manovalanza mafiosa tutta italiana).

L’organigramma del potere dello Stato italiano

In base ai documenti ufficiali sequestrati dalla Procura di Milano a Gelli Licio, ecco l’organigramma di potere (anno 1981), ramificato dentro lo Stato. Oggi, il controllo massonico del potere, esteso anche al Vaticano, è totale.  Continue Reading


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Massoneria e ‘ndrangheta: Due facce della stessa medaglia

Massoneria e 'ndrangheta unite

La ‘ndrangheta dentro la massoneria: “in Calabria 28 logge su 32 sono controllate dalle cosche, le persone più importanti della ’ndrangheta sono massoni“. Sono queste le rivelazioni shock di un pentito, riportate da la Gazzetta del Sud, che entra nei dettagli e conferma l’esistenza di un legame profondo tra la ‘ndrangheta e la massoneria già attestato da altri collaboratori di giustizia. La Calabria è terra di antica tradizione massonica come risulta dagli elenchi dei 26.410 affiliati alle Logge Massoniche italiane. Se non è al primo è comunque al secondo posto, dopo la Toscana, in valore assoluto per numero di iscritti. Continue Reading

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Totò il massone deluso

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Che Antonio De Curtis Gagliardi, alias Totò, fosse un Libero Muratore era cosa nota agli “addetti a lavori” ma solo recentemente, con un documento fino ad ora tenuto segreto e ritrovato grazie archivio storico del Grande Oriente d’Italia, se n’è potuto dare notizia con cognizione di causa. 

Il suo testamento massonico,  più che altro un modulo precompilato, con le sue dichiarazioni vergate a mano, rivela la profondità d’animo del celebre attore e la sua convinta adesione ai principi liberomuratori. Continue Reading

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Il sempre Verdini

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Dalla macelleria di Fivizzano ad Arcore, passando per Giuliano Ferrara. In 63 anni Denis Verdini ha consumato quattro vite. Imprenditore, palazzinaro, banchiere, editore. Poi ha trovato la sua vera vocazione: fedele consigliere dell’ex Cavaliere.

Dato politicamente morto più volte del Patto del Nazareno, di cui è ideatore e padre, Verdini è riuscito a rimanere sempre il più ascoltato da Silvio Berlusconi. Se l’ex premier ha bisogno di certezze chiama lui. Nonostante i clamorosi errori commessi.

Quando Angelino Alfano lanciò Ncd. Verdini rassicurò l’amico Silvio: “Ho fatto i conti, stai tranquillo che non lo segue nessuno”. Sbagliò. Le cassandre di Palazzo Grazioli gridarono alla cacciata del macellaio. Alla porta finirono invece loro. Scena che si ripete anche in questi giorni. Verdini sorride, silente: conosce l’epilogo.

Cresciuto a Fivizzano, un piccolo paese in provincia di Massa Carrara, il giovane Denis ad appena diciassette anni inizia a trasformare la bottega del padre in un business in giro per l’Europa: import export di carni da macello dai Paesi dell’est, Germania, Spagna, Irlanda. Un buon giro di soldi che investe in palazzi. Il primo a Firenze, dove si trasferisce. Nel frattempo si laurea in scienze politiche e ha come professori, tra gli altri, Giovanni Spadolini e Giovanni Sartori. “Loro mi hanno fatto scoprire la mia vera passione: la politica”. Eppure diventa commercialista. Nel 1994 tenta di fare il suo ingresso alla Camera, candidandosi per i Repubblicani nel collegio di Sesto Fiorentino in quota al Patto Segni. Non passa. Per consolarsi compra una meravigliosa villa a Pian dei Giullari dove va a vivere con la moglie, Simonetta Fossombroni da Arezzo. Una bella e appariscente donna che faceva l’annunciatrice a Teletoscana. Verdini se ne innamora e la assume come segretaria. Con l’anello di nozze la signora Verdini aggiunge al nome il titolo di contessa. Inizia l’ascesa sociale. Prova a entrare nella massoneria ufficiale, senza riuscirci. Essere massone “per me non è un’offesa, ma non è vero”, disse dispiaciuto. E infatti, evitata la P2 di Licio Gelli, recupera con P3 e P4.

Oggi Verdini ha sei rinvii a giudizio che lo assillano, con imputazioni di vario genere: dall’asso ciazione a delinquere alla bancarotta alla truffa ai danni dello Stato. Con la nascita di Forza Italia, Verdini trova il suo partito. Lo finanzia, si lascia coinvolgere e riesce a farsi candidare alle regionali del 1995 nella lista di Paolo del Debbio, aspirante governatore. Del Debbio non vince, Verdini è invece eletto con 2800 preferenze. Intanto inizia la vita da banchiere, nel 1990 si ritrova alla guida del Credito cooperativo fiorentino che porterà sull’orlo del fallimento nel 2010 con una gestione scandita da favori ad amici come Marcello Dell’Utri, cui concede crediti illimitati senza alcuna garanzia e che lo porterà a un’esposizione complessiva di quasi venti milioni di euro.

In politica avere una banca aiuta. Ma non basta. Arrivare ad Arcore è impossibile. Ma la signora Fossombroni in Verdini nel 1997 prende l’iniziativa e trascina il marito a una serata organizzata da Giuliano Ferrara, all’epoca consiglieri dell’ex Cavaliere, candidato nel Mugello contro Antonio Di Pietro. Sboccia una simpatia. L’anno successivo Berlusconi tiene un comizio a Firenze e Ferrara gli presenta Verdini. C’è chi sostiene sia stato il passaggio di testimone chi invece, i detrattori, sostengono si sia trattato di un’autentica pugnalata. Certo è che Il Foglio, fondato nel 1996, trova un nuovo socio: il 15 per cento è ancora oggi di proprietà di Verdini. Denis era già impegnato in altre società editrici come la Ste, che pubblicava il Giornale di Toscana, poi miseramente fallita. Società per la quale ha lavorato anche la Chil di Tiziano Renzi, papà dell’attuale premier. Perché la Toscana è piccola. E Denis e Matteo hanno una cosa in comune: la spregiudicatezza.

Nel 2005 Verdini ha già un ottimo rapporto con l’allora presidente della Provincia. Gli presenta Berlusconi. “Sta dall’altra parte ma è bravo”. Lo porta anche al Meeting di Cl a Rimini e tre anni dopo, nel 2008, al tavolo d’onore del decennale del Giornale di Toscana con Denis e consorte siede anche Renzi. Certo nel cuore Verdini ha Berlusconi, ma subito dopo c’è l’amico Matteo. Il Patto del Nazareno è il suo capolavoro. Il triangolo perfetto. Forse per questo negli ultimi tempi è cambiato. Ha abbandonato gli sfarzi di Palazzo Pecci Blunt all’Ara Coeli, di fronte al Campidoglio, trasferendosi vicino piazza Nicosia, alle spalle del Senato. Riceve poco, fa vita riservata, ogni tanto si commuove e lavora per tenere in vita il suo capolavoro. Perché se Berlusconi è il suo passato Renzi è il suo futuro.

(Da Il Fatto Quotidiano del 06 Febbraio 2015)

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Il piano massonico per la distruzione della Chiesa Cattolica

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Visto il clamore e l’interesse suscitato da un mio recente Post in cui raccontavo la storia di un ex Massone morto in un incidente in bicicletta, un po’ sospetto, 17 giorni dopo aver rivelato che “il vero Dio dei massoni è Lucifero”, ho deciso di approfondire la questione Massoni-Chiesa-Lucifero. Dopo varie ricerche e suggerimenti dati dai vostri commenti ho scovato una lettera massonica datata 1962, del gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni, in cui vengono elencati i 33 punti per distruggere la Chiesa Cattolica.

Dalla lettera è chiaro che i Massoni e gli Illuminati nutrono un forte odio e disprezzo verso Gesù Cristo e i suoi insegnamenti che ci hanno trasmesso i suoi apostoli. Ma perchè questo odio e disprezzo?

Perchè sia i massoni che gli Illuminati sono dal diavolo, sono sotto la potestà delle tenebre, e siccome hanno come obbiettivo la creazione di un nuovo ordine mondiale in cui gli uomini dovranno professare una unica religione (che secondo gli alti gradi della Massoneria è quella luciferina), e il Cristianesimo è un forte ostacolo alla realizzazione di questo loro progetto, in quanto per loro è pieno di pregiudizi, settarismo, e assurdità mostruose, allora hanno deciso di annullare il Cristianesimo, usandosi però della Chiesa stessa, quindi lavorando nell’ombra, senza dare all’occhio. E quindi che hanno fatto? Hanno creato o spinto a creare delle organizzazioni volte all’ecumenismo e propense al dialogo interreligioso, aiutandole anche finanziariamente, o appoggiandole in svariate maniere, ed hanno infiltrato nelle Chiese Evangeliche un pò per tutto il mondo dei loro emissari travestiti da pastori o predicatori, o hanno guadagnato alla loro causa dei pastori delle varie Chiese (solo in Italia i potenziali “infiltrati” sono più di 26mila). E costoro dovranno lavorare affinchè prevalgano i principi e gli obbiettivi della Massoneria, e come voi sapete tra i loro obbiettivi c’è l’ecumenismo con la Chiesa Cattolica Romana e la Chiesa Ortodossa, come anche il dialogo interreligioso con le religioni, per cercare di unire tutti assieme.

Trame oscure, cazzate farneticanti? Intanto leggetevi il “Piano massonico per la distruzione della Chiesa Cattolica” che riporto integralmente, reso noto da un prete francese che ha abiurato la sua appartenenza alla Massoneria e che egli seguiva quando faceva parte della setta. Rielaborate nel 1993 come piano progressivo per lo stadio finale. Tutti i massoni occupati nella Chiesa debbono accoglierle e realizzarle: Continue Reading

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