0

Le strategie di vendita nei supermercati per farci comprare di più

strategie vendita supermercati

Quante volte si è entrati in un supermercato e si è usciti con il doppio delle cose che avevamo in mente di comprare? Sapete il perché? Semplice, in un supermercato niente è lasciato al caso.

Tutto è posizionato e offerto con un unico scopo: farci comprare due, tre, cinque prodotti in più rispetto a quelli che realmente ci servono. Continue Reading

Condividi:

Il Partito 5 Stelle, la fine del sogno

Casaleggio-M5S-Grillo-Movimento-5-Stelle-Partito

“Sono rimasta un po’ indietro, ma vedrò di recuperare.
Il passo di lato, indietro, di fianco di Grillo è conclamato dalla sparizione del suo nome dal logo.
Certo, si sapeva.
Era stata fatta votazione sul blog e bla bla bla.
Fine primo step.
Resta il nodo della proprietà del simbolo, magari di un nuovo Statuto notarile.
Gente che va, gente che viene.
Credo che arriverà piuttosto presto anche il secondo step.
Ovviamente nulla turberà le flotte isteriche dei fan italioti.
Anzi, si urlerà ancora più forte alla democrazia diretta e all’onestà perché è il marketing che lo chiede e lo vuole.
Ai fedelissimi della poltrona poco gliene cala. Il miraggio, l’illusione ottica continuerà ancora per un po’.
In ogni caso le poltroncine comode sono sempre le stesse… può essere che i posti disponibili calino un pochino, mentre al contrario guerre e colpi bassi tra i contendenti aumenteranno, ma che importa?
E’ il giochino in voga ai giorni nostri.
Grillo, era già stanchino prima di essere ‘stanchino’.
Spiego: durante la campagna elettorale regionale fine 2014, Grillo aveva lasciato in garage il famoso camper.
L’anno seguente (2015) l’abbiamo visto servire pizze a fianco di una serie di miracolati vecchi e nuovi.
Più avanti il famoso post ‘stanchino’ ha messo definitivamente la parola fine all’epoca ‘Grillo’ e ha visto la nascita dell’ormai noto Direttorio (bruttissima parola) ma che calza a pennello.
Il movimento che non c’è più si è, passo dopo passo fatto partito.
Strato dopo strato si è tolto di dosso, come una cipolla, attivisti e MU scomodi (878) qualche deputato fastidioso, la cui colpa di pensare troppo era inaccettabile, altri attivisti, un po’ qua, un po’ là a random, ma non graditi al Direttorio (maiuscola è d’obbligo) e a qualche capetto/kapò locale o che dir si voglia.
E così finisce il sogno di milioni di italiani: un nuovo modo di fare politica, il cittadino sovrano, la democrazia partecipata propedeutica alla diretta del futuro. Il tutti a casa.
La democrazia dal basso e le contestuali decisioni dal basso… puff!
Ma la domanda seppur pleonastica è: serviva un nuovo partito agli italiani?
No!!!
Difatti, quello che veramente occorre al bastimento Italia sarebbe tutt’altro.
Ma come Maria Antonietta e le sue famose brioches… oggi ai cittadini disperati, inascoltati, depauperati dai loro risparmi e dai loro diritti, lavoro in primis….massì dai, diamogli un nuovo partito.
Tanto che sarà mai, così fan tutti…”. Silvanetta P

Condividi:
0

I trucchi dei supermercati per farci spendere di più

spesa supermercato

Saprete tutti che le strutture dei supermercati sono studiate nei minimi dettagli. Oggi vogliamo darvi notizia sugli ultimi ritrovati di quella scienza economica nota come marketing applicato alla disposizione delle merci nei supermercati.

Già negli anni Settanta, i primi studi dimostravano che mensole più ampie e il giusto posizionamento dei prodotti sono fattori chiave per determinare il giusto incremento delle vendite. Ora ne scopriamo di più: una ricerca più recente ha analizzato la strategia promozionale per la vendita di bevande gassate. Pare basti posizionarle a fine corsia per aumentarne le vendite del 51,7%. Una mossa che ottiene lo stesso risultato di abbassarne il prezzo del 22%.

Il posizionamento strategico è una modalità di vendita ormai collaudata, che però non ha ricadute solo sul consumatore finale, ma anche su chi produce. Infatti, per conquistarsi un posto in prima fila bisogna accettare condizioni che non tutti possono permettersi. E quindi anche qui vale la regola del “c’è chi può”, mentre i produttori e gli artigiani più deboli si devono accontentare di posizioni meno vantaggiose. A discapito quindi di chi è più debole e forse anche del consumatore finale che ha più difficoltà a individuare produzioni che non si avvalgono di economie di scala e logiche industriali.

E quindi la domanda è: queste manipolazioni, oltre a guidare il consumatore verso percorsi ben studiati, non sono forse anche uno strumento di concorrenza sleale nei confronti dei produttori che non possono permettersi di pagare lo spazio migliore?

Le conseguenze? Grazie anche al posizionamento negli scafali, tra il 1980 e il 2000 l’industria alimentare è diventata quella che ben conosciamo oggi: «E questo è molto probabilmente uno dei fattori che hanno contribuito al raddoppio del tasso di obesità negli Stati Uniti nello stesso periodo» ci dice Deborah Cohen studiosa di scienze naturali e autrice di Big Fat Crisis: The Hidden Influences Behind the Obesity Epidemic — and How We Can End It (Le influenze nascoste dietro l’epidemia dell’obesità).

Potrà sembrarvi incredibile, ma il trucchetto di posizionare junk food, bibite gasate e cibarie varie alla fine delle corsie in scafali espositivi (avete presente? Si stanno moltiplicando anche in Italia, con le offerte imprendibili del giorno vedi in foto) funziona eccome: si stima che il 30% delle vendite nei super mercati statunitensi sono da attribuirsi a questi espositori vetrina che campeggiano alla fine delle varie corsie. Sarà capitato anche a voi di aggiungere quella cassa di bibite in offerta che prima di metter piede nel supermarket non avevate assolutamente considerato di comprare.

Insomma, ci può cascare anche il compratore più attento. E sapete perché? Alla fine della spesa si registra un certo “affaticamento decisionale”: dopo aver passato in rassegna lunghe file di scaffali, selezionando cosa comprare e cosa no, le nostre capacità cognitive diminuiscono e le scelte finali vengono fatte di pancia, senza considerare le conseguenze a lungo termine.

Il problema è che se si esagera riempendo il carrello con cibo raffinato, ad alto contenuto di zucchero e grassi, i rischi di andare incontro a guai e problemi di salute crescono. E non tutti sono in grado di difendersi da questi attacchi. Bisognerebbe che qualcuno ci mettesse lo zampino con regole diverse: se è noto che questa disposizione è collegata all’aumento di obesità e diabete, perché non intervenire? Negli Stati Uniti l’obesità è un’epidemia che coinvolge due terzi degli adulti e un terzo dei bambini. Due terzi. Spaventoso.

Soluzioni? Un buon inizio sarebbe quello di allontanare bibite gasate e mega zuccherate, patatine, dolciumi non meglio identificati dalle casse. Per poi magari decidere di mettere in bella mostra i cibi più salutari, e sistemare quelli con basso valore nutritivo e ricchi di componenti poco salubri in posizioni meno favorevoli. In questo modo non se ne impedirebbe il consumo, ma almeno non sarebbe dettato da un acquisto impulsivo.

(Fonte slowfood)

Condividi:
0

Distrazione Isis

Isis

“L’Isis sa fare marketing di ciò che rubano (petrolio, grano, e altre materie prime), sanno riciclare denaro, sanno fare show business mediatico come nessun altro.

Sono piantati come un’erbaccia proprio all’incrocio delle maggiori nazioni egemoni del Medioriente: Siria, Iran, Turchia, Iraq. Destabilizzano tutto e tutti. Questi predoni, e sono solo predoni, sono stati infiltrati dai servizi USA-Israele proprio per destabilizzare tutta la politica e il pubblico internazionale nel momento in cui altri problemi stanno precipitando (finanza). 
I loro metodi sono troppo lontani dai principi dell’Islam radicale che mi furono raccontati dal capo spirituale di Al Qaeda di persona, e sono troppo ben organizzati per non aver avuto aiuti occidentali.

La domanda è: perché in 20 anni Al Qaeda non è mai riuscita a fare quello che Isis fa? Bin Laden fu organizzato e finanziato dalla CIA durante tutta l’invasione sovietica dell’Afghanistan, poi fu abbandonato. Non vi dice qualcosa che Al Qaeda si sia ritrovata senza mezzi e nascosta in piccoli buchi del mondo dopo l’abbandono americano?

Isis commercia in commodities e lavora con le banche internazionali. Credete che Isis possa vendere tonnellate di petrolio e grano ed essere pagata in contanti? Valigette di contanti? Camion di contanti? Treni di contanti? Sveglia!

I soliti predoni funzionali a distrarre l’Occidente. L’ho scritto anni fa: si chiama La Politica della Paura. Isis, Ebola, oddio! Tu non pensare che due direttive UE e una riunione della FED ci faranno perdere 1 milione di posti di lavoro nei prossimi due anni. Isis…. Buuuuuu! L’uomo nero!” Paolo Barnard

Condividi: