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Italia vendesi

Dal 2009 ad oggi sono state acquisite da imprenditori/fondi d’investimento/fondi sovrani 364 aziende italiane, Telecom inclusa, per un controvalore di circa 60 miliardi di euro (10 miliardi il valore dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare). Questo è il made in Italy “venduto” agli stranieri nei cinque anni della Grande Crisi. Eccovi l’elenco delle imprese che sono passate in mano stranieri negli ultimi tempi. Italia, un paese in saldi….

MARCHIO/AZIENDASETTOREPROPRIETÀPAESE
BuitoniAlimentareNestlèSvizzera
San Pellegrino
Perugina
Motta
Antica Gelateria del Corso
Valle degli Orti
GalbaniLactalisFrancia
Invernizzi
Cademartori
Parmalat
Locatelli
StarAgrolimenSpagna
Minerva Oli + Olio SassoSas Cuertara
Carapelli
Bertolli
CoinDistribuzionePai PartnersFrancia
StandaBillaAustria
AlgidaAlimentareUnileverOlanda
Santa Rosa
Riso Flora
Emilio PucciModaLvmh di Louis VuittonFrancia
Acqua di ParmaProfumi
FendiModa
Gianfranco FerrèParis Group di DubaiEmirati Arabi
GucciPPRFrancia
ValentinoPermiraGran Bretagna
FiorucciAlimentareEdwin InternationalGiappone
Bottega VenetaAccessoriFrançois Henri PinaultFrancia
Calzature Sergio RossiAccessori
BulgariGioielliBernard Arnault
La SafiloOcchialiHal HoldingOlanda
FastwebTelecom.SwisscomSvizzera
OmnitelVodafoneGran Bretagna
Wind TelecomunicazioniVimpelComRussia
Ercole Marelli (Magneti)Tecnolog.AlstomFrancia
Fiat Ferroviaria ”
Parizzi
Sasib Ferroviaria
Passoni e Villa
Lucchini S.P.A.SeverstalRussia
Fiat AvioBCV Investments S.C.A.Lussemburgo
Benelli (Moto)MotoriQianJiangCina
SPS Italiana Pack SystemsTecnolog.PFM S.p.A.USA
LoquendoNuance
BNLBancheBNP ParibasFrancia
Costa CrociereTurismoCarnival CorporationUSA
GanciaAlimentareRussian StandardRussia
EdilcuoghiCeramicheKale GroupTurchia
EdilgresKale Group
Ar AlimentariAlimentarePrincesGiappone
Ferretti GroupNauticaShandong Heavy IndustryCina
DucatiMotoriAudiAustria
Richard GinoriCeramicheGucci-PPRFrancia
PomellatoGioielliKering-PPR
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La mappa della diffusione dei quotidiani italiani

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Dataninjia pubblica una mappa della diffusione dei 64 principali quotidiani italiani per provincia, su dati censiti da Ads (Accertamenti diffusione stampa, dati 2011). Le province si colorano dai colori più chiari a quelli più scuri in base al dato quantitativo del numero crescente di copie diffuse.

Quello che è evidente è l’estrema frammentazione del mercato: nelle 110 province italiane una trentina di testate differenti sono leader nei rispettivi mercati. Non esistano veri e propri giornali nazionali leader, con una parziale eccezione per Repubblica (che diffonde più copie nelle province dei capoluoghi di regione, dove hanno sede le sue redazioni). Repubblica però non è prima in nessuna delle province italiane (a Roma è preceduta dal Messaggero, a Milano dal Corriere, a Bologna dal Resto del Carlino). Corriere, Stampa, Gazzetta dello Sport hanno forti radicamenti al nord ma sono più deboli al sud. L’Italia è il Paese delle decine di quotidiani locali/regionali, ciascuno dei quali ha un enorme radicamento nelle città/province di riferimento, ma fa fatica ad affermarsi all’esterno.

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La mappa del debito pubblico mondiale

Il Mondo e’ sommerso dal debito. Ogni secondo che passa il debito aumenta vertiginosamente, siamo indebitati per 48,891,197,147,639 dollari.

Il sito dell’Economist ha riprodotto una mappa interattiva nella quale, oltre a vedere l’aggiornamento in tempo reale della cifra del debito pubblico mondiale, possiamo osservare l’ammontare esatto del debito di tutti i paesi del Mondo, dal 2001 a oggi(la mappa e’ aggiornata a settembre 2012).

Scorrendo col mause sui vari paesi, la mappa cambia colore e ci mostra il debito pubblico pro-capite, quello nazionale, il rapporto deficit/pil (indicato con la siglia GDP), ecc. I paesi più indebitati? Giappone, Stai Uniti e Germania. E l’Italia? ha il quarto debito pubblico del mondo: 2,488,723,597, 268 dollari, con ben 40,853.84 dollari di debito a persona.

Ma chi ci ha portato in questo baratro? Leggendo lo specchietto qui sotto, capiamo che e’ ben diviso da tutti i governi a partire dal 1970. Sicuramente i governi degli ultimi 20 anni meritano una medaglia al valore per l’aumento esponenziale del debito pubblico.

Clicca qui per visualizzare la mappa interattiva dell’Economist.


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