Putin, Trump e Merkel sono i leader più potenti al mondo

Vladimir Putin è la persona più potente al mondo nel 2016 per Forbes. Per il leader del Cremlino si tratta di una conferma, visto che anche nella classifica 2015 del magazine Usa era sullo scalino più alto del podio. Forbes sostiene che Putin “ha esteso l’influenza del suo paese in ogni angolo del mondo, dalla Siria alle elezioni americane”. Continue Reading

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Le 100 persone più influenti del 2016

Time 100

La lista dei cento personaggi più influenti al mondo secondo il settimanale statunitense Time Magazine. Giunta alla 13esima edizione, la selezione nomina ogni anno le persone che, suddivise in cinque categorie diverse (“Pionieri”, “Titani”, “Artisti”, “Leader” e “Icone”), sono oggi più in grado di lasciare un’impronta con le loro azioni.

Le liste comprendono due soli italiani, la prima è una persona che è riuscita a mantenere segreta la proprio identità: la scrittrice arrivata terza al Premio Strega 2015, con il libro Storia di una bambina perduta, Elena Ferrante, mentre il secondo è Riccardo Tisci, stilista e Direttore Creativo della maison Givenchy. Continue Reading

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Forbes 2016: Bill Gates per la 17esima volta è il più ricco del Mondo

Forbes-uomini più ricchi

Nella classifica stilata dalla rivista americana Forbes, Bill Gates si conferma, per il terzo anno consecutivo, con un patrimonio di 75 miliardi di dollari l’uomo più ricco del mondo. Sale al secondo posto Mr Zara: Amancio Ortega, con 67 miliardi, che supera il re delle telecomunicazioni Carlos Slim, strappandogli la medaglia d’argento. Terzo, con 60,8 miliardi, il guru della finanza Warren Buffett. Mark Zuckerberg entra nella top ten balzando in sesta posizione, preceduto da Jeff Bezos, il fondatore di Amazon.

In Italia lo scettro del più ricco tocca ancora alla signora Maria Franca Fissolo, vedova dell’imprenditore Ferrero di Alba che ha costruito l’impero del cioccolato e inventato la Nutella, che si posiziona al 30esimo posto, con un patrimonio di 22,1 miliardi di dollari. In ascesa anche Del Vecchio, il fondatore di Luxottica risulta 37esimo con un patrimonio di 18,7 miliardi di dollari. Stefano Pessina, tra i protagonisti del settore farmaceutico in veste di ceo di Walgreens Boots Alliance, si piazza 62esimo con 13,4 miliardi di dollari. Al 121esimo posto, Massimiliana Landini Aleotti, a capo del colosso farmaceutico Menarini con un patrimonio di 10,1 miliardi di dollari. Rispettivamente al 188esimo e al 196esimo posto, Silvio Berlusconi (con 6,2 miliardi di partimonio) e Giorgio Armani (con 6,1). Chiudono la classifica italiana Miuccia Prada, moglie dell’aretino Patrizio Bertelli armatore di Luna Rossa, che è 405esima con 4,1 miliardi di dollari, Diego Della Valle che è 1.105esimo con 1,8 miliardi di dollari, mentre Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono al 1.173esimo posto con 1,7 miliardi di dollari.

Curiosità. Nella lista fanno parte 20 proprietari della NBA, 19 della NFL, 10 della NHL e 8 della MLB. Gli USA restano sempre il Paese con il più alto numero di miliardari, segue la Cina, in aumento anche la ricchezza dell’Asia-Pacifico. La trentesima classifica annuale di Forbes include 1.820 miliardari. I Paperoni mondiali contano su una fortuna complessiva di 6.480 miliardi di dollari, 570 miliardi di dollari in meno rispetto al 2015.

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La Nsa ci spia “fingendosi” Facebook

Facebook-spiare-controllare

Per spiare e potenzialmente controllare milioni di computer, la Nsa è arrivata anche a ‘travestirsi’ da Facebook: con un programma definito ‘Turbine’, la National Security Agency Usa sta espandendo enormemente la sua capacita’ di infiltrarsi nei computer, su scala massiccia, usando sistemi automatizzati che prevedono come cavallo di Troia anche l’utilizzo di un falso server, che dà all’ignaro ‘target’ l’impressione di accedere al popolare social-network, mentre invece di fatto consegna le chiavi del suo pc agli 007 elettronici americani.

Lo rivela una nuova serie di documenti della talpa del Datagate Edward Snowden, pubblicati dal ‘The Intercept’, il nuovo digital magazine del giornalista Glenn Greenwald, secondo cui si tratta di un programma che viene utilizzato dal 2010 e prevede varie tattiche per “infettare” i pc presi di mira, che finora sarebbero tra gli 85 e i 100 mila. Un bel passo avanti rispetto a quando nel 2004 la Nsa ha iniziato ad infettare i pc degli ‘obiettivi’ da spiare: allora, scrive ancora Intercept, il lavoro veniva fatto a mano, e le macchine sotto controllo erano 100-150 in tutto.

Si tratta di una rivelazione che emerge proprio mentre Mark Zuckerberg decide di alzare la voce nei confronti dell’amministrazione Obama, accusandola di non gestire al meglio i problemi della rete. “Ho chiamato e chiesto personalmente al presidente Obama maggiore trasparenza, ma al momento ogni riforma mi sembra ancora molto lontana”, ha affermato il fondatore di Facebook, esprimendo frustrazione e delusione. “Quando i nostri ingegneri lavorano instancabilmente per migliorare la sicurezza – scrive Zuckerberg – immaginiamo che dobbiamo proteggerci dai criminali, non dal nostro governo, che dovrebbe essere il numero uno per la connessione internet, non una minaccia”.

L’ultimo capitolo del Datagate racconta che la Nsa infiltra dei malware nei computer, per poi utilizzarli per scattare foto con la webcam e fare delle registrazioni audio con il microfono di cui sono dotati, per controllare l’intera storia di ricerche che vi sono condotte in internet, per carpirne tutte le password e i documenti in memoria, impedire che si colleghi ad alcuni siti web, e altro ancora.

Oltre ad una serie di documenti e slide esplicative della Nsa, che hanno la dicitura “Top Secret”, The Intercept pubblica anche un breve filmato, apparentemente prodotto sempre dalla Nsa, in cui si vede un uomo che si collega dal suo computer ad una pagina Facebook, e si spiega quindi il ‘trucco’ per infiltrarsi. In pratica, con una tecnica chiamata Quantumhand, la Nsa si ‘traveste’ da server di Facebook. Quando “l’obiettivo” cerca di collegarsi, gli vengono trasmessi pacchetti di dati che ingannano il suo computer, facendogli credere che a mandarglieli sia il social network. Un portavoce di Facebook, riferisce il Wall Street Journal, ha affermato che il social network non ha alcuna prova che la Nsa abbia usato tattiche del genere contro i suoi utenti.

Al tempo stesso ha sottolineato che la tecnica descritta nel video pubblicato da Intercept non potrebbe ora funzionare con Facebook, che dallo scorso anno utilizza un nuovo livello di sicurezza. Altre aziende invece rimangono vulnerabili al Turbine.


(Fonte americaoggi)

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