Le innocenti evasioni delle multinazionali

evasione fiscale-multinazionali

La chiamano ottimizzazione fiscale. È la strategia che permette alle società di pagare le tasse dove conviene di più. Ed è parte del loro business model. Ma le cose stanno cambiando. L’articolo è tratto dal nuovo numero di pagina99 in edicola, dove raccontiamo in esclusiva l’evasione contestata alle major in Italia. E come combattere le loro strategie fiscali.

Mc Donald’s vende molti più panini in Francia che in Lussemburgo, ma la sua filiale lussemburghese registra profitti ben più elevati. Questo perché i ristoranti francesi della catena di fast food per utilizzare i locali che li ospitano e gli arredi al loro interno  pagano un considerevole affitto all’azienda che ne è proprietaria, che poi sarebbe Mc Donald’s Lussemburgo. Un circolo vizioso privo di senso? Non proprio. Perché l’aliquota fiscale sui redditi delle aziende nel Granducato è molto più bassa di quella francese, quindi spostando i suoi profitti da un Paese all’altro la multinazionale americana dell’hamburger risparmia un bel po’ in tasse. Ecco un classico esempio di “ottimizzazione fiscale”, ovvero di strategia teoricamente legale ma sostanzialmente scorretta con cui un’azienda presente in diversi Paesi sfrutta le lacune nelle regole del commercio estero per pagare meno tasse possibile. L’abitudine è radicata nei meccanismi industriali e finanziari da decenni, ma da qualche anno a questa parte è diventata uno dei grandi nemici della comunità internazionale, determinata a mettervi fine. Continue Reading


Condividi: